La
PlayStation2, sul mercato italiano da diversi mesi, non aveva
ancora offerto ai suoi utenti un gioco di Formula1 degno di
nota, mancando gravemente in un genere che, soprattutto in occidente,
monopolizza una grossa fetta del mercato videoludico.
Insomma gli utenti della splendida console Sony sicuramente
potevano invidiare agli amici PCisti un genere che, grazie ad
alcuni capolavori (made in Crammond), era saldamente dominato
dalla piattaforma ludico-lavorativa.
Beh, finalmente qualcuno ha pensato bene che anche i tanti utenti
PS2 appassionati della massima Formula meritassero un gioco
che potesse offrire una sfida seria ed anche tante ore di puro
divertimento.
Formula 1 Racing Championship riesce là dove molte altre produzioni,
magari dotate di licenze più nuove, avevano fallito miseramente,
proponendo un titolo che oltre al semplice approccio arcade
riesce finalmente a ricreare le emozioni che solo un'accurata
simulazione può fornire.
Ma procediamo con ordine analizzando tutti gli aspetti che innalzano
la nuova produzione UbiSoft sopra la marea di mediocrità fino
ad ora proposta.
L'impatto
grafico col gioco è notevole ed incredibilmente immediato. Le
prime parole che vengono in mente sono: "cavolo sembra proprio
di essere li, mai visto niente di simile!".
L'attenzione per i particolari è decisamente elevata. Si vede
il grande impegno dei programmatori nel cercare di rendere reali
e "concrete" molte cose che negli altri titoli appaiono evanescenti.
Come ad esempio i box, le gomme a bordo pista, gli alberi, gli
spalti, le reti di protezione, i cartelloni pubblicitari, ed
in genere tutto il contorno della pista che risulta dettagliato
e ben ricostruito soprattutto grazie alle rilevazioni GPS (via
satellite) ed agli intensi giorni di lavoro del team Ubisoft
direttamente sulla pista.
Passando
all'analisi dei modelli delle monoposto ci sarebbe poco da dire,
considerando la maniacale attenzione dedicata alla ricostruzione
di ogni più piccolo dettaglio. Tutte le monoposto sono riprodotte
con le soluzioni aerodinamiche realmente adottate nel 1999 (ed
infatti la Arrows è proprio orrenda come allora! ndr), e tutti
i particolari che le caratterizzavano (come il musetto particolarmente
sporgente della Stewart).
A questa magnificenza poligonale va aggiunta una serie spettacolare
di effetti.
La
mappatura sulle monoposto delle luci, delle ombre, e dei riflessi
di tutti gli oggetti a bordo pista è di grande effetto, ricreando
grazie ad un'efficiente scelta cromatica una "sensazione di
realtà" mai vista. Altri tocchi di classe si possono vedere
nell'effetto calore sull'asfalto e nei riflessi della pista
allagata. Insomma un vero toccasana per le vostre pupille.
Un'attenta analisi mostra qualche imperfezione (le immagini
lontane appaiono decisamente sbiadite), ma sono sicuramente
più i pregi che i difetti, ed è più facile rimanere affascinati
dagli splendidi riflessi e dal dettaglio poligonale che da qualche
texture a basso dettaglio. La
fluidità è ottima, e quando dico ottima intendo dire che anche
22 monoposto alla Bus Stop (e tra auto e tracciato non so quanti
poligoni ci sono su schermo) non causano alcuna esitazione consentendo
sempre un perfetto controllo della monoposto.
Bellissimi
i replay, con la possibilità di controllare personalmente
la regia delle telecamere, posizionate ottimamente. Il risultato
finale è prossimo se non identico a quello che possiamo
vedere sui nostri televisori nei week-end di gara (a dire il
vero sembra persino migliore del servizio offerto dalla televisione
nazionale...).
In definitiva l'engine 3D è decisamente notevole. Considerando
soprattutto che gli stessi programmatori sostengono di aver
soltanto "iniziato" a sfruttare la potenza del monolite nero...beh
ci sarà da divertirsi in futuro.
Se
nella cura dei dettagli grafici i programmatori si sono proprio
superati, qualche bacchettata la meritano per le visuali di
gioco, che sono decisamente poche: diciamo due in stile arcade
(da dietro la monoposto, a diverse angolazioni) e due in stile
simulativo (una alla GT, sopra il musetto, ed una dietro il
casco, secondo me la migliore perchè consente di vedere l'anteriore
della vettura durante l'inserimento in curva).
La
scelta della visuale, come già accennato, determina la
differenza di approccio tra arcade e simulativo, ed è
sostanzialmente questa differenza ad influenzare moltissimo
la giocabilità di F1RC. Mi spiego meglio.
Premetto che non avevo mai giocato una simulazione di F1 con
il Pad, e che anche quel mostro sacro di GP3 con tastiera ed
i relativi aiuti mi sembra un giochino da poco. Ed infatti il
PRIMO approccio con il modello di guida mi ha lasciato un po'
perplesso.
La risposta della monoposto ai miei comandi sembrava troppo
"controllata" e più che un ruggente V10 mi sebrava di guidare
una Fiat 500 fuori giri con la tenuta di un carro tank cingolato.
Qualcosa non va! Morale della favola: Start -> Esci.
Regolo il livello di difficoltà su Esperto, disabilito tutti
gli aiuti di guida (Anti Spin, ABS, Anti pattinamento), setto
la sensibilità dei pulsanti analogici al massimo e riparto con
la modalità Gran Premio. Un'altro gioco! E che gioco! Certo,
ci avrò messo 20 giri prima di abituarmi al Pad e smettere di
agitare mani e piedi a mo' di volante e pedaliera, ma dopo aver
preso confidenza col sistema di controllo (e dopo un numero
indefinibile di musetti distrutti) la sensazione è di
una buona simulazione con solo qualche strascico di arcade.
Cosa intendo dire? Voglio dire che per girare veloci, o meglio
abbastanza veloci da rientrare nel 107%, bisogna capire come
si comporta la vettura, bisogna controllare la staccata al limite,
bisogna dosare l'accelerazione con i tasti analogici, bisogna
cominciare a capire dove si possono guadagnare pochi centesimo
lavorando con i parametri dell'assetto.
Si ha la sensazione di poter sempre migliorare i propri tempi,
scegliendo traiettorie adeguate al personale stile di guida,
proprio come nelle migliori simulazioni.
Il gioco probabilmente conserva un'innata impostazione pseudo-arcade
che comunque non dispiace visto il target di riferimento (ed
il sistema di controllo utilizzato), ma la sfida offerta è
coinvolgente e sempre nuova, grazie alle tantissime variabili
che i ragazzi Ubi Soft hanno saputo implementare.
Tanto per dirne una, dopo parecchie ore dietro al volante della
F399, ho provato a cambiare monoposto, passando prima sul disco
volante MP4/14 e poi sulla modesta Minardi M01. Beh, dal comportamento
della vettura al rumore del motore tutti i parametri sono profondamente
diversi, e se con la McLaren ci si può permettere una
tranquilla passeggiata sopra i cordoli, ripetere l'operazione
con la Minardi porta quasi sempre ad un bel testacoda (adesso
capisco perchè Coulthard quell'anno ha totalizzato ben
48 punti!).
Sappiamo che avvalersi della licenza FIA significa avere accesso
ad un vasto archivio (telemetrie, parametri motore e telaio,
ecc..ecc..) su monoposto e circuiti e sicuramente alla Ubi Soft
hanno saputo sfruttare benissimo questa opportunità,
fornendo un valore aggiunto di tutto rispetto alla loro ultima
produzione.
Non ho potuto provare F1RC con volante e pedaliera (gravissima
mancanza, lo so), ma ho notato che evidentemente si è cercato
di offrire un'ottimo controllo anche con il DualShock2.
Le
modalità di gioco sono molteplici.
La "Arcade" è quella dal minor spessore. Niente di
più che un gioco di corse con i Check Point (credo che da un
gioco di F1 ci si aspetti una buona simulazione, non un semplice
arcade)
Molto interessante è invece la modalità "Scuola Guida".
Mi pento di averla provata dopo aver cominciato a giocare. Questa
modalità, che ricorda tanto l'acquisizione della patente in
GT2, permette di imparare con rapidità le varie tecniche di
guida e di "mapparle" sul sistema di controllo, inoltre è indispensabile
per ottenere la patente (appunto!) per correre nella modalità
"Campionato" che in definitiva è quella che vi permette di godere
appieno del gioco e della licenza FIA 1999.
Assolutamente imperdibile la modalità "Scenario" (accessibile
solo dopo aver completato il Campionato), ma preferisco sia
lo stesso Christian Born a presentarvela nell'intervista
che il Brand Manager Ubi Soft ci ha concesso qualche giorno
fa...
Accenno
solamente un confronto tra la versione PC e quella PS2, in un'analisi
squisitamente tecnica e sicuramente non esaustiva (chi non è
interessato salti subito all'ultimo paragrafo)
A prima vista direi che il PC propone un dettaglio poligonale
inferiore (e anche i numeri dovrebbero darmi ragione con 6.000
poligoni PC contro 7.000 PS2 per le monoposto, e 70.000 PC contro
130.000 PS2 per i tracciati), ma vanta un dettaglio delle texture
decisamente superiore.
Molte
di più le inquadrature disponibili (ed anche questo corrisponde
ad un'approccio decisamente più simulativo su PC), con la classica
mani-volanti-musetto che offre la migliore posizione per la
visione della pista.
La fluidità del gioco è buona anche su PC ed anche con i dettagli
al massimo (proprio tutto attivato e tutto al massimo) a 1024*768,
sui PC redazionali il gioco offriva un frame rate elevato.
Certo non siamo ai livelli della PS2, ma credo che su PC il
nuovo motore grafico detterà un nuovo standard qualitativo.
Elencati
dettagliatamente i vari aspetti di questo bel titolone, le conclusioni
sono abbastanza scontate. F1RC è una realizzazione di
primissimo ordine e sicuramente il miglior gioco di F1 su PS2,
capace di divertire e di coinvolgere, pieno di tocchi di classe
e decisamente longevo. Un must per gli amanti del genere, che
troveranno una bella sfida nella modalità simulativa,
e consigliato anche a chi ha solo voglia di un gioco facile
e divertente, magari solo per lo sfizio di tamponare una Williams...