Speciale metà stagione: l'impotenza Aston Martin, ospite d'onore della griglia
03/08/2026 20:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

La squadra anglo-canadese ha vissuto una prima parte dell’anno completamente da estranea, da ospite d’onore della griglia. Qualcuno che aveva il privilegio di prendere parte all'azione, senza però avere alcun ruolo da protagonista. Purtroppo la prima Aston Martin uscita dalla matita di Adrian Newey non è stata all’altezza della situazione.

Come sempre portava in dote molte idee innovative, peccato però che aveva un problema: il telaio andava in risonanza con le frequenze del motore ad alti regimi. Per questo motivo, l'AMR26 non ha mai veramente potuto esprimere il suo massimo potenziale fino a questo momento. Alonso e Stroll sono stati succubi del problema e hanno guidato impotenti, senza avere l’opportunità di cambiare le cose, né di aiutare la propria squadra.

Aggiornamenti archiviati

Contrariamente a quanto si possa pensare, nonostante Adrian Newey, tutti gli altri tecnici e i piloti sapessero quale fosse la reale difficoltà della squadra già dai test, l’Aston Martin ha provato subito a cambiare rotta, almeno sul piano aerodinamico. In Australia debuttò un importante pacchetto evolutivo che trasformò l’AMR26 vista ai test in una vettura migliorata, ma che continuava comunque a presentare la stessa problematica.

Dopodiché, preso definitivamente atto della propria impotenza, sono giunte novità soltanto in altre due tappe del mondiale: Giappone e Monte Carlo.

Gli upgrade sono poi tornati, e in modo davvero molto vistoso, in Ungheria (ultimo appuntamento prima della pausa estiva), dove ha debuttato l’AMR26 Evo, segnando il primo vero cambio di passo della stagione. Solamente mediante gli aggiornamenti riguardanti meccanica e aerodinamica del veicolo, la squadra ha effettuato un balzo in avanti di circa 2 secondi, superando ovviamente Cadillac e raggiungendo le prestazioni di Haas e Williams.

Adrian Newey, Aston Martin

Il cammino verso la testa della classifica è ancora lungo, ma quello ungherese era uno sviluppo proveniente esclusivamente dall’Aston Martin. A Zandvoort (Olanda, quando riprenderà la stagione) debutterà la nuova specifica di motore Honda e solo allora sapremo quale sarà il reale potenziale della monoposto ideata da Adrian Newey.

Il momento più bello

Non c’è neanche bisogno di pensarci: il GP di Monaco ha regalato un risultato inatteso sia alla squadra sia a Fernando Alonso. Con il team e le prestazioni in caduta libera, a causa dei pochi aggiornamenti in attesa del motore che dovrebbe dare la svolta alla stagione dell’Aston Martin, il due volte campione spagnolo è riuscito a regalare ai tifosi una piccola gioia, chiudendo in decima posizione l’evento che si svolge tra le strette stradine del Principato.

Su un circuito dove il motore conta meno, Alonso ha saputo approfittare egregiamente delle occasioni che gli si sono presentate davanti. L’evento ha fatto registrare ben sette ritiri nell’edizione 2026, tra cui quattro particolarmente illustri.

Potenziale futuro

Per ovvie ragioni, l’Aston Martin è sicuramente la squadra con il più grande potenziale di crescita della griglia. Newey ha già dato prova in Ungheria di saper recuperare in fretta e, se il motore si rivelerà all’altezza, potrà finalmente iniziare a verificare la bontà del suo progetto e stabilire un piano di sviluppo per il resto della stagione e per gli anni a venire. L’Aston Martin ha avuto un avvio disastroso, ma sarebbe sbagliato non prenderla in considerazione per quanto riguarda gli scenari futuri.

Alonso, Aston Martin

Campionato 2026

Guardando al campionato in corso, se tanto ci dà tanto, in Olanda potremmo attenderci, grazie all’introduzione del nuovo motore Honda, un altro step significativo che potrebbe andare dai 5 decimi a un secondo di miglioramento. Se questi valori fossero confermati, il team potrebbe recuperare posizioni rapidamente, ponendosi come diretto concorrente di VCARB e Alpine.

Nessuno lo dice apertamente in Aston Martin; per lo più lo si è sentito affermare a mezza bocca, soprattutto da Lance Stroll prima della pausa. L’obiettivo del team è quello di tornare con costanza a lottare per i punti e quindi centrare con continuità risultati in top ten almeno nella parte conclusiva dell’anno. Se ci riuscirà e il gap dai primi dovesse fissarsi intorno a un secondo di distacco, tenendo conto che la stagione dell'Aston Martin è iniziata con sette/otto mesi di ritardo rispetto ai concorrenti, non sarebbe davvero un brutto risultato per la squadra di Lawrence Stroll.


Foto: Aston Martin

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