La stagione 2026 di Formula 1 è già arrivata alla sua metà. Mentre i piloti sono in vacanza a ricaricare le proprie batterie in vista del ritorno in pista che avverrà a fine mese in quel di Zandvoort, noi di Formula1.it, come facciamo tutti gli anni, vogliamo analizzare una terza classifica che esiste nel motorsport. Oltre a quelle dedicate a piloti e costruttori esiste infatti un'ulteriore graduatoria, non valida per nessun tipo di trofeo, ma alla quale ogni scuderia guarda sempre. Stiamo parlando di quella relativa ai danni. Ogni riparazione infatti costa alle squadre fatica per rimettere in sesto la monoposto, ma soprattutto budget.
Nonostante questa classifica sia l'unica in cui ogni singolo pilota fa a gara per non arrivare davanti a tutti, più incidenti si fanno in pista, e più budget viene speso. Ma chi guida questa speciale graduatoria dopo solamente undici appuntamenti? Scopriamolo insieme.
ATTENZIONE: i dati riportati in questo articolo non sono stati confermati dai singoli team. Si tratta esclusivamente di stime basate su informazioni e rilevazioni raccolte online da diversi utenti.
Nella prima metà del 2026, il costo totale stimato dei danni su tutta la griglia di partenza ammonta alla cifra sbalorditiva di 12.484.000 dollari. Ogni singolo dollaro viene detratto dal tetto di spesa di una scuderia, il che significa che ogni muro contro cui va a sbattere un pilota rappresenta denaro destinato allo sviluppo che non arriverà mai alla galleria del vento.
Stando al grafico riportato sopra, già cinque piloti hanno superato la soglia del milione di dollari: Oliver Bearman è in testa alla classifica con 1.243.000 dollari, seguito a breve distanza da Alex Albon con 1.211.000 dollari. Terzo Isack Hadjar con 1.117.000 dollari, Pierre Gasly quarto dopo aver fatto spendere 1.110.000 dollari al suo team, mentre il leader del mondiale Kimi Antonelli è quinto con 1.057.000 dollari.
Nonostante questi cinque siano gli unici ad aver superato la soglia del milione, Charles Leclerc non è tanto lontano dal raggiungerli. A causa dei diversi incidenti avuti nel corso dell'anno il monegasco è infatti fermo a 978.000 dollari.
Ciò che salta all’occhio leggendo questi dati è come quelli ad aver fatto spendere di più alle proprie scuderie non siano i rookie. Albon e Gasly sono piloti esperti, mentre Leclerc corre per la Ferrari. Il filo conduttore è invece rappresentato da piloti che spingono al massimo su vetture in lotta per posizioni marginali, dove il rapporto rischio-ricompensa è più aggressivo.
Il premio per la guida più pulita va invece ad Arvid Lindblad e Valtteri Bottas, entrambi a quota 0 dollari. Anche Lando Norris si è dimostrato straordinariamente prudente con solo 150.000 dollari spesi in tutta questa prima parte di stagione, con un unico incidente in Australia, mentre il suo compagno di squadra Oscar Piastri ha accumulato 791.000 dollari.
Quella riportata sopra è la classifica dei singoli piloti. Se andiamo però a sommare entrambe le vetture la situazione cambia drasticamente. La Red Bull Racing balza in testa alla classifica dei danni con 1.863.000 dollari, risultato combinato della stagione turbolenta di Hadjar e di quella insolitamente costosa di Max Verstappen che ha fatto spendere ben 746.000 dollari a causa anche degli incidenti in Australia, Miami e in Austria.
Al secondo posto invece troviamo la Haas con 1.713.000 dollari, mentre l’Alpine conclude il podio con 1.696.000 dollari. Per le scuderie che, in termini di budget assoluto, operano più lontane dal tetto massimo del cost cap, questa è la perdita economica più dolorosa: la spesa del team americano è determinata quasi interamente da Bearman, il cui costo da solo supera il totale complessivo delle coppie di piloti di altre sei scuderie.
Come visto anche nei piloti, la scuderia più "disciplinata" è la Racing Bulls con soli 125.000 dollari, tutti a carico di Liam Lawson, e l’Audi con 525.000 dollari.
Durante questi undici appuntamenti disputati, qual è stato però l’incidente singolo più costoso dell’intera stagione? Abbiamo analizzato anche questo dato, stilando la top 5 degli episodi che hanno generato il conto dei danni più elevato.
In cima alla classifica troviamo Pierre Gasly, protagonista di un incidente durante il GP di Miami che ha causato danni per circa 960.000 dollari, rappresentando una parte significativa dell’intero conto sostenuto dall’Alpine nel corso dell’anno.
Alle sue spalle si piazza Andrea Kimi Antonelli, attuale leader del mondiale, grazie al difficile debutto stagionale in Australia. Il weekend di Melbourne è costato infatti alla Mercedes circa 907.000 dollari di riparazioni, complice un fine settimana particolarmente complicato.
Completa il podio Oliver Bearman, autore di un incidente al GP del Giappone a Suzuka che ha generato danni per 857.000 dollari, anche a causa del contatto che lo ha visto coinvolto con Franco Colapinto.
Al quarto posto Alexander Albon, protagonista in Canada di un impatto contro il celebre “Muro dei Campioni”e le barriere del circuito di Montréal, con un conto complessivo di circa 801.000 dollari.
Mentre chiude la top 5 Oscar Piastri, rimasto coinvolto in un episodio a Melbourne: durante i giri di schieramento, a causa di un problema legato alle nuove power unit caratterizzate da una maggiore componente elettrica, ha perso il controllo della vettura finendo contro le barriere e consegnando al team di Woking un conto di circa 641.000 dollari.