La Ferrari a Monza omaggia la F310. Perché la vettura del 1996 è speciale?
La Ferrari porterà a Monza una livrea tributo alla F310 del 1996: una monoposto sgraziata, veloce solo a tratti, spesso inaffidabile. Perché questa vettura, trent’anni dopo, è speciale per il Cavallino?

30/08/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 9 minuti
Questo articolo contiene analisi e dati tecnici. Se preferisci una lettura veloce, in fondo trovi la versione in 2 minuti.

Negli ultimi giorni molti media hanno riportato che la Scuderia Ferrari porterà, per la gara di casa a Monza, una livrea speciale ispirata a quella della F310, monoposto che partecipò al Campionato del Mondo del 1996.

Si tratta di un'ipotesi che troverebbe conferma in un breve video pubblicato sui canali social del Cavallino, nei quali si intravede il muso dell'iconica monoposto di trent'anni fa.

Perché la F310 è importante per la Ferrari?

La Ferrari a Monza omaggia la F310. Perché la vettura del 1996 è speciale?

Ma perché questa vettura è così importante?
Perché rendere omaggio a questa monoposto proprio ora?

Innanzitutto va ricordato che la F310 è stata la monoposto sulla quale Michael Schumacher ha disputato il suo primo campionato sotto le insegne del Cavallino Rampante, proprio nel 1996, trent'anni fa appunto.

Inoltre Schumacher, vincitore del titolo piloti nel 1995 con la Benetton, portò in dote il numero 1 che vediamo sul musetto della monoposto nel filmato sopracitato e che mancava sulla carrozzeria della Rossa dal 1990.

Vista l'importanza che il sette volte Campione del Mondo tedesco ha avuto nella storia della Ferrari, rendere omaggio all'inizio di uno dei sodalizi più coinvolgenti e vincenti della storia della Massima Serie basterebbe a spiegare i motivi di questo nostalgico tributo.

Tanti difetti e alcuni enormi pregi

Tuttavia, la F310 è stata una vettura molto particolare che merita di essere ricordata anche per alcune caratteristiche che la resero unica... e anche per i propri difetti.

Innanzitutto, la vettura progettata dal geniale John Barnard abbandonava il motore con architettura V12, tanto caro a Ferrari, per equipaggiare un più razionale V10.

Lo stesso nome 310 richiama la cilindrata di 3000 cc, imposta dal regolamento, e il frazionamento a 10 cilindri della nuova unità propulsiva.

Il V10 con bancate a 75 gradi progettato dall'ingegner Paolo Martinelli rappresentava una svolta epocale ma necessaria per la casa del Cavallino Rampante, che le permise di disporre di un'unità più compatta e meno assetata.

Va ricordato tuttavia che quando Schumacher testò a Fiorano l'antesignana della F310, equipaggiata con l'ultimo V12 da competizione per la Formula 1 sviluppato da Maranello, si disse profondamente impressionato e stupito che con un motore del genere la Ferrari non avesse vinto il Mondiale.

La monoposto di Barnard colpiva inoltre per le forme inedite e giunoniche.

La Ferrari a Monza omaggia la F310. Perché la vettura del 1996 è speciale?

Le fiancate, molto voluminose, erano caratterizzate da due prese d'aria staccate dal corpo della carrozzeria sia lateralmente sia nella zona inferiore, e di chiara ispirazione aeronautica. Per certi versi vi si rivedeva un concetto molto simile a quello introdotto sulla sfortunata F92A di pochi anni prima.

Impressionanti anche le protezioni ai lati della testa del pilota, rese obbligatorie proprio a partire da quella stagione, tanto voluminose da far guadagnare alla F310 il poco piacevole soprannome di “vasca da bagno” ancor prima che avesse percorso un metro in pista.

Per comparazione, la Williams aveva in quella zona un profilo decisamente più filante, grazie a un'intelligente interpretazione del regolamento che prendeva come riferimento il retro della struttura del roll bar e non il punto più a monte, ottenendo un'inclinazione decisamente maggiore.

Questa conformazione della zona dell'abitacolo dava non pochi grattacapi ai tecnici di Maranello e persino ai piloti, dato che non permetteva di alimentare correttamente il V10 tramite la presa dinamica posta sopra la testa del pilota.

Non era raro vedere Schumacher e Irvine, a cui fu affidata la F310, inclinare la testa di lato in rettilineo per favorire il passaggio d'aria verso la presa dinamica, qualcosa di completamente inconcepibile ai giorni nostri.

In tutto questo non si può dire che la vettura fosse brutta, ancorché questo possa essere un parametro importante per un'auto da corsa: certamente era dotata di soluzioni non convenzionali. Il muso rimaneva basso e spiovente, leggermente staccato dal mainplane e collegato a esso con un accenno di monopilone.

Più tardi, a partire dal Gran Premio del Canada, la F310 fu convertita a un muso alto raccordato in maniera molto forzata a un telaio chiaramente non concepito per quello scopo, cosa che le valse un nuovo soprannome: “il pellicano”.

La Ferrari a Monza omaggia la F310. Perché la vettura del 1996 è speciale?

Quanto alla zona posteriore, va ricordato che la F310 utilizzava ancora un cambio trasversale ereditato dalle sue progenitrici e non un cambio longitudinale, come ad esempio quello della dominatrice Williams, che sarebbe divenuto lo standard per le monoposto della massima serie fino ai giorni nostri.

Nonostante l'architettura piuttosto tradizionale, il cambio risultò tanto inaffidabile da obbligare il team a utilizzarne una versione provvisoria fino alla quarta gara, per passare infine alla versione definitiva dal Gran Premio del Belgio.

L'affidabilità complessiva della vettura fu un problema non indifferente e i ritiri collezionati furono numerosi.

Cosa rende quindi questa vettura così problematica così speciale?

La Ferrari a Monza omaggia la F310. Perché la vettura del 1996 è speciale?

Fu speciale perché nelle mani di Schumacher fu in grado di conquistare ben quattro pole position (Belgio, Italia, Portogallo e Giappone) e tre vittorie (Spagna, Italia e Portogallo), delle quali quella ottenuta nel diluvio di Barcellona diede prova dell'inarrivabile abilità del Campione tedesco, mentre a Monza portò la Ferrari sul gradino più alto del podio di casa dopo ben otto anni di attesa.

Schumacher con la F310 fece sembrare le inarrivabili Williams FW18 molto meno dominanti di quanto fossero realmente, permettendole di giungere seconda nel campionato costruttori.

Fu la vettura con cui Ferrari fece debuttare il primo modello di volante multifunzione, che sarebbe divenuto un'arma formidabile nelle mani di Schumacher, pilota capace di sfruttare come nessun altro la possibilità di intervenire sulle funzioni della vettura in corsa.

Sulla base del V10 introdotto nel lontano 1996 si basarono le dinastie di propulsori capaci di vincere tutto tra il 2000 e il 2008.

Fu, infine, una vettura rossa.

Sembra questa una banalità, ma la sua colorazione, che sarà richiamata sulla livrea tributo della SF-26, dovrebbe accontentare Sir Lewis Hamilton, che nel corso dei mesi passati aveva espresso la volontà di guidare, un giorno, una Ferrari con la tradizionale colorazione priva del bianco.

L'articolo in 2 minuti

 

La Scuderia Ferrari porterà, per la gara di casa a Monza, una livrea speciale ispirata a quella della F310, monoposto che partecipò al Campionato del Mondo del 1996.
La F310 è stata la monoposto sulla quale Michael Schumacher ha disputato il suo primo campionato sotto le insegne del Cavallino Rampante trent’anni or sono: un nostalgico tributo a uno dei sodalizi più vincenti della massima serie.
La vettura progettata dal geniale John Barnard abbandonava il motore con architettura V12, tanto caro a Ferrari, per equipaggiare per la prima volta un più razionale V10 e colpiva per le forme inedite e giunoniche.
Le fiancate erano caratterizzate da due prese d'aria di chiara ispirazione aeronautica staccate dal corpo vettura. Le voluminose protezioni ai lati della testa del pilota resero difficile alimentare il V10 tramite l’airscope e non era raro vedere i piloti inclinare la testa di lato in rettilineo per migliorare il passaggio d'aria.
L'affidabilità complessiva della vettura fu un problema non indifferente e i ritiri collezionati furono numerosi, ma nelle mani di Schumacher è opportunamente riveduta e corretta, fu in grado di conquistare ben quattro pole position e tre vittorie delle quali la più memorabile rimane quella ottenuta nel diluvio di Barcellona.
Schumacher permise alla F310 di giungere seconda nel campionato costruttori.
Fu la vettura con cui Ferrari fece debuttare il primo modello di volante multifunzione.
Fu una vettura tutta rossa, livrea che applicata sulla SF-26, dovrebbe accontentare Sir Lewis Hamilton, che nel corso dei mesi passati aveva espresso la volontà di guidare, un giorno, una Ferrari con la tradizionale colorazione priva del bianco.

 

Foto copertina www.ferrari.com

Foto interna depositphotos.com

Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio d'Italia 2026

Ricevi le news F1 su WhatsApp Entra nel canale di Formula1.it per non perdere gli aggiornamenti più importanti.
Entra

Tag
ferrari | schumacher | leclerc | hamilton | formula1 |