Ferrari, a Monza sarà «condannata» a perdere tre decimi al giro in qualifica?
01/09/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Formula 1 è ufficialmente entrata nella seconda parte della stagione 2026 di F1, mandando in archivio il "girone di andata". Una prima metà al cui termine molti team hanno tirato le somme sul lavoro eseguito. Tra questi c'è la Ferrari, che finora può vedere il bicchiere mezzo pieno, grazie al ritorno al successo e alla seconda piazza tra i costruttori. Per questo Maranello può guardare fiduciosa al domani e alla chance di lottare per obiettivi importanti: non più un'utopia, dati i recenti weekend che hanno mostrato come Mercedes sia battibile.

Le vittorie in Gran Bretagna e Spagna hanno dato una svolta alla stagione del Cavallino e mostrato come la concorrenza di Brackley sia agguerrita. Come dimostra anche la rediviva McLaren che, con la Rossa, punta a dar filo da torcere al team di Toto Wolff. E per tenere fede a quanto detto, la Rossa farà debuttare il motore evoluto con ADUO-2 a Monza: obiettivo per cui i motoristi hanno lavorato senza sosta, raggiungendo tutti i target prima della delibera di un’unità che avrà, come noto da tempo, un nuovo turbocompressore.

Lavoro duro in fabbrica

La 067/6 evo dovrebbe consentire un recupero, sulla carta, di parte del gap che separa la Rossa dalle migliori unità, Red Bull e Mercedes secondo le rilevazioni FIA. ADUO-2 potrebbe garantire un plus di potenza, nelle stime più positive, di circa 10/15 cavalli, con un affinamento generale che dovrebbe consentire di mantenere in modo più efficace la potenza e avere più allungo sul dritto. Un debutto che porterà all'omologazione della quarta unità 2026 che, da quanto appreso, non è seguito dal grande entusiasmo che un certo tipo di narrazione tenta di far passare.

In fabbrica, ad oggi, regna un cauto ottimismo misto a speranza, legato anche ad altre possibili novità che dalla GeS potrebbero essere sfornate: nulla è stato confermato, ma non è da escludere l'ipotesi per cui la SF-26, nei vincoli di budget, potrebbe avere una nuova ala posteriore, pensata ad hoc per l'Italia, con cui scaricare l'auto, massimizzare la velocità e, di fatto, l'efficienza. Un "jolly", insomma, con cui dare il massimo per cogliere un gran risultato davanti ai tifosi ed "esaltare" la bontà dell'evoluzione del motore che, a differenza di quanto avvenuto con ADUO-1, non sarà supportata dal lavoro di un partner strategico come Shell.

Buon risultato? Occhio alle tensioni...

Ma il bel risultato che la Scuderia potrebbe cogliere dipenderà molto dalla capacità del team di gestire le tensioni tra i due piloti emerse nel GP d'Olanda, quando Hamilton ha accusato il box di averlo usato come cavia per la strategia di Leclerc e di avergli fatto perdere tempo dietro il monegasco che, a sua volta, ha lamentato una difesa troppo dura dell'inglese. Insomma, due piloti che non accettano di dover dare strada all'altro. E questo potrebbe avvenire anche in Italia, quando nessuno dei due potrebbe accettare di dare la scia al compagno di squadra in qualifica.

Leclerc sta dimostrando questo approccio con i fatti, Hamilton lo ha candidamente detto la passata stagione, quando proprio a Monza disse "La scia? È qualcosa che non ho mai fatto". Insomma, tra parole e fatti, sembrano esserci tutti gli ingredienti affinché la Rossa non attui il gioco delle scie in Italia, condannandosi a perdere dai due ai tre decimi al giro in qualifica, su un tracciato sulla carta poco affine alla SF-26 e in cui avere aria "bucata" è fondamentale per cogliere un bel risultato. Fattore su cui un team ancora in lotta per ogni obiettivo e con una mentalità teoricamente vincente dovrebbe lavorare con piena convinzione.

Foto copertina www.ferrari.com

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