Un campo da tennis, una racchetta e Lewis Hamilton alle prese con il dritto sotto gli occhi di Frances Tiafoe. Potrebbe sembrare una scena insolita per il sette volte campione del mondo di Formula 1, ma è proprio da qui che nasce Rest Day with Lewis Hamilton, il nuovo capitolo del progetto realizzato da Lululemon, marchio che veste entrambi gli atleti.
Tiafoe, tra i protagonisti del tennis internazionale, non si limita a impartire lezioni tecniche al pilota britannico. Tra un colpo e l'altro, i due scoprono quanto siano numerose le affinità tra i loro percorsi: entrambi sono arrivati ai vertici di discipline estremamente competitive, costose e storicamente poco accessibili alle persone provenienti da determinati contesti sociali ed etnici.
Hamilton riconosce soprattutto la maturità del collega. Tiafoe, dal canto suo, vede nel pilota un esempio di come il successo possa essere utilizzato per modificare la percezione di uno sport. «Lewis ha classe», spiega il tennista, sottolineando anche il suo impegno nel creare nuove opportunità per chi normalmente avrebbe difficoltà a entrare in determinati ambienti.
La somiglianza non riguarda soltanto la mentalità. In entrambi gli sport servono riflessi rapidissimi, capacità di prendere decisioni in una frazione di secondo e una coordinazione straordinaria. Ma esiste anche una barriera economica importante. Nel tennis bisogna sostenere i costi di racchette, allenatori, viaggi e tornei; in Formula 1 l'accesso ai primi livelli può richiedere investimenti ancora più significativi. Per chi proviene da comunità meno abbienti, la strada può quindi interrompersi molto prima di arrivare al professionismo.
È proprio sulla rappresentanza che Hamilton continua a concentrare una parte significativa del proprio impegno. Attraverso la sua fondazione Mission 44, il pilota sostiene programmi educativi, borse di studio e iniziative finalizzate ad avvicinare giovani di diversa provenienza alle carriere nel motorsport. Il problema, secondo Hamilton, non è soltanto vedere più piloti di colore in pista: bisogna rendere più inclusivo anche tutto ciò che avviene dietro le quinte, dagli ingegneri ai meccanici fino alle altre professioni che tengono in piedi una squadra.
Tiafoe condivide una filosofia simile nel tennis. La sua esperienza con i programmi NJTL gli ha mostrato quanto possano essere determinanti l'accesso ai campi, l'attrezzatura e il coaching. Negli ultimi anni, osserva, il panorama è cambiato, anche grazie all'eredità lasciata da campionesse come Serena e Venus Williams. Ma il processo, per entrambi, è ancora in corso.
La loro conversazione arriva inoltre in un momento interessante per Hamilton. Dopo la pausa estiva della Formula 1, il britannico è tornato in pista dichiarandosi in una condizione fisica eccezionale. Il suo periodo lontano dalle gare è stato tutt'altro che passivo: allenamento, fisioterapia, stretching, meditazione e persino bagni nel ghiaccio hanno fatto parte della preparazione. «Mi sento nella forma migliore di sempre» — “fittest I've ever been” — è la sintesi scelta dal pilota.
Sul piano agonistico, però, la situazione è più complicata. Con il campionato ormai indirizzato verso altri protagonisti, Hamilton appare poco probabile come candidato alla rimonta per il titolo. Per chi segue le scommesse F1, l'attenzione è soprattutto rivolta a Kimi Antonelli, attuale favorito con quote molto basse, e Lando Norris, mentre Hamilton per gli scommettitori sembra avere un ruolo più marginale nella corsa al campionato.
Il punto, tuttavia, è che il valore di Hamilton in questa fase della carriera non si misura soltanto dai risultati. Come Tiafoe, il pilota sta cercando di dimostrare che essere un campione significa anche ampliare i confini dello sport. E, in questo senso, la lezione più importante della loro giornata insieme non arriva dal dritto o dalla Formula 1: arriva dalla convinzione che talento, autenticità e accessibilità possano cambiare chi ha il diritto di immaginarsi al vertice.