Nel corso della giornata di oggi è arrivata da parte di Frederic Vasseur, team principal della Ferrari, la conferma ufficiale che le due SF-26 affidate a Charles Leclerc e Lewis Hamilton saranno equipaggiate per la seconda volta con un motore aggiornato, secondo quanto permesso dal regolamento ADUO.
Indipendentemente dal numero di cavalli che questa modifica potrà apportare e dalla sua efficacia complessiva, è innegabile che i due alfieri della Rossa avranno tra le mani una vettura praticamente al culmine del suo sviluppo.

La SF-26 è una vettura innegabilmente indovinata, che ha interpretato molto bene i dettami del nuovo regolamento, proponendo nel contempo alcune soluzioni aggressive.
L’ala rotante “macarena” e il sistema FTM, che sfrutta i gas di scarico per potenziare l’effetto deportante del retrotreno, hanno fatto letteralmente scuola. Al gruppo guidato da Loic Serra va, per questo approccio, un meritatissimo plauso.
Tutti i pacchetti di aggiornamento aerodinamici portati nel corso della stagione hanno avuto un effetto positivo, in special modo quello di Barcellona, che ha favorito le due vittorie colte finora.
Anche le modifiche al fondo vettura introdotte a Zandvoort hanno avuto un effetto positivo, ma la loro efficacia è stata minata da una cattiva esecuzione della gara.
Molto diverso il discorso riguardante la power unit, che rappresenta, innegabilmente, il punto debole di questa Ferrari.
Come confermato anche dalle misurazioni FIA, il propulsore di Maranello si colloca oltre il 4% rispetto alla migliore unità e può beneficiare di due aggiornamenti, il secondo e ultimo dei quali sarà installato a Monza.

Il fine settimana brianzolo sarà quindi estremamente importante per il team Ferrari: si tratta di una sorta di ultima chiamata.
Se la monoposto italiana si rivelasse comunque terza o quarta forza e priva di un trend di miglioramento sensibile, nonostante gli aggiornamenti e un’esecuzione di gara perfetta, allora ogni sogno mondiale andrebbe archiviato, obbligando a un ennesimo rinvio al prossimo anno.
La Mercedes è troppo forte, soprattutto per quanto riguarda la power unit, per essere raggiunta e non ha ancora messo in campo il proprio sostanziale pacchetto di aggiornamenti.
La McLaren, che utilizza lo stesso propulsore, sembra anche aver sistemato la propria vettura, cogliendo agilmente vittorie in altrettante gare.
Tutto può chiaramente succedere e quest’anno la monoposto italiana ci ha abituato a sprazzi di notevole competitività, soprattutto quando erano meno attesi, ma l’impressione è che si siano guadagnati punti più grazie alle difficoltà altrui (affidabilità Mercedes e difficoltà iniziali della McLaren) che per meriti complessivi del pacchetto a disposizione.
O Monza o niente, quindi, per evitare di dover deviare le risorse progettuali alla nuova vettura e rimandare tutto nuovamente al prossimo anno: al 2027.
Un anno fatidico, che ci ricorda che dall’ultimo campionato piloti sono passati già venti anni.
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