La Ferrari si presenta a Monza pronta a dare il massimo davanti ai tifosi per provare a cogliere un bel risultato nel GP di casa, in cui, tra l'altro, si celebra la "legacy", l'eredità di Michael Schumacher, a trent'anni dalla sua vittoria a Monza nel 1996. Malgrado tutto, a Maranello non manca la consapevolezza che quello italiano non sarà un appuntamento semplice per la SF-26, considerando le caratteristiche del tracciato, poco affini a quelle della Rossa.
Nel Reparto Corse, però, non manca la speranza che, come già visto nel corso dell'anno, una tappa teoricamente avversa possa regalare sorprese, come avvenuto già a Silverstone e Spa: piste su cui la SF-26 non avrebbe dovuto brillare, ma su cui, di fatto, sono arrivati risultati sorprendenti. In questa stagione, complici alcune scelte FIA sulla ricarica della batteria, l'efficienza aerodinamica e la potenza del motore la faranno da padrone.
Per non lasciare nulla di intentato, la Rossa ha lavorato duramente per far debuttare il motore evoluto con ADUO-2 nel GP d'Italia a Monza: missione per cui i motoristi hanno lavorato da mesi, raggiungendo i target necessari prima della delibera di un'unità che ha, come da tempo riportato, un nuovo gruppo turbocompressore. Lo 067/6 evo, di fatto, ha come obiettivo quello di consentire un recupero di parte della potenza che separa la Rossa dalle migliori unità del lotto.
Il gettone ADUO-2, che ha portato un generale lavoro di affinamento, dovrebbe consentire all'unità motrice di mantenere in modo più efficace la potenza e avere più allungo sul dritto. Un debutto che, numeri alla mano, ha portato all'omologazione della quarta unità del 2026 e che andrà a svolgere il suo compito senza la grande enfasi con cui un certo tipo di narrazione ha tentato di farlo passare. Nel Reparto Motori, il grande entusiasmo riportato da alcuni non ha trovato pieno riscontro.
In fabbrica, al contrario, regna un cauto ottimismo misto a speranza, nella piena consapevolezza di aver fatto il massimo nel lavoro di evoluzione, sia in termini di tempo sia di prestazione, nei vincoli esistenti. Un lavoro, inoltre, non supportato dall'appoggio di un partner strategico come Shell: sullo 067/6, infatti, non ci saranno novità sulla benzina che, essendo svincolate da limiti di budget o di ricerca, rappresentano un plus "gratuito" di cavalli e di efficienza per i motoristi.
Per quanto detto, la portata della seconda evoluzione di motore del Cavallino non porterà di certo 10/15 cavalli, come alcuni avevano ipotizzato. Al contrario, come raccolto da fonti vicine alla Scuderia e confermato da personale in divisa rossa, il plus di potenza portato dal nuovo motore sarà di circa 5/6 cavalli. Non molto, ma un buon passo per permettere alla SF-26 di avvicinarsi ai rivali su un tracciato in cui ogni singolo cavallo, anche relativo alla maggior efficienza dello scarico, è cruciale.
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