La Pirelli, ormai da qualche anno, adotta una scelta che potremmo definire sicura per il GP d’Italia. Utilizzare la C3 come compound più duro e avere la C4 come Medium e la C5 come Soft è una scelta che funziona bene dal 2023. Sulla carta il tracciato sembra molto semplice. A colpo d’occhio, essendo caratterizzato da lunghi rettilinei e poche curve “impegnative”, non viene classificato come un evento gravoso, o comunque di difficile interpretazione, per le gomme.
Invece, se si approfondisce e ci si addentra nel dettaglio, ci si accorge che ci sono comunque delle criticità anche a Monza: aspetti a cui i piloti dovranno prestare attenzione. Rispetto allo scorso anno, ad esempio, quando l’aerodinamica delle vetture e il concetto stesso del fondo di tipo Venturi garantivano alle auto una maggiore aderenza (c’era sicuramente molto più carico), la velocità massima e i carichi laterali che le vetture potranno raggiungere, ad esempio in curve come la Parabolica, dipenderanno non tanto da un fattore legato alla potenza disponibile, ma dal grip meccanico che si riuscirà a innescare tra pacchetto auto, gomme e pista. Questo potrebbe anche generare diverse interpretazioni, a livello di traiettorie, tra i piloti.
Ovviamente questo aspetto si ripercuoterà anche sulle gomme, dando vita a fenomeni con cui i conducenti non vorrebbero mai avere a che fare, come il graining. Un fenomeno inatteso, viste soprattutto le alte temperature, ma riscontrato dalla stessa Pirelli su alcune gomme nella giornata di ieri. Gli pneumatici più colpiti sono stati gli anteriori sinistri C4 e C5, ovvero quelli più morbidi.

Fortunatamente, proprio perché ci troviamo di fronte a un weekend molto caldo e in cui l’asfalto avrà un’importante evoluzione nelle giornate di oggi e domani, la casa della P Lunga si aspetta che tale fenomeno, già venerdì abbastanza contenuto, possa ridursi ulteriormente, se non perfino scomparire nella giornata di domenica. Se qualcuno dovesse riscontrarlo, in sostanza, dovrebbe riuscire facilmente a sbarazzarsene in pochi giri.
In sostanza, anche se Monza sembra un tracciato semplice da affrontare, in cui il pilota deve solo preoccuparsi di essere veloce ed estrarre il massimo dalla vettura a ogni passaggio, senza preoccuparsi della gestione delle gomme, non è proprio così. Non è mai esattamente così.
Foto: fabiovegetti.it
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