Credevamo che le qualifiche del GP d’Italia, a Monza, avrebbero potuto riservare delle sorprese. Sapevamo che la bontà delle power unit avrebbe fatto la differenza, ma mai avremmo creduto che le sessioni di Q1, Q2 e Q3 sarebbero state così caotiche e dipendenti dai costruttori di motore, come poi si è rivelato quest'oggi.
Per evitare che emergesse troppo l’effetto del clipping su un circuito così veloce come quello di Monza e che si tornasse alle polemiche di inizio stagione, la FIA ha ridotto i valori di ricarica, portandoli a 5,0 MJ nelle qualifiche, a 7,0 MJ in gara in condizioni di non overtake mode e a 7,5 MJ in presenza di overtake mode. Questo farebbe pensare che l’effetto dovuto alla gestione dell’energia possa essere venuto meno, agevolando così quelle vetture dotate di un’unità motrice con un ICE più performante.
Se questo discorso fosse concreto, ci saremmo dovuti trovare con almeno una Red Bull o una VCARB molto performanti, in grado di lottare per delle belle posizioni. O meglio, non possiamo dire che le vetture mosse dalle power unit Red Bull-Ford non abbiano ben performato. Alla fine i distacchi non sono stati così allarmanti. Però, ci sono stati sicuramente dei piloti che sono riusciti a fare un lavoro migliore del loro.
Il fatto che la qualifica sia terminata con tre vetture motorizzate Mercedes nelle prime tre posizioni la dice lunga sul potenziale e sulla bontà del propulsore della casa di Stoccarda. E il fatto che sia stato Gasly, un pilota Alpine, a centrare la pole rende tutto ancora più sensazionale.

Sicuramente il conducente più deluso da questo risultato è George Russell. Il britannico, con Antonelli fuori dai giochi a causa della penalità, avrebbe dovuto essere in pole o al massimo alle spalle dell'unica squadra che lo avrebbe potuto battere in questa circostanza: la Ferrari.
Ritrovarsi alle spalle di Gasly potrebbe essere un fatto positivo, perché almeno, in termini di passo gara, non dovrebbe essere così pericolosa come la squadra di Maranello. Tuttavia, perdere in qualifica un confronto con un team cliente non è mai una bella cosa e, moralmente, potrebbe diventare anche alquanto destabilizzante.
Parlando invece della Ferrari, il Cavallino Rampante ha deluso per diversi motivi. Il più grave è il modo in cui ha gestito tutta la Q2. Una sessione in cui, oltre a sbagliare l’utilizzo delle mescole, invertendo la strategia rispetto a tutti gli altri team, ha anche sbagliato l’ordine d’uscita, anticipando tutti e sostenendo l’ultima prova in aria pulita, su una pista in cui le scie contano tantissimo.
Sfiorare l’eliminazione è stato un mezzo dramma e potrebbe anche aver causato delle insicurezze nei piloti nel momento di affrontare la Q3. A volte sembra come se la Ferrari possa avere il potenziale per ambire a dei grandi risultati, però non riesca poi a mettere tutto insieme ed essere concreta.
Tolti gli errori fatti in Q2, è chiaro che, nonostante l’ADUO-2, il ritardo dalla power unit Mercedes sia ancora ampio e, con la casa di Stoccarda che introdurrà il suo step ADUO soltanto nelle prossime gare, possiamo dire che il divario ormai è destinato solamente ad aumentare. Almeno per quanto riguarda la stagione 2026.
Foto: fabiovegetti.it
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