Le qualifiche del GP d’Italia della Ferrari sono state tutt’altro che perfette, sia osservando il risultato finale sia lo svolgimento della sessione in sé, ricca di più o meno evidenti sbavature. La prima in Q2, dove Leclerc e Hamilton si sono salvati per un soffio da un’intollerabile uscita anticipata davanti al pubblico di casa, accorso in massa per supportare il team.
Ma anche in Q3 non sono affatto mancate sbavature e piccoli errori che, di fatto, non hanno aiutato a massimizzare il risultato finale. Per questo, ai microfoni dei media, Lewis Hamilton non ha esitato a definire “pessima” l’esecuzione della sessione per dare caccia alla pole. Parole forti, motivate dal fatto che il suo primo tentativo è stato realizzato totalmente in solitaria, in una pista dove le scie fanno la differenza.
La tempistica dell’ingresso in pista di Sir Lewis Hamilton in Q3 è parsa decisamente errata, già a un primo sguardo ai monitor. Il sette volte campione del mondo inglese, nel primo tentativo, si è trovato nettamente staccato da tutti gli altri piloti del gruppo e, di fatto, privato della scia. A spiegare quanto accaduto è stato lo stesso pilota inglese.
“In Q3 non avevo le gomme in macchina. Tutti sono partiti e io ero con il motore acceso. Sono uscito 25 secondi dopo e questo mi ha fatto perdere il ritmo”. Una sbavatura del team che ha fatto il paio con quella occorsa in Q2, dove qualcosa è andato storto.
Nella seconda manche, da quanto appreso da fonti vicine al Cavallino e confermato dagli addetti ai lavori di Maranello, sulle SF-26 non si è verificato un vero e proprio problema tecnico, ma solo un errore che, con un settaggio errato dell'energia, ha causato alla Rossa un brusco calo di competitività e, conseguentemente, il rischio di eliminazione. Se sul fronte dei risultati tutto è andato bene, per la Rossa rimane un insegnamento per il futuro.
“Durante la notte ho fatto un ottimo lavoro ed ero davvero soddisfatto. Per la prima volta in assoluto non ho cambiato nulla prima delle qualifiche, ero sicuro. Dopo il primo giro in Q1 mi sentivo solido. In Q2 avremmo dovuto fare una strategia push-pull-push-pull. Ma tutti stavano aspettando e Charles non voleva uscire primo. Dunque abbiamo dovuto aspettare, aspettare e aspettare. E ho fatto un solo push”.
Foto copertina www.ferrari.com