Le qualifiche del GP d’Italia sono state impietose per la Scuderia Ferrari. Quello che doveva essere un confronto tra il Cavallino Rampante e Russell si è tramutato in una sfida a quattro squadre, che tra l’altro la Rossa si è ritrovata a perdere. Il fatto che Leclerc e Hamilton siano finiti alle spalle dell’Alpine di Gasly, della Mercedes di George e della McLaren di Piastri non è per nulla onorevole, soprattutto dal momento che nel GP italiano è stato introdotto il secondo step ADUO.
Non ci vuole una scienza per dire che il risultato ottenuto in qualifica sia stato deludente, però, se diamo uno sguardo alla telemetria, la situazione appare più che drammatica, disperata.
In quanto a velocità di punta, i dati della Ferrari, se rapportati a quelli della Mercedes, sono a dir poco disastrosi. Un pianto. La SF-26 perde nei confronti della Mercedes su tutti i rettilinei: 7-8 km/h di differenza in arrivo alla Prima Variante, 10 km/h prima di giungere alla Roggia, circa 13-14 km/h al Serraglio e circa 7 km/h poco prima della Parabolica. Differenze che si notano anche a colpo d’occhio, osservando il grafico di 'GPTempo.com' che riportiamo a seguire. A Maranello c'è ancora tanto lavoro da fare per recuperare il gap motoristico nei confronti della Mercedes.
Una volta a conoscenza di queste differenze di velocità, ci si chiede: come ha fatto la SF-26 a prendersi solamente un distacco di 150 millesimi nonostante un divario così ampio? Fortunatamente, la vettura nata a Maranello ha comunque dei punti di forza che è stata in grado di far valere a suo favore.
Leclerc è riuscito quasi sempre a guadagnare su Russell in staccata, soprattutto nel secondo e terzo settore, ma è stato anche molto più rapido del rivale in due curve molto importanti. Charles è stato 9 km/h più veloce in ingresso all’Ascari e circa 6-7 km/h in uscita e, anche in ingresso Parabolica, è riuscito a essere 10 km/h più rapido della Mercedes. Punti in cui sicuramente ha guadagnato tantissimo, ma che però non gli hanno permesso di cucire del tutto il gap con Russell.
Il confronto con Gasly è ancor più doloroso, ma abbiamo preferito fare un raffronto tra Mercedes e Ferrari per dare un'immagine della sfida iridata costruttori, che resterà un tema da qui al finale di stagione.
Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images
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