GP Italia - Analisi strategie: no sense Ferrari, Leclerc spegne l'interruttore
06/09/2026 20:10:00 Tempo di lettura: 7 minuti

Monza si rivela un dolce con note molto amare per il pubblico di casa. Un dolce con l'aggiunta d'Amaretto. La vittoria di Andrea Kimi Antonelli ha allietato il cuore degli appassionati accorsi a vedere il GP, ma è impossibile essere totalmente allegri se si pensa alla gara condotta dalla Ferrari.

Il trionfo di Antonelli riporta la bandiera italiana a sventolare sul gradino più alto del podio dal 1966, anno in cui vinse Ludovico Scarfiotti su Ferrari. Un successo che non sopraggiungeva da oltre 60 anni, ottenuto tra l'altro mettendo in atto esattamente la strategia più giusta da adottare oggi.

Prima, però, di darvi la nostra opinione in merito, andiamo più nel dettaglio a vedere quali sono state le scelte adottate dalle squadre quest'oggi. Anche se nell'anteprima della gara vi avevamo detto che la strategia più competitiva a Monza sarebbe stata quella a una sosta, ed è ciò che hanno fatto la maggior parte dei piloti, diciamo che la strada scelta dai team ha complicato non poco la vita dei propri piloti.

Il recap strategico

La scelta fatta da buona parte della griglia è stata quella di sostituire le gomme durante la bandiera rossa, resasi necessaria a causa dell'incidente di Charles Leclerc, per poi portare a termine la gara con il treno di gomme selezionato alla ripartenza. Ovviamente, in questo caso, chi ha optato per le Hard ha avuto quantomeno una parvenza di competitività nel finale, mentre i piloti come Hamilton, Tsunoda e Bortoleto, che si sono ritrovati a completare la gara percorrendo 50 giri su Medie C4, hanno fatto davvero tanta fatica.

Dunque, ricapitolando, su Medium-Hard abbiamo avuto Russell, Norris, Piastri, Gasly, Lindblad e Colapinto; su Soft-Hard l'unico Bearman; mentre su Soft-Medium la Ferrari di Hamilton e l'Audi di Bortoleto; su Hard-Medium il solo Tsunoda.

GP Italia 2026, strategie

Molto più sensate e rapide le strategie a due soste, adottate, ad esempio, dal vincitore dell'evento, Andrea Kimi Antonelli, con una tattica H-M-M, e dal terzo classificato Verstappen, con Soft-Medium-Hard. Fuori dai punti invece, con Medium-Hard-Medium abbiamo avuto Hulkenberg e Lawson; su Soft-Hard-Medium lo spagnolo Sainz, seguito da Ocon; Medium-Hard-Soft per Albon, Soft-Soft-Medium per Perez e Soft-Medium-Soft per Bottas.

La forza di Antonelli e della Mercedes

Il Tempio della Velocità è un circuito caratterizzato da lunghissimi rettilinei e grandissime frenate, il che fa del GP d'Italia il luogo più adatto per cambiare motore e compiere sorpassi. Antonelli ha portato a termine una rimonta grandiosa, scattando dalla P19. Un'impresa che ha richiesto tutto il suo talento. La parte più difficile, e quella in cui Kimi ha dovuto affilare le armi, è stato il duello con Russell, sfida che, a parte l'uscita sulla ghiaia a pochi giri dal termine, ha gestito alla perfezione.

È chiaro, però, che la Mercedes abbia messo a disposizione di Andrea anche i mezzi per farlo. La nuova power unit, anche se non aggiornata con ADUO, ha dato la spinta necessaria ad Antonelli per spingere quando doveva e sorpassare tutti i piloti che gli si presentavano davanti. Il giusto connubio tra uomo, anzi ragazzo, e macchina.

Black out Ferrari

Ferrari inesistente. Questa volta non tanto per la prestazione in sé, perché comunque Hamilton ha dimostrato che, fintanto che le gomme erano nelle condizioni di dare performance, Lewis ha battagliato per la quarta posizione. Che, per carità, può essere deludente se pensiamo che la Ferrari correva davanti al pubblico di casa, però, onestamente, anche se Leclerc fosse rimasto in gioco, vedendo il ritmo, non avrebbe potuto ambire a battere le Mercedes e nemmeno Verstappen.

Strategie, Pirelli

Il problema del Cavallino è stato il solito. Generalmente, soprattutto nelle grandi occasioni, quando arriva un episodio non favorevole, la squadra di Maranello è come se venisse colpita da un violento fulmine che manda tutti i sistemi in black out. Questo è quello che è successo oggi. La partenza, di per sé, con il duello tra i piloti, ha già creato un momento di scompiglio, a cui si è aggiunto l'incidente di Leclerc, nato da una distrazione, probabilmente creata dalla realizzazione del fatto che oggi, di passo, non ce n'era per stare davanti. Charles ha spento l'interruttore e con lui anche i membri della squadra.

Dal crash in poi, la Ferrari si è spenta. Con Hamilton che partiva sulle Soft, montare le Medie, soprattutto per i problemi che la SF-26 ha con le C3, era la scelta più logica, ma era impensabile riuscire a mantenere un passo competitivo fino al termine della gara su Medie C4. Lewis avrebbe dovuto fermarsi e cambiare le gomme. Anche un set usato sarebbe andato bene, così come vedere quale sarebbe potuto essere il ritmo con una Hard. Decidere di non fermarsi, con le McLaren sulle Hard, è stato un harakiri. Un peccato che sia finita così.

L'analisi della Pirelli

Come consueto, il punto di vista del direttore motorsport Pirelli a concludere: "Ci aspettavamo che tutte e tre le mescole fossero opzioni valide per la gara e così è stato. Le squadre hanno avuto la possibilità di adottare approcci differenti, e la varietà di mescole al via ne è stata la dimostrazione. Chi è passato rapidamente alla Hard o alla Medium ha potuto completare senza difficoltà gran parte della distanza di gara perché il livello di degrado è stato estremamente contenuto. Anche nelle fasi più combattute, con numerosi sorpassi e qualche bloccaggio, non sono emerse problematiche significative in termini di usura. Ci sono stati alcuni episodi di graining, ma ha interessato magari delle squadre piuttosto che altre".

"Nel complesso", prosegue Dario Marrafuschi, "il comportamento dell'intera gamma si è dimostrato molto positivo. I piloti hanno potuto spingere per tutta la corsa favorendo battaglie ravvicinate e numerosi sorpassi. Complimenti a Kimi Antonelli che, risalendo dalla P19, è riuscito a conquistare la vittoria con una straordinaria rimonta. Ha effettuato 26 sorpassi e sfruttato una Virtual Safety Car per montare un set nuovo di Medium che gli ha consentito di raggiungere e superare il compagno di squadra prima della bandiera a scacchi. Il suo successo ha riportato un pilota italiano sul gradino più alto del podio di Monza a sessant'anni dall'ultima volta.”


Foto: X, F1; grafiche: Pirelli

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