Monza 2026: il suono del silenzio
Nel giorno in cui Vettel fa rivivere il lacerante ruggito del V10 della F2002 a Monza, le monoposto 2026 ci rivelano quanto la Formula 1 abbia perso in termini sonori per chi, oggi, assiste dal vivo a un Gran Premio.

07/09/2026 16:45:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Nel finesettimana del Gran Premio d’Italia la Scuderia Ferrari ha celebrato il trentennale dell’inizio dello storico sodalizio con Michael Schumacher, una ricorrenza che celebra l’epoca più densa di successi della ultradecennale storia del Cavallino Rampante nella Massima Serie.

Per farlo, ha presentato una livrea che richiamava direttamente la prima monoposto guidata dal “Kaiser”, la F310, capostipite di una serie di monoposto spinte da motori aspirati, V10 e V8 quintessenza della tecnologia motoristica prima che l'ibridazione si impossessasse delle competizioni.

Il ruggito selvaggio del passato

Monza 2026: il suono del silenzio

Una delle caratteristiche di questi motori era il suono.
Andare in autodromo, specialmente a Monza, era un’esperienza coinvolgente per tutti i sensi.
Si entrava in circuito non tanto per vedere le monoposto, sempre un po' celate dai guardrail o dalle barriere, quanto per lasciarsi inebriare dal ruggito acuto, selvaggio e assordante dei propulsori.
Si godeva della piacevole tortura di quel suono lacerante, stupendosi delle vibrazioni che venivano trasmesse tramite il terreno e che si potevano sentire nella carne e nelle ossa.

Un assaggio di questo passato ce lo ha dato Sebastian Vettel, che ha girato prima della gara italiana sulla F2002 che fu di Schumacher, facendo ruggire nuovamente il V10 Ferrari che ha squarciato l’atmosfera dell’autodromo lombardo dall’alto dei suoi 3000 cc e oltre 18000 giri al minuto.
La storica vettura di Maranello ha annunciato il suo arrivo molti metri prima, facendo voltare le teste dei tifosi verso il punto da cui sarebbe comparso il bolide urlante.
In seguito ci ha travolto con le scalate, secche e crepitanti come fucilate, per lasciarci sbigottiti in preda all’ululato del V10 che si allontana e cede lentamente di intensità, modulato solamente dal susseguirsi inesorabile delle cambiate.

Non tutti i tifosi, specialmente i più giovani, hanno esperienza diretta di cosa significasse l’arrivo di un gruppo di venti monoposto con queste caratteristiche alla partenza del Gran Premio: un meraviglioso e infernale frastuono che lasciava sbigottiti e inebriati.

Il presente, un ronzio timido e domato

Monza 2026: il suono del silenzio.

L’avvio della gara di ieri, per chi per la prima volta ha visto le attuali monoposto in azione, è stato molto straniante.
Qualcosa è infatti parso decisamente fuori posto: il suono.
Il suono della power unit delle vetture 2026 è… piccolo, timido e discreto. Ancora più rispetto alle Power Unit del recente passato.

Nessun rumore, se si era presenti dalla parte opposta dell’autodromo, avvisa dell’avvenuta partenza.
In passato era infatti impossibile non accorgersi che la gara fosse partita, dato che il suono delle monoposto si poteva udire quasi per tutta la durata del giro e da ogni punto della pista.

Niente avvisa dell’arrivo delle Formula 1 se non a pochi metri prima della curva e, in quel momento, è forse più presente l'effetto sonoro prodotto dal rotolamento delle gomme rispetto a quello di un motore termico ormai relegato a elemento in secondo piano.

Al passaggio delle monoposto gli appassionati possono tranquillamente parlare tra loro: chiacchierare, distrarsi... un’eventualità decisamente più difficoltosa da realizzare durante gli eventi di contorno; le Formula 2 e Formula 3 sono decisamente più cattive e avvincenti al loro passaggio.

La mente umana attribuisce ai suoni un significato, li lega a sensazioni profonde e con essi trasmette messaggi, istinti, emozioni.

In quest’ottica, l’assenza di quel suono segna la perdita di una dimensione dell’esperienza che per decenni ha reso viscerale il rapporto tra i tifosi e la Formula 1, ormai sempre più identificabile come un prodotto e non come uno spettacolo di passione travolgente e irrefrenabile.
Il suono dell’attuale power unit scompare presto, dalla mente e dal cuore.

Foto interna www.ferrari.com

Foto di copertina e interna di Luca Martini / WHYOUT Images

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