Occhio al gap - GP Italia 2026: l'assenza di Antonelli rende tutto aleatorio
09/09/2026 07:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Le qualifiche del GP d’Italia ci hanno messo davanti a gap completamente diversi rispetto al solito andamento stagionale. Il Tempio della Velocità ha dimostrato che l’aspetto più importante a Monza è il motore e non è un caso che, se non ci fossero state penalità, la top 3 sarebbe stata formata da Alpine, Mercedes e McLaren, tutte vetture in possesso della power unit realizzata a Stoccarda.

Ferrari vicina, ma allo stesso tempo molto lontana

Ferrari vicina, con un gap di 218 millesimi, ma comunque molto lontana. Il grosso deficit del motore realizzato a Maranello si vede tutto in rettilineo (leggi qui i dati telemetrici). Altrettanto vicina, terza forza, la motorizzazione Red Bull-Ford, capace di piazzare sia Red Bull che VCARB al seguito.

GP Italia, qualifiche

Dal verbale pubblicato dalla FIA, gli austriaci sono in possesso del miglior ICE della griglia e a Monza, infatti, tale valore è emerso nel terzo posto raccolto in gara da Max Verstappen e nei doppi punti ottenuti dalla Racing Bulls. Tutto sommato, ritrovarsi a 284 millesimi dal vertice, su un circuito come Monza, potrebbe anche essere soddisfacente; peccato che il campione olandese non sia uno che si accontenti delle briciole…

L'imprevedibilità scaturita dall'assenza di Antonelli

La pole position è stata ottenuta da Gasly, autore di una grande prova, ma bisogna ricordare che Andrea Kimi Antonelli, leader del mondiale e capace poi di rimontare dalla P19 alla vittoria nel suo GP di casa, non si è preoccupato minimamente di fare una gran prestazione in Q3, a causa della penalità che si sarebbe ritrovato a dover scontare in griglia. Molto probabilmente, se anche lui avesse potuto esprimere il potenziale della sua power unit, staremmo qui a commentare un altro scenario.

Occhio al Gap

Occhio al gap Australia

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Tolte le squadre sopracitate, la Williams riesce a recuperare un po’ di gap rispetto a Zandvoort, così come Cadillac e Haas, che hanno lavorato meglio rispetto a quanto visto sui tracciati più lenti. L’Audi perde un po’, ma nulla di allarmante, mentre l’Aston Martin torna a fare un po’ di fatica, con il gap che torna a salire dai 3 secondi accusati in Olanda ai 3,364 secondi rimediati da Alonso in Italia.


Foto di copertina e interne di Luca Martini / WHYOUT Images

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