Durante il GP di Spagna a Madrid, nel paddock si è molto discusso dell’effettivo potenziale dell’ADUO-2 Ferrari in rapporto all’ADUO-1. La discussione è nata dal fatto che Leclerc, a causa dell’incidente alla Parabolica, avvenuto a Monza, ha dovuto rimontare la vecchia specifica di power unit per affrontare le strade cittadine del Madring. Espediente che ha acceso il dibattito e il confronto con il compagno, Lewis Hamilton, che, a differenza sua, poteva avvalersi della nuova specifica.
Il duello in qualifica è stato molto acceso. Così acceso che Hamilton ha battuto Charles per soli 6 millesimi di secondo: 1’32’’013 Hamilton, 1’32’’019 Leclerc. A primo impatto verrebbe da dire che l’ADUO-2 non abbia fornito un contributo così importante. Cosa sono 6 millesimi su un giro che richiede 92 secondi per essere completato? Una nullità. Anche guardando alle velocità massime, le differenze sono minime: circa 3-4 km/h nei tratti puramente rettilinei. La domanda che ci si è posti a lungo è stata: ma l’ADUO-2 fa veramente la differenza rispetto all’ADUO-1?
Analizzando attentamente la telemetria, siamo giunti a conclusioni che ci fanno presupporre che il layout spagnolo non abbia permesso di far emergere completamente i punti forti della nuova specifica studiata a Maranello. L’ADUO-2 è nato per massimizzare la performance sul rettilineo, soffrendo meno le problematiche con cui si è avuto a che fare in Austria. La modifica all’inclinazione della palettatura della turbina è servita proprio a questo.
Il gap tecnico tra le due specifiche di power unit non è emerso nelle qualifiche del GP di Spagna per due ragioni: 1) non c’erano rettilinei lunghi; 2) Leclerc e Hamilton sono stati molto bravi a sostenere le qualifiche con uno stile di guida su misura per la power unit che avevano in dote.

Il grafico delle velocità - Leclerc e Hamilton a confronto - qualifiche Madring 2026
Se osserviamo il grafico preso da GPTempo.com e facciamo uno zoom sul grafico delle velocità dei due piloti tra la prima e la terza curva, osserviamo due cose molto particolari: la prima è che Leclerc cerca di sfruttare il “vantaggio” di avere una turbina “piccola”, andando a impegnare maggiormente la power unit nella fase di trazione; Hamilton, al contrario, ha la turbina dello stesso diametro, ma con le palette inclinate in modo diverso per avere maggiori benefici agli alti regimi di rotazione, e sfrutta di più l’unità in allungo.
La domanda che sorge spontanea, a questo punto, è: allora perché la velocità di punta di Hamilton non schizza alle stelle, ma rimane piuttosto vicina, benché superiore, a quella raggiunta dal monegasco? Da qui la nostra supposizione. Per sfruttare maggiormente la trazione e allo stesso tempo ricaricare la batteria, il pilota della vettura numero 16 stacca molto prima rispetto alla vettura 44, che invece sfrutta di più la velocità massima raggiunta, perdendo poi in uscita di curva.

Il grafico delle velocità - Leclerc e Hamilton a confronto, zoom sulle prime tre curve - qualifiche Madring 2026
Ma se Charles fa lifting (veleggia) e frena prima per ricaricare, Hamilton… come ricaricherà? Sfruttando il motore. Le velocità massime di Hamilton non schizzano alle stelle, ma si avvicinano gradualmente a un picco e poi decrescono, probabilmente perché, in quel frangente, Lewis sta usando il motore per ricaricare le batterie.
In sostanza, il layout del Madring non ha permesso a Hamilton di mostrare completamente il livello di performance dell’ADUO-2. Lo ha, per così dire, spompato. A Baku le cose dovrebbero andare molto diversamente. Il circuito dell’Azerbaijan è caratterizzato dal rettilineo più lungo del mondiale ed è lì che l’ADUO-2 verrà fuori. Il fatto che sia migliore dell’ADUO-1 ce lo dimostra il fatto che la Ferrari sembra intenzionata a utilizzarlo a tutti i costi anche sulla vettura di Charles Leclerc.
In definitiva. La differente power unit in dote, ha portato Hamilton e Leclerc ad avere due stili di guida completamente diversi in Spagna. Quando uno recuperava in un settore, l'altro aveva la meglio nel successivo. I 6 millesimi di gap derivano dall'insieme di tutti questi fattori: motori diversi, differenti stili di guida, un modo diverso di gestire la ricarica della batteria.
Il monegasco è ancora in attesa di sapere se l’unità di Monza può essere recuperata. Se le verifiche daranno parere positivo, Charles non incorrerà in nessun tipo di problema. Qualora invece il team dovesse decidere di equipaggiare la vettura numero 16 con una nuova unità, cosa che la squadra pare abbia già preso in considerazione, Leclerc si ritroverà inevitabilmente a scattare dal fondo della griglia.
Meglio però partire ultimi, ma avere una qualche chance di sostenere una bella gara, piuttosto che sostenere una gara stile Austria, dove il motore è andato eccessivamente in sofferenza e la Ferrari non ha avuto alcuna voce in capitolo durante il GP.
Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images
Grafici da 'Gptempo.com'
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