La McLaren lascia l’Azerbaijan con molto amaro in bocca. Andarsene con uno zero dopo una gara non magnifica, ma comunque di gran livello, non rende giustizia all’enorme lavoro che sta facendo il gruppo color papaya. A Baku è stato portato un pacchetto d’aggiornamenti molto interessante (guarda qui). Bocca delle pance ridisegnata, filosofia aerodinamica del corpo vettura cambiata. Modifiche al retrotreno… Tutto per ridurre la resistenza all’avanzamento e riuscire a essere più vicina alla Mercedes sul dritto, uno dei punti deboli della MCL40.
L’obiettivo della McLaren non era battere Russell e Antonelli a Baku, ma avvicinarsi. Concettualmente la MCL40 è nata per essere competitiva sui circuiti lenti: passo più corto rispetto alle altre vetture e rapporti del cambio che dovrebbero essere stati scelti proprio nell’ottica di massimizzare il potenziale della vettura su tracciati più tecnici e dunque composti da rettilinei brevi.
Se pensiamo a questo, anche se Norris ha vissuto un weekend problematico, in lotta nelle posizioni basse della top-10, per lo più a causa della brutta prova in qualifica, vedere Piastri battagliare per il podio su un cittadino veloce come Baku non era affatto un risultato malvagio, anzi. Purtroppo, poi, ci hanno pensato le Alpine a rovinare la gara del campione del mondo in carica e l’errore di Piastri ha dato il colpo di grazia, trasformando un weekend solido in una debacle.

In questo momento la McLaren si starà leccando le ferite, starà cercando di raccogliere i cocci per tornare subito competitiva in Malesia, ma l’Azerbaijan nasconde più cose buone di quel che il risultato vuol farci vedere. Il vaso non è affatto rotto. La MCL40 ha fatto un salto in avanti importante e, nonostante abbia dei limiti tecnici che non le permettono di essere al livello della Mercedes sul dritto, le performance sono migliorate e questo darà sicuramente ulteriori stimoli di crescita a tutta la compagine di Woking. Lo zero sicuramente non le rende giustizia.
Foto di copertina e interna di Peter Kiss / WHYOUT Images