Imola, Ayrton Senna ci lascia

Imola, 1° Maggio 1994, ore 14:17, addio Ayrton Senna

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Sono trascorsi 24 anni, da quel 1° Maggio 1994, quando alle 14:17, dopo pochi giri del Gran Premio di San Marino, a Imola, Ayrton Senna restava gravemente ferito in seguito ad un incidente alla curva del Tamburello, che lo porterà alla morte poche ore dopo all'ospedale di Bologna.

Una gara, anzi un fine settimana, contraddistinto dal dolore e dalla morte, caratterizzato da un susseguirsi di episodi tragici, che culminano con la morte di Senna, dopo quella altrettanto tragica di Roland Ratzenberger durante le qualifiche, e che faranno ricordare il GP di Imola come uno dei peggiori Gran Premi della storia della F1, nel quale la morte tornava a far capolino dopo 12 anni di assenza.

12 anni nei quali, dopo la morte di Gilles Villeneuve, nessun pilota aveva perso la vita mentre era alla guida di una F1, e 12 anni nei quali erano state messe in atto molte misure di sicurezza per aumentare la sicurezza passiva dei piloti, non solo strutturali ma anche tecnologiche sulle auto, ma anche sulle piste, le cui vie di fuga erano stare cambiate e migliorate.

Migliorie che erano state molte, importanti, ma non abbastanza, e il GP Imolese di metà anni '90 dimostrava tutto questo.

Il "festival" della paura e della morte, iniziava al Venerdì con il terribile schianto di Rubens Barrichello con la sua Jordan, che decollando e ribaltandosi più volte su se stessa, gli causava la frattura del setto nasale e una slogatura al polso.
Praticamente nulla vedendo le immagini del pauroso crash.

L'antipasto della tragedia è servito, ora, andando avanti nel weekend, si inizia a fare sul serio, con lo spauracchio della morte che si presenta minaccioso e puntuale in riva al Santerno, colpendo al Sabato l'Austriaco Roland Ratzenberger, che per la prima volta nella sua carriera, aveva trovato i soldi per correre, e proprio a San Marino si era qualificato per la prima volta ad una gara, superando le pre-qualifiche.

Il pilota Austriaco della Simtek, perde la vita nel corso delle qualifiche, mentre affronta la curva Villenueve, e muore pochi minuti dopo il crash, causato dalla rottura dell'ala anteriore della sua vettura.
Una morte causata dalla fortissima decelerazione dovuta all'impatto ad altissima velocità, e dalla conseguente perdita di una grande quantità di sangue.

La tragedia sembra terminata, ma solo in apparenza, almeno per la giornata del 30 Aprile 1994, con le qualifiche che vengono ugualmente portate a termine, con Ayrton Senna che centra la pole position, la terza stagionale, seguito da Michael Schumacher su Benetton.

The show must go on, e la gara si disputa regolarmente, ma nell'aria si respira tristezza, paura, malinconia, insomma non è la solita atmosfera di una gara di F1.

Atmosfera che si percepisce nel volto di Ayrton Senna, che prima dello start, insolitamente non scende dalla sua monoposto, all'interno della quale attende il via della gara, quasi a isolandosi dal mondo esterno, attenendo il suo destino.

La gara parte, e un'ulteriore dramma accade allo spegnimento dei semafori, con una collisione tra Pedro Lamy e JJ Letho che causa il volo di uno pneumatico nella tribuna centrale e il ferimento di alcuni spettatori, uno tra i quali finisce in coma per diversi giorni.

Passano i giri, fin quando arrivano le 14:17, e Ayrton affronta la curva del Tamburello, a piena velocità, (allora non aveva la chicane come oggi, introdotta dopo la morte di Ayrton, ma era una piega a sinistra da fare in pieno), ma lo sterzo della sua Williams, modificato dai tecnici Inglesi alla vigilia della gara, non risponde, il Brasiliano non può nulla e lo schianto è inevitabile.

La Willams numero 2 colpisce il muro e rimbalza verso la pista, e nell'urto un pezzo del braccetto della sospensione staccatosi nell'impatto colpisce la visiera del casco Verde-Oro del Paulista e lo ferisce gravemente alla testa, causando lo svenimento del pilota e una enorme perdita di sangue.

I soccorsi, guidati dal dottor Sid Watkins, sono immediati, il pilota è vivo ma non è coscente, e viene così trasportato all'ospedale Maggiore di Bologna, nel quale muore alle 18:40 del 1° Maggio 1994.


Una morte avvenuta circa quattro ore dopo l'incidente, ma solo fisicamente, perché come dichiarò il Dottor Watkins, "Senna era ancora vivo dopo il crash, ma l'anima del Brasiliano aveva già lasciato il corpo del pilota al momento dello schianto".


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