TEST F1 / GIORNO 2 - MERCEDES W10: si è preso spunto dalla RedBull per ottimizzare il diffusore

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Dopo la lunga pausa invernale finalmente si riparte con il mondiale di Formula 2019, che senza dubbio tra le protagoniste annovera la plurivincitrice scuderia Mercedes. Le frecce d'argento arrivano dall'ennesima annata strepitosa, avendo conquistato entrambi i mondiali iridati.
La vettura che andrà alla ricerca del sesto costruttori consecutivo è una chiara evoluzione della vettura 2018. Come confermato nel giorno della presentazione dal Direttore Tecnico James Allison, la W10 è una vettura che mantiene lo stesso interasse e lo stesso concetto aerodinamico, a basso angolo di rake, della W09 2018. Una W10 che è scesa in pista nel primo giorno di test nella configurazione vista la scorsa settimana durante lo shakedown ma che ha già previsto un importante pacchetto di aggiornamenti per la prossima settimana, nella seconda quattro giorni di test pre stagionali.


 

L'evoluzione della parte posteriore ha portato i tecnici del Team anglo tedesco ad avvicinarsi molto alle idee nella zona esterna del diffusore (freccia verde) dapprima portate in pista da RedBull e poi copiate anche dalla Ferrari la scorsa stagione. Concetti comunque ripresi da gran parte dei Team, con solamente Sauber che per ora mantiene una specifica piuttosto differente.

Per generare maggior downforce (carico aerodinamico in inglese) è fondamentale aumentare il rapporto di espansione del diffusore ossia lavorare sul rapporto tra la sezione trasversale del diffusore e quella del fondo vettura. Per far ciò è cruciale riuscire ad espandere lateralmente il diffusore senza causare la separazione del flusso. Il problema dei vari progettisti è che man mano si cerca di espandere il flusso lateralmente, più ci si avvicina alla scia dello pneumatico posteriore, zona di bassa pressione ad alta turbolenza (quindi con alta dissipazione di energia che genera spesso separazione). Introdurre turbolenze in un flusso utile a generare carico aerodinamico significa inserire delle perdite (sotto forma di calore) e quindi avere una minor efficienza di generazione (minor downforce generata / maggior resistenza all'avanzamento). E' fondamentale sia nella parte fondo piatto che in quella del diffusore mantenere il flusso il più possibile non turbolento minimizzando così le perdita di pressione e la turbolenza. I Team vanno quindi a staccare dei vortici nelle parti esterne del diffusore per "spingere" il più lontano possibile dal diffusore la scia della ruota. Questo permette di aumentare il rapporto di espansione del diffusore senza provocare la separazione del flusso che causerebbe una duplice conseguenza: deleteria perdita di carico aerodinamico e conseguente aumento di resistenza all'avanzamento sul posteriore della vettura.

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 


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