Regole 2019: quando la toppa è peggio del buco...

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A Montecarlo è arrivata la 6ª vittoria consecutiva in stagione per la stella a tre punte e solo Max Verstappen, con la sua mossa azzardata dal pit stop, ha impedito al team anglo-tedesco di fare altrettante doppiette in questo inizio di annata sportiva. Un dominio che ci ha riportato indietro di qualche anno, per la precisione al primo triennio della Formula Hybrid, quando fu impossibile competere con il team diretto da Toto Wolff.


Eppure ciò poteva essere evitato lasciando inalterato il regolamento tecnico che avrebbe dovuto aumentare lo spettacolo facilitando i sorpassi.

Si cercava lo spettacolo e invece…

Facciamo un passo indietro di un anno ritornando al mondiale 2018. Quella stagione ha visto contrapposte per il titolo la Mercedes e la Ferrari. Che sono state, di fatto, alla pari. Tanto da rendere imprevedibile il risultato di ogni singola gara. In più c'era anche la Red Bull a fare da outsider: fuori dai giochi al sabato a causa della poca potenza della Power Unit Renault rispetto a quelle dei due rivali, ma veramente competitiva alla domenica. Tant’è che, spesso e volentieri, gli austriaci erano quelli con il passo gara e la gestione delle gomme migliori della griglia. Cosa che permetteva loro di dare fastidio ai due team dominanti.



La pecca di quella F1 era data dalla forza degli altri team che risultavano lontanissimi dai top 3. Inoltre c'erano pochi sorpassi in pista per via della difficoltà delle vetture a restare in scia a chi precedeva. Di fatto, dunque, convivevano due mondiali: quello dei tre top team e un altro disputato da tutti gli altri. Le gare erano sempre aperte e combattute per ogni posizione, col colpo di scena ad essere sempre dietro l’angolo. Bisognava, insomma, aspettare la bandiera a scacchi per scoprire chi fosse il vincitore.


Evidentemente, però, a Liberty Media non bastava ciò. La proprietà americana voleva molta più azione. Il passo successivo è stato quello di invitare Ross Brown e il suo team di ingegneri a studiare nuove soluzioni per “aiutare” i piloti a superarsi in pista. La cosa sarebbe dovuta accadere consentendo alle vetture di restare incollate all’avversario. Anche e soprattutto nelle curve.

Il cambio regolamentare che avrebbe dovuto consentire le succitate condizioni doveva essere pronto per l'anno successivo. Ossia questo. L'impressione è che ci sia stata troppa fretta nel prendere una decisione che si è rivelata poco produttiva. Un errore apparentemente grande, dato che già sulla carta il cambiamento andava a favorire chi, come Mercedes, viaggiava con poco rake. A scapito di Ferrari e Red Bull che invece basavano i rispettivi progetti su un rake medio-alto. A dicembre, probabilmente per "mettere le mani avanti", Tombazis diceva che secondo le loro simulazioni i sorpassi non sarebbero comunque aumenti. E infatti già durante i test invernali i piloti si sono lamentati della difficoltà, rimasta intatta rispetto agli scorsi anni, nel restare in scia dell’avversario. Cosa confermata anche durante i Gran Premi, dove i sorpassi non sono aumentati nonostante un DRS maggiorato nelle dimensione e nell'efficacia. La situazione rispetto agli scorsi anni è rimasta praticamente immutata.

Risultato? Quest'anno assistiamo a quattro mondiali in uno: quello Mercedes, quello Ferrari-Red Bull (più Verstappen che Gasly), quello di metà classifica e per ultimo quello dei due alfieri Williams. Gare monotone (tranne Bahrain e Monaco), scontate nel risultato e nello svolgimento, che non riescono ad appassionare i tifosi come avrebbero voluto i capi del Circus.


C'era veramente questa necessità di cambiare il regolamento tecnico? Alla riprova dei fatti i responsabili FIA e LM hanno fatto un buco nell’acqua: non solo i sorpassi non sono aumentati (tra l’altro, quando ci sono, è quasi sempre grazie al DRS) ma si sono anche rotti gli equilibri creatisi tra i tre top team osservati per tutto l'arco del 2018. Segnando, così, il destino del campionato 2019 e, probabilmente, anche quello del prossimo dato che non ci si può aspettare grossi capovolgimenti nei valori. Inoltre, molte squadre saranno già con la testa al 2021, quando sarà vera rivoluzione tecnica. Si voleva cambiare in meglio questa F1, ma si è evidentemente fatto il passo più grande della gamba. Con la conclusione che fino ad ora la situazione è generalmente peggiorata. Sia in termini di spettacolo che, soprattutto, nell'equilibrio delle forze in campo.

Autore: Mattia Maestri @mattiamaestri46

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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