Ferrari tra computer, tattici e pistaioli: chi decide?

By:
770

"Non credo che avrei commesso un errore del genere, non penso lo avrebbe fatto nemmeno mio figlio". Parole, arrangiamento e musica di Flavio Briatore a commento – non di certo lusinghiero – del pasticcio che ha costretto Charles Leclerc a non superare lo sbarramento della Q1 delle qualifiche del Gp di Monaco.

Il manager piemontese, mai troppo delicato quando c'è da lanciar strali su talune scelte operate da Maranello (ruggini "alonsiane"?), ha comunque evidenziato una grave deficienza degli strateghi al servizio di Mattia Binotto.

Mancanza che è stata sottolineata, ovviamente con un lessico ed una prosa più consone al ruolo che ricopre in seno al team, dalla "vittima" di quel fatale errore. Quel Leclerc che è andato a compromettere irreparabilmente il gran premio al quale teneva di più tra i ventuno presenti nel calendario iridato. "Penso che come squadra dobbiamo imparare molto – ha sommessamente dichiarato il monegasco – perché cadere in quel modo nella Q1 è stata una delusione enorme. La nostra posizione di partenza – ha concluso il ventunenne pilota – non è il quindicesimo posto".


Parole che non celano la delusione e che direttamente, seppur con estremo rispetto delle posizioni, suonano come un "j'accuse" al muretto e agli strateghi alle dipendenze di team principal svizzero. In effetti la decisione della Ferrari di non mandare in pista il n° 16 risulta tutt'ora imperscrutabile. Nonostante se ne sia dibattuto ampiamente, nonostante siano trascorsi otto giorni.

"Non so come sia stato possibile fare uno sbaglio così grande" ha tuonato l'ex responsabile di Benetton e Renault. "Monaco è una pista che cambia, col passare dei minuti, di secondi e non di decimi".

Il sibillino inciso di Briatore racconta una verità impossibile da confutare: il giudizio dell'uomo non può non esser contemplato in situazioni rapidamente mutevoli e pertanto poco prevedibili da un calcolatore.

"PISTAIOLO" CERCASI



Erano le qualifiche del gp del Giappone dell'anno passato quando la Ferrari, nella Q3, decideva di spedire in pista Vettel e Raikkonen con gomme intermedie. Mentre gli altri, avvedutisi che il tracciato era pressoché asciutto, optavano per gli pneumatici più consoni alle condizioni dell'asfalto. Una figura barbina entrata nella storia del team modenese che generò non poche polemiche e relative minacce di teste mozzate.

"Non vogliamo puntare il dito contro qualcuno – puntualizzò un manifestamente irato Maurizio Arrivabene dico solo che siamo una squadra giovane e che il prezzo per l'inesperienza si paga. Ci manca un "pistaiolo", uno che fiuti l'aria e sappia indirizzare il gruppo. Ci manca – concluse amaramente – il famoso tattico come in Coppa America".

In realtà un tattico la Ferrari ce l'aveva (e ce l'ha ancora) ed è sovente stato sul banco degli imputati per scelte non propriamente felici prese in momenti di forte pressione. Anche se, ad onor del vero, spesso si tende a dimenticare quando una decisione di Inaki Reueda ha consentito alla Rossa di portare a casa un inatteso trionfo. Come accade, ad esempio, in Australia, nel 2018, quando Vettel seppe approfittare di una (rara) defaillance degli strateghi della Mercedes.


In ogni caso, a distanza di un anno, la topica si è ripetuta. Con risultati altrettanto disastrosi. E senza quel tanto criticato Arrivabene che in inverno ha detto addio alla sua poltrona e al suo posto dietro al muro di monitor in pit lane.

Qual è stato il problema? Come mai nessuno ha capito o avuto il coraggio di smentire un mainframe che sputava dati, sentenze e rassicurazioni su un Leclerc "salvo"?




I'M PERFECT, ARE YOU?

Questa è la domanda che il calcolatore fa all'uomo alla fine di Karn Evil 9, monolitica suite degli EL&P. La macchina, con cibernetica supponenza, grida all'umano impaurito di essere perfetta e infallibile. Mi piace pensare, per passione verso il genere musicale, che chi prende decisioni al muretto Ferrari possa essersi rifatto alla della prog band britannica, tollerando che un qualcosa in grado di gestire milioni di operazioni al secondo si sostituisse completamente all'estro, alla fantasia e all'intuito di un cervello umano.

Bastava che qualcuno, contravvenendo al parere di un algido calcolatore, mostrasse di aver "memoria da corsa". "Monaco è una pista che cambia, col passare dei minuti, di secondi e non di decimi". Lo sa Briatore, lo sa Rueda, lo sa Binotto. Lo sa Charles Leclerc. Eppure nessuno di questi attori agenti ha avuto il fegato e il buon senso di fare la cosa più semplice che si attua nel motorsport: spedire in pista senza indugio il pilota e farlo girare al massimo delle sue possibilità.

La F1 è lo sport più tecnologico e complesso che vi sia. Su questo non v'è dubbio alcuno. Ma di sola capacità di calcolo non si può vivere. Il motorsport è anche e soprattutto cuore, follia, tenacia. Superamento del limite, azzardo, coraggio. Virtù che devono possedere i piloti che in prima persona sfrecciato tra cordoli e guard rail. Ma che devono essere connaturate anche a chi ha passato la vita con la schiena ricurva sui libri per acquisire il know how necessario per programmare e comandare un megacomputer.

Nell'era dei simulatori, dei ragni, dei dati sviscerati in ogni minuzia non può mancare quell'elemento umano che annusa la pista, che percepisce il variare del vento col dito alzato, che sporge la testa oltre la barriera di monitor carpendo quell'attimo che fa mutare le prestazioni di una monoposto. Perché, fino a prova contraria, le macchine sono al servizio dell'uomo. Non viceversa.

Autore: Diego Catalano - @diegocatalano77

Foto: Flavio Briatore - @Briatore scuderia Ferrari - @ScuderiaFerrari

Articolo originale su f1analisitecnica.com


Tag
ferrari | tattica | strategia |


Commenti
- Formula1.it
Non credo che avrei commesso un errore del genere, non penso lo avrebbe fatto nemmeno mio figlio. Parole, ...

Lascia un commento

Per commentare gli articoli è necessario essere iscritti alla Community F1WM.

Inserisci i dati del tuo account dal link "Log In" in alto, se non sei ancora un utente della nostra Community, registrati gratuitamente qui.

Registrati



Community Formula1.it