Antonio Giovinazzi merita fiducia

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Il mondiale di F1 è appena ad 1/3 del suo cammino, ma per i vari team è già tempo di bilanci. Sicuramente positivo, tanto per citarne qualcuno, quello Mercedes; mentre sono da ritenersi negativi quelli di Ferrari e Williams. Deludente anche il percorso della Renault.

Ovviamente anche i piloti sono sotto la lente d’ingrandimento. Soprattutto i debuttanti. Tra tutti ha sorpreso Alexander Albon che, arrivato in punta di piedi, sta dimostrando di avere un buon potenziale. Bene anche Lando Norris su McLaren nonostante qualche errorino qua e là. Non valutabile, per ora, la stagione di George Russell considerando sia le condizioni in cui versa la Williams, sia che l’unico suo avversario è il polacco Robert Kubica al ritorno in F1 dopo ben 8 anni dall’ultima gara. Un test poco probante insomma.

E poi c’è Antonio Giovinazzi, vero e proprio osservato speciale visto che è l'unico italiano in griglia. Facendo un giro sui social network sembra che stia deludendo molto gli appassionati italici che non gli risparmiano critiche. Spesso dure. Il suo primo mondiale da titolare nella categoria più importante del Motorsport è così disastroso da far pensare a molti di non meritare di parteciparvi?


MOLTE LE ATTENUANTI PER "BON GIOVI"

Un primo aspetto che non deve passare inosservato è che Giovinazzi, a differenza degli altri debuttanti che hanno corso in F2 sino allo scorso novembre, è l'unico ad aver svolto minore attività in pista. Negli ultimi due anni, infatti, ha disputato solamente 3 gare ufficiali: le due di F1 ad inizio mondiale 2017 con la Sauber e la 24 ore di Le Mans dello scorso anno. Poi tanto simulatore Ferrari, qualche free practice e sporadiche sessioni di test con la scuderia di Maranello, la Haas e l'Alfa Romeo-Sauber.

Questo indica che Antonio non era più abituato a stare in pista a combattere con altri piloti. Quindi, nelle prime gare, ha dovuto recuperare il suo spirito “racing” e "reimparare" a gestire le gare e tutto quello che esse prevedono. Oltre a ciò, c’è da segnalare che il suo compagno di squadra, quindi il riferimento più diretto, è un certo Kimi Raikkonen, campione del Mondo 2007. Un pilota capace, fino qualche mese fa, di fare pole e vittoria non la Ferrari. Dunque un confronto veramente duro.

Fatte queste doverose premesse, andiamo a vedere la sua stagione fino ad ora: in Australia si qualifica 14º. In partenza la sua ala anteriore viene danneggiata dai detriti lasciati in pista da Ricciardo dopo un'escursione. Cosa che, di fatto, fa sì che il suo GP diventi una sofferenza frutto di una macchina con poco carico e che tendeva consumare maggiormente le gomme. Nonostante ciò, spicca per una grande e dura difesa su Norris. In Bahrain, circuito su quale non aveva mai gareggiato in precedenza, non va oltre il 16º posto in qualifica. Ma in gara il ritmo del 99 è più competitivo e nel finale si ritrova sulla strategia giusta. Peccato però che la Safety Car (che salva il podio di uno sfortunato Leclerc) impedisca al nostro di sferrare gli attacchi decisivi per la conquista dei primi punti.

Shanghai non porta fortuna al driver di Martina Franca: dopo il week-end tribolato del 2017, con doppio incidente nello stesso punto, ne arriva un altro: è costretto a saltare tutte le FP1 ma soprattutto le qualifiche a causa di noie tecniche. Partendo ultimo, con pochi riferimenti/dati e con una strategia rivedibile, non riesce ad andare oltre il 15º posto; mentre il compagno Raikkonen va a punti per la 3ª volta consecutiva.

A Baku finalmente un lampo: sulla pista dove, in GP2, fece doppietta, riesce per prima volta a qualificarsi in Q3, con un ottimo 8º posto in griglia davanti a Kimi. Peccato che alla vigilia del weekend azero in Alfa Romeo abbiano deciso di sostituire per la 3ª volta la centralina sulla vettura n° 99 dopo tutti i problemi riscontrati in Cina con conseguente arretramento di 10 posizioni. In gara si piazzerà al 12º posto.

Sul tracciato spagnolo, invece, le Alfa Romeo sono in difficoltà fin dal venerdì. E le prestazioni domenicali ne risentiranno pesantemente. A Monaco, dopo un inizio di weekend promettente (entrambi i piloti sono costantemente in Top10 nelle libere), nel momento topico, il team gestito da Vasseur è letteralmente sparito dalla pista, andando in difficoltà con le gomme. Giovinazzi ci mette anche del suo: in qualifica compie un "impeding" e per questo viene penalizzato di 3 posizioni in griglia; mentre in gara, alla ripartenza dopo la Safety Car, tenta di emulare Leclerc alla Rascasse ma con risultati pessimi, visto che l’azione sfocia in un contatto con Kubica, Il Gp dell'alfiere dell'Alfa viene chiuso con un poco lusinghiero 19º posto. Ultimo dietro il compagno di squadra e le due Williams.

Giovinazzi, tra errori suoi, problemi tecnici e macchina non sempre competitiva, non ha mai potuto beneficiare di un weekend veramente pulito in cui esibire il suo vero potenziale.

Probabile che Antonio non sia un fenomeno alla Leclerc o alla Verstappen, ma si tratta di un buon pilota e, se le condizioni generali si normalizzeranno, lo potrà dimostrare come ha già fatto in GP2, nel 2016.

Proprio nella categoria propedeutica alla F1 era venuto fuori alla distanza: nella seconda metà di campionato, dopo un inizio senza nemmeno un punto, sciorinò delle gare bellissime (penso a Monza dove aveva vinto dopo se partiva ultimo) e sorpassi incredibili (andate su YouTube a rivedere il duello a Sepang con Sirotkin). In F1 si sono visti dei piloti con minor potenziale a cui a fine anno è stato comunque rinnovato il contratto. Ad Antonio, invece, si chiede la testa dopo appena 6 tappe nelle quali, come dimostrato, non ha potuto godere di condizioni "pulite", normali.

Se gli verranno dati tempo e fiducia ci farà divertire.

Autore: Mattia Maestri @mattiamaestri46

Foto: Alfa Romeo Racing

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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