McLaren: poche ombre e molte luci della ribalta...

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E’ il 12 Giugno 2011 quando sul circuito Gilles Villeneuve si disputa la gara più lunga della storia della F1. Iniziata sotto la pioggia, venne esposta la bandiera rossa quando un vero e proprio diluvio si abbatté sull’asfalto canadese al giro 25. Dopo un’ora e trenta di sospensione venne dato il restart con le monoposto incolonnate dietro la Safety Car, che per l’occasione interverrà per ben 6 volte a causa dei tanti contatti verificatesi durante l’evento. In quella gara pazza, Jenson Button, ritrovatosi ultimo al giro 38 a seguito di un contatto che lo costringe ai box per cambiare un penumatico forato, taglia per primo il traguardo. All’epoca l’inglese guidava una McLaren Mercedes, una delle ultime stagioni da protagonista del team anglosassone, che terminò l’annata al secondo posto.



Oggi, alla vigilia di un week-end che rivedrà le monoposto ibride protagoniste proprio in Canada, quella McLaren è solo un lontano ricordo. Il divorzio dalla Mercedes e l’arrivo del motorista Honda hanno caratterizzato un triennio tra i peggiori della storia del team inglese, ricco di sofferenza, risultati deludenti e commenti al vetriolo da parte dei piloti. “GP2 engine”, urlava Alonso sul rettifilo di un Gran Premio del Giappone nel 2015, in preda all’ennesima crisi isterica dovuta alle scarsissime prestazioni del propulsore nipponico.


Dopo anni di lavoro avari di soddisfazione sembrerebbe che i tecnici di Woking stiano iniziando a raccogliere qualche frutto, dopo annate avare di soddisfazioni. Nel 2018, abbandonato il costruttore giapponese, la Renault fornisce i propri motori al team inglese e finalmente arrivano punti, conquistando a fine anno il sesto posto nel campionato costruttori. Nel 2019 debutta il promettente Lando Norris promosso direttamente dalla F2 alla massima categoria, e insieme a Carlos Sainz stanno ottenendo risultati incoraggianti durante i primi round stagionali, con una presenza assidua in zona punti al contrario del triennio Honda.


Che speranze ci sono per il futuro?


In mano a due piloti competenti e veloci come Lando e Carlos la McLaren può sperare di stabilizzarsi in zona punti ad ogni gara, e magari lottare nella zona media con Haas e Racing Point. classifica alla mano ad oggi il team britannico è stabilmente quarto con 13 punti di vantaggio, precedendo proprio la rinnovata squadra appartenente a Lawrence Stroll.

Appurata la qualità che i due piloti titolari possono esprimere, rimane da chiarire quanto la monoposto progettata da Pat Fry e Peter Prodromou sia qualitativamente performante a livello telaistico. Durante il triennio Honda abbiamo spesso sentito dire che il vero problema della vettura era il motore, mentre come telaio citando Alonso: “siamo tra i migliori dello schieramento”. Alla vigilia del settimo appuntamento stagionale il team cliente McLaren sta doppiando in classifica Renault, lasciando intuire che evidentemente il progetto realizzato a Woking abbia delle peculiarità positive.


Per la storica scuderia britannica l’importante sarà continuare con lo sviluppo del pacchetto aerodinamico somministrando sempre più carico alla vettura, permettendo alle coperture Pirelli di lavorare nella corretta finestra di utilizzo. Se saranno confermate competitività e risultati dimostrati in queste prime sei gare, McLaren ha tutte le carte in regola per terminare quarta ottenendo il miglior risultato degli ultimi cinque anni.


Autore: Federico Vicalvi Foto: McLaren

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com


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