Dall'exploit Red Bull alla debacle Mercedes: numeri e storie del GP del Messico
Tornato una tappa fissa del calendario mondiale di F1 a partire dalla stagione nel 2015 dopo ben 22 anni di assenza (unica eccezione il 2020, causa Covid), il Gp del Messico, essendo posizionato tra le ultime tappe del campionato, ha visto...

Tornato una tappa fissa del calendario mondiale di F1 a partire dalla stagione nel 2015 dopo ben 22 anni di assenza (unica eccezione il 2020, causa Covid), il Gp del Messico, essendo posizionato tra le ultime tappe del campionato, ha visto Lewis Hamilton ottenere la corona iridata in ben due circostanze: 2017 e 2018. In quest’occasione andremo a raccontare la storia di tre appuntamenti aventi in comune un finale davvero sorprendente. Ma prima, un po' di storia e statistiche del Gran Premio del Messico

QUI LE INFORMAZIONI STORICHE E GEOGRAFICHE

Statistiche del GP del Messico

Anche se il circuito intitolato ai Fratelli Rodriguez abbia subito diverse modifiche negli anni, il layout segue ancora lo schema originale pensato nel 1959. Dopo aver ospitato la sua prima gara nel 1962, senza che questa attribuisse punti iridati, il tracciato divenne parte integrante del calendario di F1 dal 1963 fino al 1970. Il Gp d’esordio ufficiale, fu vinto dal già campione del mondo Jim Clark su Lotus Climax. Quell’anno il britannico ottenne la sua prima corona iridata con 25 punti di vantaggio su Graham Hill (BRM). L’appuntamento Messicano, penultimo appuntamento nel 1963 fu una sorta di passerella per lui: Clark concluse la gara con 101 secondi di vantaggio sul secondo classificato Jack Brabham (Brabham Climax).


Dopo una pausa durata 15 anni, la F1 farà ritorno in Città del Messico nel 1986 come penultima tappa stagionale. L’evento fu vinto nell’occasione da Gerhard Berger (Benetton BMW) con 25 secondi di vantaggio sulla McLaren TAG di Alain Prost. Risultato che permise al francese di recuperare punti sul rivale Mansell (5° al traguardo su Williams Honda) e di appropriarsi del titolo trionfando nell’ultimo Gp d’Australia approfittando anche del ritiro di Nigel. Prost vinse l’iride con soli 2 punti di vantaggio sul rivale.

L’ultimo intervallo di stop lo si registra tra il 1993 e il 2014. Nel 2015 il circuito Hermanos Rodriguez tornerà ad ospitare di nuovo un evento ufficiale vestito di un nuovo layout. Differenza sostanziale la fa la rivisitazione della curva parabolica (precedentemente in stile Monza). Il progettista ha deciso di creare un passaggio a dir poco spettacolare proprio a metà della tribuna presente nel vecchio stadio di baseball del Foro Sol. Una cornice fantastica, specie quando il pubblico poteva assistere in massa agli eventi senza alcun tipo di limitazioni. L’appuntamento del 2015 fu vinto da Nico Rosberg su Mercedes. Un risultato che non ebbe alcun effetto sulla lotta al titolo iridato dal momento che quell’anno fu lo comunque Hamilton ad aggiudicarsi l’iride con 59 punti di vantaggio sul tedesco.

Il pilota che ha ottenuto più vittorie in questo Gp è Max Verstappen (tre: 2017, 2018 su Red Bull-TAG Heuer e 2021 su Red Bull-Honda). Seguono Lewis Hamilton, Nigel Mansell, Alain Prost e Jim Clark, tutti fermi a quota due. Mentre sono cinque i team a parimerito ad aver ottenuto il maggior numero di trionfi sul circuito messicano: Lotus, McLaren, Red Bull (ultima la doppietta conquistata nel 2021), Mercedes e Williams, tutte a quota tre. Seconda la Ferrari con due successi. Il record del circuito appartiene a Max Verstappen su Red Bull in 1'14"758, ottenuto durante le qualifiche dell’edizione 2019 al volante della RB15.

Storie del GP del Messico

I tre appuntamenti che abbiamo deciso di riproporvi oggi sono per lo più i 'bizzarri' modi con cui la Mercedes e Lewis Hamilton sono riusciti a conquistare il titolo iridato nonostante la gara non si sia conclusa per loro al meglio possibile. Stiamo parlando delle edizioni 2017 e 2018, alle quali aggiungeremo anche l’evento del 2016, quello che segna la fine del vero dominio argento su questo circuito.

2016 L’ultima doppietta Mercedes e il (doppio) falso podio


Terzultima tappa del mondiale. Il team di Stoccarda giunge a Città del Messico carico di tensione. Dopo aver vinto l’appuntamento di Austin, Hamilton si ritrova con un ritardo in classifica di 26 punti a favore del compagno e rivale Nico Rosberg. Un unico risultato è contemplato per tenere vive le chance iridate: la vittoria. Il confronto tra i due si consuma tutto alla prima curva: Hamilton, che partiva in testa, per non correre rischi, stacca veramente tardi andando poi a tagliare sull’erba. Il tedesco alle sue spalle finisce in bagarre con Verstappen, ma anche lui, dopo essersi visto spingere troppo all’esterno, decide di tagliare sul prato mantenendo così la posizione sull’olandese. Lewis otterrà facilmente la vittoria, mentre Rosberg avrà molti più problemi a tenersi dietro la Red Bull N.33.

La corsa di Sebastian Vettel (Ferrari) verso il podio alla notizia della penalità comminata a Max Verstappen (Red Bull), Gp Messico 2016

Max cercherà di appropriarsi della seconda posizione in curva-4 durante il 50° passaggio, ma finirà troppo lungo permettendo a Nico di costruirsi un po’ di gap che poi riuscirà a gestire nel finale. Il Gp è ancora ricordato soprattutto per l’azione che ha visto coinvolti prima Verstappen e Vettel in curva-1 al 68° dei 71 giri previsti, poi Sebastian e Ricciardo in curva-4 nel corso della 70° tornata. Max verrà penalizzato di 5’’ per aver tagliato sull’erba e perderà il podio proprio durante il giro d’onore. Vettel, andato a festeggiare assieme ai piloti Mercedes, vedrà togliersi il terzo posto più tardi per aver protetto la posizione su Ricciardo andando a cambiare direzione durante la fase di frenata. Sarà Daniel ad ottenere dunque i 15 punti del terzo posto a celebrazioni però oramai concluse. Il 2016 segna anche la fine del dominio argentato sul circuito Hermanos Rodriguez: l’ultimo anno in cui Hamilton e compagni avranno vita facile.

2017 Una foratura non impedisce a Hamilton di laurearsi campione del mondo

Hamilton e Vettel sono divisi da 66 punti quando i due giungono a Città del Messico, sede del terzultimo appuntamento iridato. Sebastian è chiamato ad un’impresa impossibile per mantenere il mondiale ancora aperto: 16 i punti che avrebbe dovuto guadagnare sul rivale. Il tedesco è quantomeno intenzionato a provarci partendo dalla pole conquistata al sabato. Alle sue spalle nell’ordine Verstappen e Hamilton tentano di vendere cara la pelle. I semafori si spengono e la strada per arrivare a curva-1 è lunga. Max riesce a prendere la scia di Sebastian e sopravanzarlo. I due entrano in bagarre, si toccano, ma senza danni. Vettel ha un’esitazione e questo porta Hamilton a tentare il sorpasso all’esterno della curva-3.

Lewis Hamilton (Mercedes) conquista il quarto titolo iridato, Gp del Messico 2017

Lo spazio tra i contendenti al titolo è stretto. Talmente stretto che quasi a sorpasso ultimato l’ala anteriore della Ferrari finirà con il danneggiarsi contro la ruota posteriore destra della Mercedes. Hamilton subisce una foratura, mentre Vettel è costretto a tornare ai box per sostituire l’ala. Da qui sarà tutta una gara in salita per i due, con Sebastian che tenterà la rimonta dalla 16° posizione e Lewis dalla 20°. La gara terminerà con la vittoria di Verstappen su Red Bull, il secondo posto di Bottas (Mercedes) e il terzo di Raikkonen (Ferrari). Quarto Vettel che però non riuscirà a guadagnare abbastanza punti per impedire a Hamilton (9° al traguardo) di festeggiare il titolo raggiungendolo a quota 4 nell’olimpo della F1.

2018 La debacle Mercedes non impedisce a Hamilton di impadronirsi della corona

Era già accaduto, nel corso della stagione che le Frecce d’Argento andassero in difficoltà a causa dell’alta quota (come non ricordare il Gp d’Austria, dove subì un doppio ritiro tecnico). Quindi le preoccupazioni alla vigilia erano molto elevate. Ciononostante non fu il motore la causa dei principali problemi, ma più un’errata gestione di gomme. La lotta iridata vedeva Hamilton e Vettel distanti 70 punti, il che per Sebastian in Messico, ancora terzultimo appuntamento del mondiale, si trattava di dover compiere un’impresa di entità ancora maggiore all’anno precedente. Il team più in forma nell’occasione è la Red Bull, riuscita a piazzare Ricciardo in pole position e Verstappen al suo fianco in prima fila (si ricorda ancora la delusione di Helmut Marko per il risultato di quel sabato pomeriggio).

Il sorpasso di Sebastian Vettel (Ferrari) ai danni di Lewis Hamilton (Mercedes) nel corso del 34° giro, il momento chiave del Gp Messico 2018.

Hamilton parte terzo con Vettel subito alle sue spalle. Daniel scatta male e finisce per essere subito superato da Verstappen e Hamilton, mentre riesce a resistere agli attacchi di Sebastian. Sorpasso che il tedesco concretizzerà nel corso del 34° giro guadagnando la terza posizione. In quel momento siamo circa a metà gara, tutti i piloti nella parte alta della classifica hanno sostituito i propri pneumatici e la situazione sembra essersi abbastanza stabilizzata, con Hamilton in seconda posizione a 12’’ dal leader. Improvvisamente tutto cambia al 39° passaggio, quando Vettel riesce ad avere agilmente la meglio di Lewis a parità di mescola SuperSoft. Da quel momento entrambe le Mercedes inizieranno a perdere passo e decideranno di montare un treno di option per risolvere la situazione. Si fermeranno anche Verstappen e Vettel con Ricciardo che ne approfitterà per salire in seconda posizione. Purtroppo per l’australiano, un problema tecnico alla power unit ne causerà il ritiro a circa 10 giri dalla conclusione. Il Gp sarà vinto da Verstappen, spalleggiato dalle Ferrari di Sebastian e Raikkonen sul podio. Quarta e quinta le due Mercedes con Lewis a concludere davanti a Bottas con un ritardo di quasi 80’’ dal leader a sfiorare il doppiaggio. Un risultato che seppur deludente non proibirà a Hamilton di festeggiare la conquista del suo quinto titolo mondiale…

Secondo voi, quale storia ci racconterà l’Hermanos Rodriguez nel 2022?


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Gp Messico | Mercedes | Ferrari | Red Bull | Hamilton | Verstappen | Vettel |


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