
Il 22 agosto 1954, sul tracciato di Bremgarten a Berna, Juan Manuel Fangio scrisse un’altra pagina di storia. Con la Mercedes W196 dominò il Gran Premio di Svizzera, infliggendo distacchi abissali: l’unico a non essere doppiato fu Froilán González su Ferrari. Quella vittoria gli consegnò matematicamente il secondo titolo mondiale, il primo per la Mercedes, con due gare di anticipo.
Il circuito di Bremgarten era un mostro d’asfalto: veloce, immerso tra gli alberi, scivoloso per la luce che filtrava a chiazze. Un luogo tanto affascinante quanto pericoloso, che già allora incuteva timore ai piloti. Fangio lo domò con la suo enorme talento, nessuna sbavatura, solo una progressione inesorabile.
Quel giorno si chiuse anche un capitolo della storia della Formula 1: l’anno dopo la Svizzera bandì le corse automobilistiche, e il GP di Bremgarten non tornò mai più in calendario.
Il divieto alle manifestazioni motoristiche che persisteva in Svizzera dal 1955 è caduto a giugno 2022, quando il Consiglio degli Stati ha approvato una mozione (27 voti a 15) che ha revocato il bando, nonostante l’opposizione del ministro dell’ambiente Simonetta Sommaruga. Il divieto era nato in seguito al tragico incidente della 24 Ore di Le Mans dell’11 giugno 1955, il più grave della storia del motorsport con 84 vittime e 120 feriti. Oggi, grazie agli standard di sicurezza delle monoposto e all’omologazione dei circuiti, il provvedimento è stato considerato superato. In futuro, dunque, non è escluso che la Formula 1 possa tornare a correre in Svizzera.