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In una Maranello gremita di Tifosi e appassionati, la Scuderia Ferrari ha presentato la sua nuova SF-26, monoposto che anche quest'anno sarà affidata a Charles Leclerc e Lewis Hamilton e che proverà a riportare il Titolo in Italia.
Con questa vettura, il Cavallino Rampante è ufficialmente entrato nella nuova era della F1, quella dell'aerodinamica attiva e dei nuovi motori che saranno alimentati a benzine sostenibili. Un cambio radicale per la categoria, che non affrontava una modifica così grande da più di dieci anni quando nel 2014 introdusse i motori ibridi.
La SF-26 è la prima monoposto di un nuovo ciclo regolamentare, che introduce in Formula 1 l’aerodinamica anteriore mobile e assegna un ruolo molto più rilevante all’energia ibrida nella power unit.
Scheda Tecnica SF-26
Chassis
Telaio in materiale composito a nido d’ape in fibra di carbonio con protezione halo per l’abitacolo
Carrozzeria e sedile in fibra di carbonio
Cambio longitudinale Ferrari a 8 marce più retro
Differenziale posteriore a controllo idraulico
Freni a disco autoventilanti in carbonio Brembo (anteriore e posteriore) e sistema di controllo elettronico sui freni posteriori
Sospensioni anteriori e posteriori a puntone (schema push-rod)
Peso complessivo con acqua, olio e pilota: 770 kg
Ruote anteriori e posteriori: 18”
Power unit
Motore sovralimentato
Nome: 067/6
Cilindrata: 1.600 cc
Sovralimentazione: turbo singolo
Max giri minuto turbo: 150.000
Max portata energetica benzina: 3.000 MJ/h
Configurazione: V6 90°
Nr cilindri: 6
Alesaggio: 80 mm
Corsa: 53 mm
Valvole: 4 per cilindro
Iniezione diretta, max 350 bar
Sistema ERS
Configurazione: sistema ibrido di recupero dell’energia con singolo motogeneratore elettrico (MGU-K)
Pacco batteria: batterie in ioni di litio, peso minimo con elettronica di controllo 35 kg
Energia batteria: 4 MJ max delta SOC, 9 MJ max energia in fase di ricarica
Max tensione di esercizio: 1.000 V
Potenza MGU-K: 350 kW
Max giri minuto MGU-K: 60.000
La Scuderia Ferrari, fondata da Enzo Ferrari nel 1929 come filiale sportiva dell'Alfa Romeo e divenuta costruttore indipendente nel 1947, è l'unica compagine ad aver disputato ogni edizione del Campionato Mondiale di Formula 1 dal 1950 a oggi. Il debutto ufficiale avviene al Gran Premio di Monaco il 21 maggio 1950 con la 125 F1. La filosofia del "Drake" (Enzo Ferrari), che privilegiava il motore rispetto all'aerodinamica — sintetizzata nella celebre frase "l'aerodinamica è per chi non sa costruire motori" — ha plasmato l'identità tecnica del team per decenni.
Il 14 luglio 1951, José Froilán González ottiene a Silverstone la prima vittoria iridata della Scuderia, sconfiggendo le Alfa Romeo 159. Questo successo segna il passaggio di testimone tecnologico tra l'era dei motori sovralimentati d'anteguerra e i nuovi motori aspirati Ferrari. Sotto la spinta tecnica di Aurelio Lampredi, Alberto Ascari domina il biennio 1952-1953 con la Ferrari 500 F2, stabilendo il record (tuttora rilevante) di 9 vittorie consecutive.
Il decennio prosegue con i successi di Juan Manuel Fangio (1956) e Mike Hawthorn (1958), quest'ultimo primo campione britannico della storia. Negli anni '60, la Ferrari introduce innovazioni radicali come il motore posteriore (con la 156 "Sharknose" del 1961), portando al titolo Phil Hill e John Surtees (1964), l'unico pilota capace di vincere il mondiale sia su due che su quattro ruote.
Dopo un periodo di flessione, la nomina di Luca Cordero di Montezemolo a direttore sportivo e l'arrivo di Niki Lauda riportano la Ferrari al vertice. Grazie alle monoposto della serie "312 T" progettate da Mauro Forghieri, la Scuderia vince i titoli piloti 1975, 1977 (Lauda) e 1979 (Jody Scheckter), oltre a quattro titoli costruttori.
Nota storica: la peggiore stagione statistica della Ferrari rimane il 1980, quando la 312 T5, tecnicamente obsoleta rispetto alle nuove vetture a effetto suolo, relegò il team al 10° posto nella classifica costruttori.
Gli anni '80 sono segnati dalla transizione ai motori turbo e dal dolore per la perdita di Gilles Villeneuve nel 1982. Nonostante i drammi, la Ferrari conquista i titoli costruttori 1982 e 1983, dimostrando una resilienza tecnica d'eccellenza.
Dopo un digiuno di titoli piloti durato 21 anni, la Ferrari avvia a metà anni '90 la ristrutturazione più efficace della sua storia. Sotto la presidenza di Montezemolo, viene formato il cosiddetto "Dream Team": Jean Todt (Gestione Sportiva), Ross Brawn (Strategia), Rory Byrne (Progettazione) e Michael Schumacher.
Questo sodalizio produce un dominio senza precedenti: dal 1999 al 2004, la Ferrari conquista sei titoli costruttori consecutivi e cinque titoli piloti consecutivi con Schumacher. In questo periodo vengono stabiliti record di affidabilità e velocità, con la F2002 e la F2004 considerate tra le migliori monoposto mai costruite.
Nel 2007, Kimi Räikkönen conquista l'ultimo titolo piloti della Scuderia con un recupero clamoroso nelle ultime gare. Il 2008 vede la vittoria del 16° (e ultimo) titolo costruttori. Gli anni successivi sono caratterizzati dalle sfide di Fernando Alonso (2010-2014) e Sebastian Vettel (2015-2020), entrambi vicini al titolo ma ostacolati dai cicli tecnici dominanti di Red Bull e Mercedes.
L'introduzione dei motori turbo-ibridi nel 2014 mette a nudo carenze iniziali nella power unit, parzialmente colmate tra il 2017 e il 2019. Dopo la crisi del 2020, il team si affida a Charles Leclerc e Carlos Sainz, tornando alla vittoria nel 2022 con la F1-75.
Il 2024 è un anno di solida competitività sotto la guida di Frédéric Vasseur. La Ferrari ottiene 5 vittorie, tra cui spicca lo storico trionfo di Leclerc a Monaco e il successo a Monza, chiudendo al 2° posto nel Mondiale Costruttori con 652 punti.
Il 2025, pur chiudendosi senza vittorie e al 4° posto nei costruttori (398 punti), è dominato mediaticamente e strutturalmente dall'arrivo di Lewis Hamilton a Maranello. L'ingaggio del sette volte campione del mondo rappresenta l'operazione di mercato più rilevante del secolo per la Formula 1, finalizzata a riportare il titolo iridato a Maranello in vista del cambio regolamentare del 2026.
Gran Premio di Monaco del 1950
Gran Premio di Gran Bretagna 1951 (Froilan Gonzalez)
| Anno | Monoposto | Motore | Punti |
|---|---|---|---|
| 2025 | Ferrari SF-25 | Ferrari 066/15 | 398 |
| 2024 | Ferrari SF-24 | Ferrari | 652 |
| 2023 | Ferrari SF-23 | Ferrari | 406 |
| 2022 | Ferrari F1-75 | Ferrari 066/7 | 554 |
| 2021 | Ferrari SF21 | Ferrari 065/6 | 323,5 |
| 2020 | Ferrari SF1000 | Ferrari | 132 |
| 2019 | Ferrari SF90 | Ferrari 064 | 504 |
| 2018 | Ferrari SF71H | Ferrari | 571 |
| 2017 | Ferrari SF70H | Ferrari 062 | 522 |
| 2016 | Ferrari SF16-H | Ferrari | 398 |
| 2015 | Ferrari SF15-T | Ferrari | 428 |
| 2014 | Ferrari F14 T | Ferrari 059/3 | 216 |
| 2013 | Ferrari F138 | Ferrari 056 | 354 |
| 2012 | Ferrari F2012 | Ferrari 056 | 400 |
| 2011 | Ferrari 150 Italia | Ferrari 056 | 375 |
| 2010 | Ferrari F10 | Ferrari 056 | 396 |
| 2009 | Ferrari F60 | Ferrari 056 | 70 |
| 2008 | Ferrari F2008 | Ferrari 056 | 172 |
| 2007 | Ferrari F2007 | Ferrari 056 | 204 |
| 2006 | Ferrari 248F1 | Ferrari 056 | 201 |
| 2005 | Ferrari F2005 | Ferrari 055 | 100 |
| 2004 | Ferrari F2004 | Ferrari 053 | 262 |
| 2003 | Ferrari F2003-GA | Ferrari 052 | 158 |
| 2002 | Ferrari F2002 | Ferrari 051 | 221 |
| 2001 | Ferrari F-2001 | Ferrari 050 | 179 |
| 2000 | Ferrari F1-2000 | Ferrari 049 | 170 |
| 1999 | Ferrari F399 | Ferrari 048 | 128 |