1980

Auguri a Gianpiero Lambiase

Il 14 ottobre 1980 nasce a Londra Gianpiero Lambiase, ingegnere di pista dal temperamento apparentemente imperturbabile e dalle radici italiane, oggi una delle figure più rispettate del paddock. Per Max Verstappen è diventato molto più che una voce in cuffia: il ponte tra la furia agonistica del pilota e la razionalità dei dati.

Formatosi alla scuola Jordan, poi Force India, Lambiase ha costruito una carriera silenziosa ma solidissima, fondata sulla capacità di leggere la gara in tempo reale e anticipare reazioni e strategie. Quando nel 2016 passò alla Red Bull, trovò in Verstappen un talento straordinario ma ancora imprevedibile. Da allora, il loro dialogo via radio, diretto, sincero, a volte esplosivo, è diventato parte integrante della storia della squadra.

In un’intervista Lambiase ha detto di Max: «Il suo limite? La testardaggine. È convinto di sapere sempre cosa sia meglio. La sfida, per noi ingegneri, è entrare nella sua testa».

Parole che raccontano un rapporto complesso ma straordinariamente produttivo: due caratteri distanti che si completano, due menti che parlano lo stesso linguaggio, quello della velocità. Insieme hanno conquistato quattro titoli mondiali, costruendo un’intesa nella quale non sono mai mancati confronti durissimi, ma neppure una fiducia reciproca pressoché assoluta.

Il Gran Premio di Singapore 2026 è stato l’ultimo di Lambiase con la Red Bull. Per lui comincia adesso il periodo di gardening leave, lontano dal muretto e dalle attività operative, in attesa di una nuova avventura: dal 2028 entrerà in McLaren.

È la fine di un sodalizio che ha segnato un’epoca della Formula 1. Perché, in uno sport dominato da software, simulazioni e algoritmi, Lambiase ha dimostrato quanto conti ancora la componente umana: conoscere il proprio pilota, sapere quando parlargli, quando contraddirlo e, soprattutto, quando lasciarlo guidare.




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