Andretti

Il successo ottenuto dal Gran Premio di Miami è l'emblema di quanto la Formula 1 abbia ormai trovato la svolta negli Stati Uniti. Tuttavia, secondo Michael Andretti c'è ancora molto da fare per accrescere l'interesse americano per il Circus. Ciò, ha affermato l'ex pilota, potrebbe avvenire portando in griglia un team e un pilota a stelle e strisce. Da quando suo padre, il campione del mondo 1978 Mario, ha annunciato l'intenzione di sbarcare in F1, Andretti ha lavorato duramente lavorato in questa direzione, ma la risposta del paddock non è stata troppo calorosa.

Andretti in F1, i pareri di Horner e Vasseur

horner red bull

Andretti è stato a Miami per una serie di incontri in cui ha discusso dei suoi piani con i capi delle squadre, con i funzionari della F1 e con il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem. Negli scorsi giorno, vi abbiamo riportato i pareri dei boss Mercedes e McLarnen, Toto Wolff e Zak Brown. Adesso scopriamo cosa ne pensano quelli di Red Bull ed Alfa Romeo, Christian Horner e Frederic Vasseur.


"Se vogliono più squadre, ovviamente dovranno diluire la loro quota del fondo", ha detto Horner. "Perché sarebbe ingiusto aspettarsi che le altre squadre paghino per l'ingresso indiretto dei nuovi entranti aggiuntivi".
Horner ritiene che la commissione di 200 milioni di dollari attribuisca un "valore minimo" a qualsiasi partecipante, ma ha sottolineato l'importanza di fare un'analisi a lungo termine: "È la prima volta che abbiamo 10 franchise sani. I 200 milioni di dollari sono una quantità significativa di denaro. Ma in questo affare, quando lo dividi per i partecipanti, non è granché. Quindi, alla fine, una conversazione come questa si riduce sempre all'economia".

"I 10 team di oggi sono sostenibili e stiamo andando in una buona direzione con la F1, ma forse la situazione non rimarrà invariata nei prossimi cinque o 10 anni", ha aggiunto Vasseur. "Dobbiamo fare attenzione per non tornare nella situazione prima del Covid e durante il Covid, che ci si trova nell'ultimo terzo della griglia solo in modalità sopravvivenza".

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La sfida

La sfida per Andretti sarà dunque quella di dimostrare non solo di avere le risorse per rendere credibile e competitiva una nuova squadra, ma anche di dimostrare che l'impatto di una nuova squadra compenserà la diluizione del montepremi. C'è un lungo processo su cui Andretti deve lavorare se vuole trasformare i suoi sogni in realtà. La FIA non ha ancora avviato attività formali per creare una nuova squadra, anche se Andretti ha affermato che Ben Sulayem sarebbe stato "di supporto nel processo". Staremoa vedere come andrà a finire.



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