23/04/2004 Tempo di lettura: 3 minuti
Si torna in Europa, per la prima volta nel 2004, con il classico appuntamento di Imola, che comunque rappresenta (probabilmente) l’ultima occasione di fare tappa mondiale all’Autodromo che porta il prestigioso nome di Enzo Ferrari e del figlio Dino. I problemi organizzativi, oltre a quelli (non poco importanti) creati dal prezzo poco accessibile dei biglietti e dal calo di spettacolo, potrebbero cancellare tale appuntamento dal calendario futuro della Formula 1. Ad Imola giungono, sempre più agguerrite, le Ferrari, cioè le padrone di casa. E gli uomini in rosso hanno quasi punteggio pieno, nonostante siano solamente tre le gare corse sino ad ora! Tre pole position su tre possibili per Michael Schumacher, sempre tre vittorie per lui, due doppiette rosse su tre gran premi! Nel 2000 la Ferrari era riuscita ad ottenere tre vittorie su tre ad inizio campionato (di cui la terza proprio ad Imola) con il tedesco, ma la supremazia tecnica e mentale che la scuderia italiana sta dimostrando non ha limiti. Michael è sicuramente a caccia di un’ennesima pole, un’ennesima partenza al palo. Prova ne è il tempo strabiliante fatto segnare al termine della prima sessione di libere: un tempo che polverizza di ben oltre un secondo e mezzo quello della pole dello scorso anno. Imola, però, è in questo periodo luogo di ricordi, ovviamente struggenti e dolorosi. In primis per Roland Ratzenberger ed Ayrton Senna, morti rispettivamente il sabato e la domenica dell’edizione 1994 di questo appuntamento iridato, dunque ben dieci anni fa. Tutti abbiamo in mente le immagini delle tragedie che hanno colpito due professionisti del volante, l’uno fin troppo noto, l’altro a volte ingiustamente messo da parte. Non si può non ricordare l’impegno e la grandezza di questi eroi del volante, che, per amore di questo sport, hanno paradossalmente ed in modo beffardo trovato la fine della loro vita sull’asfalto di un circuito. Il modo migliore per essere tifosi veri, come si sta facendo per ora in Emilia, così come silenziosamente in tutto il mondo, è quello di continuare a ricordare e sognare i piloti che non ci sono più con noi, ma che ancora sfrecciano ad ogni curva, su ogni rettifilo, sopra tutti i cordoli, nei nostri cuori. Sono numerose le iniziative che si sono svolte e che si svolgeranno ad Imola per questo decennale che ha cambiato la storia della Formula 1. Tornando al discorso inerente a ciò che si è verificato oggi in pista, nella seconda sessione di libere il dominio Ferrari è stato momentaneamente messo da parte ad opera delle BAR Honda, rispettivamente di Button e Sato. Michael Schumacher ha ottenuto il terzo tempo, non di molto distaccato, seguito da: Raikkonen, Trulli, Davidson (terzo pilota BAR), Montoya, Alonso, Coulthard e Ralf Schumacher. Seguono: Barrichello, Webber, Panis, Da Matta, Massa, Klien, Fisichella, Wirdheim (terzo driver della Jaguar), Zonta (terzo pilota Toyota), Heidfeld, Pantano, Bruni, Baumgartner, Leinders (Minardi), Glock (Jordan). Quest’ultimo driver è stato autore dell’unico incidente della mattinata, con un’uscita di pista e conseguente impatto sulle barriere. Si è parlato di modifiche future alla categoria regina dell’automobilismo, con un vero e proprio tuffo nel passato. Si sono sentite proposte come l’abbassamento della cilindrata da 3.0 (l’attuale) a 2.4 e da dieci ad otto cilindri! La vita dei propulsori dovrebbe essere allungata fino alla durata di due gran premi, e si abolirebbero cambi gomme durante la corsa, con pochissimi set di pneumatici disponibili per vettura. Questo è solo il “succo” delle modifiche più importanti che si vorrebbe apportare negli anni futuri, ma non nell’immediato. Domani le pre-qualifiche alle 13, con il giro singolo per l’ordine di uscita della sessione successiva, e, alle 14, le qualifiche vere e proprie, sempre con il classico giro singolo. Se il numero di spettatori nel weekend sarà pari alle ottimistiche aspettative, si potrà sperare di sanare alcuni debiti (quelli dell’autodromo verso Ecclestone) e poter così discutere del futuro del Gran Premio di San Marino, ormai entrato da decenni a far parte del calendario della F1.

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