GP Stati Uniti - Gara

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Michael Schumacher torna sul gradino più alto del podio, dopo ben quattro gran premi di fila dominati dal suo rivale, Fernando Alonso!
Indianapolis porta davvero bene alla Ferrari, che, insieme alla Bridgestone, è sempre riuscita a fare un ottimo lavoro sul circuito statunitense: basti pensare che, in sette edizioni disputate qui dal 2000 ad oggi, la Ferrari ha vinto ben sei volte, una con Rubens Barrichello (2002), cinque con Michael (2000 e, consecutivamente, dal 2003 all’edizione odierna)!
Il mondiale, dunque, è sempre più legato al dominante fattore gomme: Bridgestone e Michelin dettano legge in materia di vittorie (nulla togliendo al valore dei piloti e dei team, sia chiaro) e sfidiamo chiunque ad affermare l’esatto opposto!
La storia, comunque, sta ancora cambiando: il vento soffia in favore della Ferrari, dal momento che dall’anno prossimo è quasi certo che tutte le squadre saranno fornite dal gommista nipponico.
Impressionante la prestazione (in senso non positivo) di Alonso: non si è visto quasi niente del pilota che, sin dall’inizio della scorsa stagione, cresce sempre di più in concentrazione, precisione, efficienza, forza, grandezza. Fernando è stato, oggi, l’ombra di se stesso. Ciò, però, non ha senso se si osserva il risultato del suo compagno, Fisichella: Giancarlo ha concluso terzo, quasi in attacco, sebbene nettamente distaccato rispetto alle due Ferrari. A parità di mezzi, il nostro driver ha saputo dare di più, pur con i limiti che oggi le Michelin avevano.
Gli eventi dell’anno scorso hanno seriamente scosso (come, del resto, era normale che avvenisse) il gommista francese, che a quanto pare stavolta è corso decisamente ai ripari, mettendo momentaneamente da parte prestazioni al top pur di garantire la copertura dell’intero weekend di gara senza cedimenti imbarazzanti e sconcertanti.
Tornando a ciò che è accaduto in gara, in pista si è consumata una vera e propria “strage” di vetture: i piloti che hanno tagliato il traguardo sono stati soltanto nove, di cui sei a pieni giri. Si può quindi dire che l’ultimo classificato (Rosberg) è stato l’unico a restare fuori dalla zona punti.
Subito dopo lo start del gran premio c’è stato un mega-incidente alla prima curva, con ben sette monoposto coinvolte (tra cui le McLaren…). Decisamente spaventosa è stata l’uscita di scena di Nick Heidfeld, sempre nel corso della carambola iniziale: il driver tedesco è decollato sulle ruote di un’altra vettura e la sua BMW Sauber ha compiuto almeno una decina di piroette sull’asfalto, a mezz’aria e infine sulla sabbia delle vie di fuga. Pilota incolume, grande spavento: fortunatamente questo il risultato. La sicurezza passiva delle Formula 1 moderne è ormai quasi perfetta…
Quanto a spettacolo non si può dire lo stesso: nonostante questo diversivo, costituito dalla vittoria delle Ferrari al posto delle Renault, si sono visti pochi sorpassi, e quei pochi che sono avvenuti hanno trovato causa nelle soste ai box.
Buona la prestazione di Jarno Trulli, giunto quarto a bordo della Toyota; Liuzzi, inoltre, ha ottenuto un preziosissimo punto iridato con la Toro Rosso, portando grande gioia e soddisfazione al team gestito da Gerhard Berger.
Adesso Michael Schumacher insegue Alonso a 19 punti di distanza (ancora troppi), ma riesce a colmare in parte un distacco che stava per diventare quasi insormontabile; la Renault, invece, è a quota 131 punti, con la Ferrari diretta inseguitrice a 105.
Tra due settimane si corre in Francia, a Magny Cours, e c’è da aspettarsi un ritorno in grande stile da parte di Renault e Michelin…
Intanto godiamoci più che possiamo questo giro di boa del campionato, nella speranza che Michael Schumacher e la Ferrari siano solo all’inizio di una bella rimonta: beninteso, non facciamo il tifo per nessuno. Semplicemente, ci auguriamo che la solita monotonia, di cui la Formula 1 si è gravemente ammalata da tempo, possa sparire per lasciare spazio ad una sana competizione…

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