Gp Italia - Gara

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La McLaren va in meta e centra una doppietta fondamentale, la quarta, a ormai quattro gran premi dalla fine della stagione. Monza, sempre tinta di rosso, ha comunque accolto il trionfo di Fernando Alonso con grande sportività, non certo con l’entusiasmo generale (è un eufemismo, ovvio…) che contraddistinse la scorsa edizione del gran premio d’Italia, quella 2006, vinta da Re Michael, sovrano di speranze concrete di vittoria sul duo Alonso/Renault. Tutti sanno come andò a finire, dopo.
Il nuovo uomo al comando, adesso, è tornato: Alonso ha corso una delle sue migliori gare, complice una McLaren contro cui niente e nessuno poteva fare granchè, oggi. Fernando è stato il primo a spezzare l’equilibrio formatosi subito dopo la gara di Istanbul, dove con la vittoria di Massa tutti e quattro i primi della classifica avevano esattamente tre primi posti a testa. Lo spagnolo oggi è andato a quota quattro, raggiungendo quasi in classifica il suo compagno di squadra, Lewis Hamilton, il quale con gli otto punti del secondo posto odierno conserva ancora un minimo margine di leadership in campionato.
E la Ferrari? Quelle super Rosse viste in Turchia due settimane fa? Monza non ha premiato il famigerato passo lungo della F2007, anche se la notizia meno facile da mandar giù è il ritiro di Felipe Massa. L’ennesimo di una Ferrari che combatte contro delle McLaren Mercedes perfette, mai in avaria in tutte le gare finora viste quest’anno. L’affidabilità era sempre stata uno dei capisaldi delle grandi conquiste rosse, proprio quando a rompersi erano le stesse McLaren, qualche anno fa.
Kimi Raikkonen, dal canto suo, ha reagito alla meglio a quel brutto incidente subito nelle prove libere del sabato mattina, poco più di 24 ore fa: con una sola sosta il finnico ha cercato la via per battere almeno una delle due frecce d’argento, e per un attimo tutti hanno avuto l’impressione che ci fosse riuscito. Ci ha pensato in quattro e quattr’otto Hamilton a ridimensionare la mezza vittoria cui stava andando incontro Kimi: con gomme fresche e a pochissimi secondi dal ferrarista, Lewis ha fatto quel che Kimi non era stato capace di fare a ruoli invertiti a Budapest: lo ha attaccato ferocemente e superato nella staccata della Prima Variante.
Non era giornata per la Ferrari, questa (paradossalmente). E’ stata la giornata, o meglio, il weekend perfetto, per la McLaren: perfetto anche dal punto di vista umano. Se quelle di Ron Dennis erano lacrime vere (ma sì, ancora esisterà un po’ di autentica umanità, no?), la telecamera che dall’alto ha mandato in mondovisione l’emozione di quest’uomo ci ha mostrato a quale tensione si sia arrivati dopo l’ennesima novità degli avvisi di garanzia piovuti dalla Procura di Modena su diversi esponenti del team McLaren, dall’amministrazione al settore tecnico. Per non parlare della distensione che sembra essersi ricreata tra Alonso ed Hamilton.
Sì, giovedì sarà un giorno cruciale per la Formula Uno intera, che forse non vede l’ora di metter fine a queste velenose ma assurde storie di ordinaria follia “sportiva”. Restando in pista, in quell’ambiente ancora caldo e confortante che la tifoseria italiana sa magicamente creare con la meravigliosa e colorata invasione a fine gara, non ci rimane che celebrare la forza vincitrice di quello che resta ancora l’uomo da battere: Fernando Alonso.

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