Jenson Button

Gp Cina - Gara

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La classifica Piloti torna inaspettatamente agli stessi valori dello scorso anno: Jenson Button porta a casa il secondo trionfo stagionale, si assicura (finora) il 50% delle vittorie possibili, proietta in testa al mondiale se stesso e la McLaren e conferma di non essere la meteora che alcuni credevano. Sì, perché la freddezza e la capacità razionale con cui l’inglese è rimasto in pista mentre tutti cercavano di trovare rimedio alla pioggia iniziale entrando ai box è una dote da campione. Non ci sono dubbi. E a rendere la McLaren vera superstar di Shanghai ha ampiamente contribuito anche Lewis Hamilton: una gara da leone, da vero catalizzatore di spettacolo e divertimento.

Alla fine, infatti, abbiamo anche assistito al confronto “impossibile” tra il passato e il futuro della F1, qualcosa che quasi attendevamo da una vita: Hamilton contro Schumacher. Sono stati solo tre giri di bagarre, ma sono bastati a mandare in mondovisione un corpo a corpo degno dei migliori lottatori di arti marziali. Non importa che Michael abbia dovuto cedere, ciò che conta è che ci siamo divertiti, grazie anche ad una variabile impazzita come la pioggia, che ultimamente sovverte la trama di ogni gran premio.
La Ferrari cade ancora una volta vittima di se stessa: stavolta un banale ma umano errore di Alonso in partenza ne ha condizionato l’intera gara. Jump start: partenza anticipata. Sugli schermi lo schiacciamento della prospettiva l’ha resa difficile da individuare, ma gli occhi allenati l’avranno notata subito. Un guizzo troppo potente, più che felino, che ha consentito allo spagnolo di spiazzare senza problemi le due Red Bull che gli partivano davanti. La direzione gara, però, vede quasi tutto e decide così di affibbiargli un (giusto) drive through. La quarta posizione finale è quasi un terzo posto, dal momento che il ferrarista era arrivato vicinissimo a Rosberg, in quel momento terzo. A posteriori, senza i tanti secondi persi con la penalità, Fernando sarebbe potuto arrivare primo o secondo, guadagnando altri preziosi punti. L’episodio chiave, però, resta quell’entrata ai box con cui ha infilato il compagno di squadra Felipe Massa. Considerata da qualcuno quasi una sorta di entrata a gamba tesa, la manovra ha spiazzato Felipe e consentito ad Alonso di cambiare gomme per primo, con annesso possibile scompiglio ai box. Per ora nessun commento polemico, ma c’è da star sicuri che questa voluta dimostrazione di forza potrebbe un giorno trasformarsi in un principio di tensione.
E le Red Bull? Ancora una volta grandi in qualifica, imbattibili nelle proiezioni ma meno consistenti in gara, soprattutto quando la pioggia ha posto tutti di fronte a un bivio. Il cambiamento di condizioni ha certamente influito in modo non positivo sul rendimento, impedendo a Vettel di andare oltre la sesta piazza. Altro episodio “funesto” della gara ha riguardato proprio Vettel ed Hamilton: i due si sono dati battaglia in una sosta simultanea, con Sebastian che ha stretto, nell’ultimo tratto di pit lane, il rivale incollato alle sue ruote. Uno sbaglio obiettivamente di entrambi, rei di aver osato di più lì dove c’è un limite. Tutto si è risolto con un’ammonizione, ma viene da chiedersi se l’altra ammonizione ricevuta da Hamilton in Malesia sia cumulabile a questa (nel calcio sarebbe stato cartellino rosso…). Di sicuro lo spettacolo non è mancato neanche stavolta: la formula della pioggia sembra funzionare davvero alla grande! Prossimo appuntamento tra tre domeniche a Barcellona. Se Alonso vuole infliggere agli avversari un pericoloso fendente, ha l’occasione giusta da sfruttare (anche perché corre in casa…).

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