Gp Ungheria - Gara

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I pronostici, all’Hungaroring, dicevano Ferrari. E invece è stata soprattutto la giornata della Red Bull! Mark Webber firma il suo quarto successo stagionale e si porta in testa alla classifica, seppur soltanto per quattro lunghezze. La lotta è stata proprio tra queste due scuderie, anche se le vetture disegnate da Adrian Newey oggi hanno dimostrato la loro reale “potenza di fuoco”. Il primo dominio è stato quello di Vettel, che già sin dalla partenza ha dovuto difendersi da un attacco insidioso di Alonso, strepitoso nel sopravanzare Webber e portarsi in seconda posizione dietro il tedesco. Da quel momento in poi, però, non c’è stata storia: Sebastian ha creato tra sé e lo spagnolo un distacco di ben nove secondi nell’arco di dieci giri (quasi un secondo al giro!), rendendo ben chiaro che la vittoria, per la Ferrari, oggi sarebbe stata quasi impossibile.

Tutto stava per cambiare (e in un certo senso è cambiato) quando un’appendice alare persa da una Force India è rimasta in mezzo alla pista inducendo i commissari a fare subito uscire la safety car. La vettura di sicurezza, si sa, ha la fama di scompigliare la situazione: quasi tutti, in quei frangenti, sono entrati ai box per il cambio gomme (a parte Mark Webber…). In pochissimo tempo è accaduto di tutto: Sutil e Kubica, per un errore dei box, si sono scontrati in pit lane; Nico Rosberg ha perso la ruota posteriore destra, evidentemente non serrata; Vettel, nel momento della ripartenza, ha lasciato troppo spazio tra sé e Webber, che senza la sosta è passato in testa alla gara, danneggiando così Alonso, in quel momento terzo. Questo episodio ha indotto i commissari a penalizzare con un drive through un incredulo Vettel, non si sa fino a che punto inconsapevole del vantaggio dato al proprio compagno di squadra. Questa circostanza ha consentito ad Alonso di riprendersi la seconda posizione a una manciata di secondi da Webber. Dopo pochissimo il cambio (probabilmente) della McLaren di Hamilton ha costretto ad un amaro ritiro l’ex leader della classifica piloti.
In quei momenti, con Webber in testa ma con la prima sosta da effettuare, i giochi per la Ferrari sembravano più facili, con un’altra bella vittoria a portata di mano. La monoposto austriaca, però, ha permesso a un freddo e concentrato Webber di compiere un mezzo miracolo: l’australiano, con gomme morbide sin dal via, ha aspettato il 42esimo giro per compiere il suo primo cambio gomme, girando oltre un secondo al giro più veloce dello spagnolo e infliggendogli un distacco tale da riservarsi un ampio margine di sicurezza per il rientro in pista in prima posizione. Un capolavoro tecnico e strategico, un mix di velocità eccezionale sia della monoposto che del suo pilota, un dominio totale e inarrestabile che ha condotto Mark Webber a conquistare una vittoria importantissima, che lo rilancia alla grande nella corsa al titolo. Si potrebbe dire che la maturità di Mark ha ancora una volta battuto l’ingenua condotta di Sebastian Vettel, in fin dei conti vittima di se stesso. Con Hamilton fuori dai giochi e Button solo ottavo, sia la Red Bull che la Ferrari hanno tratto grande beneficio ed hanno ottimizzato i propri risultati (Massa quarto).
Anche Fernando Alonso, infatti, merita grandi elogi: ha resistito all’impeto di Vettel per tutta l’ultima parte della gara, senza farsi cogliere in fallo e conservando un secondo posto che vale moltissimo, soprattutto dopo la vittoria di domenica scorsa. Sì, perché adesso, secondo la matematica, Alonso potrebbe anche diventare leader della classifica a Spa, tra quattro settimane. E’ la Ferrari del finale di stagione, una squadra con una vettura in crescita, che può ancora sperare di lottare fino in fondo (anche se sarà tutt’altro che facile). Merito va anche a Petrov, ottimo quinto, così come ad Hulkenberg, sesto con la Williams, a De La Rosa, settimo con la Sauber. Da brivido profondo la manovra effettuata nel finale di gran premio da Schumacher ai danni di Barrichello, che in quel momento stava superando il tedesco. Michael ha stretto al muro molto pericolosamente Rubens, che comunque ha avuto il coraggio di ultimare la manovra e prendersi la decima posizione, scalzando l’ex compagno di squadra dalla zona punti. Una manovra effettivamente eccessiva, che ha portato Schumacher a essere messo sotto investigazione e a ricevere la penalizzazione di dieci posizioni sulla griglia per il prossimo gran premio del Belgio a fine mese.
Adesso la Formula 1 va in vacanza, con due settimane obbligatorie di stop in fabbrica per tutte le scuderie. C’è chi ha già cominciato le ferie estive, mentre chi, come la Ferrari, aspetterà ancora qualche giorno. La lunga pausa che separa questo gran premio dal prossimo è di ben quattro settimane. Un mese pieno in cui la fa da padrone la consapevolezza di avere cinque piloti nell’arco di venti punti. La classifica è calda e la lotta si preannuncia serrata…

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