La Formula 1 è in pausa estiva, le attività ufficiali riprenderanno tra due settimane a Zandvoort per il GP d'Olanda. Tutti i piloti dedicano finalmente più tempo alle famiglie ed alle loro passioni.
Lando Norris ha fatto tappa a Riad, ospite d’onore della Esports World Cup, il più grande evento mondiale dedicato agli sport elettronici che quest’anno si tiene nella capitale dell’Arabia Saudita, con tornei e show che coinvolgono i migliori team e giocatori del pianeta. All’interno del talk show EWC Spotlight, il pilota McLaren ha raccontato il suo rapporto speciale con i videogame, dalle prime esperienze da bambino fino alla passione che ancora oggi coltiva accanto alla carriera in Formula 1.
L’inglese ha svelato che tutto è iniziato con Gran Turismo su PlayStation 2: «Il primo gioco di cui mi sono innamorato è stato Gran Turismo. Mio padre lo amava e da lì è cominciato tutto». Da allora, anche grazie a un contesto familiare competitivo con il fratello e le sorelle, i videogame sono diventati parte della sua crescita. «Avevo 4 o 5 anni, non potevo ancora guidare, e i miei genitori non mi lasciavano provare altri giochi FPS. Giocavamo tutti insieme alla Wii, a tennis o altri sport. Era un modo per stare in contatto e sfidarsi».
Norris ha cominciato su console ma ha poi spiegato di sentirsi oggi più a suo agio con il gaming su PC: «Sono più un giocatore da mouse e tastiera. Ho provato tante volte con il controller, soprattutto su giochi come Halo, ma non riesco. Tutti i miei amici usano il controller, io no».

Alla domanda su come riesca a conciliare la vita da pilota con l’attività da streamer, Norris ha chiarito: «Non è così complicato. Tutti i piloti hanno un paio d’ore al giorno per rilassarsi: c’è chi legge un libro, chi fa altro, io preferisco giocare e streammare. Basta premere “go live” e puoi chiacchierare con la gente. È il mio modo per staccare». Un equilibrio che dimostra quanto il gaming sia ormai parte integrante non solo della sua vita privata, ma anche della sua immagine pubblica.
Oggi Norris è seguito da milioni di fan sui social e sulle piattaforme di streaming, ma non dimentica i primi passi: «Ricordo i miei primi streaming nel 2015, con dieci spettatori, massimo cento. Nessuno mi conosceva, ero solo un altro giovane pilota». Da allora molto è cambiato, ma la passione rimane la stessa: quella di un ragazzo che, ancora oggi, si definisce un “gamer inside”.
L’apparizione di Norris a Riad non è stata solo un cameo di lusso, ma la conferma di come il legame tra Formula 1 ed esports sia sempre più stretto, capace di avvicinare mondi paralleli che condividono la stessa ossessione: la competizione.

Norris non è il solo pilota di F1 a vivere questa passione. Max Verstappen crede a tal punto in questa connessione tra mondo digitale e mondo reale da aver fondato un suo team (RedLine), con brand verstappen.com, che ha proprio l'obiettivo di portare i più talentuosi gamer dai simulatori alle piste, e quest'anno ci è riuscito concretamente con l'esordio del team nella serie endurance.
Anche Leclerc trascorre molto tempo giocando online, così come Russell e Gasly, seguitissimi su Twitch.
Se un tempo a fare da ponte tra i campioni e la gente comune erano simboli quotidiani come la sigaretta, l’automobile di serie o persino un paio di jeans, oggi quel ruolo sembra appartenere agli esports: un terreno condiviso dove piloti e tifosi possono ritrovarsi davvero sullo stesso livello.
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