Crashgate - Di Grassi duro contro Piquet Jr: «Singapore 2008 mi costò la Formula 1»
30/10/2025 18:40:00 Tempo di lettura: 4 minuti

A diciassette anni dal celebre Crashgate, Felipe Massa ha portato la FIA in tribunale per mettere la parola fine a una delle vicende più controverse della storia della Formula 1. In questi giorni le parti stanno discutendo in aula e, proprio in questo contesto, l’ex pilota di F1 Lucas Di Grassi ha dichiarato che l’incidente di Singapore ebbe ripercussioni significative anche sulla sua carriera agonistica.

Il controverso Gran Premio di Singapore 2008 vide Nelson Piquet Jr. ricevere l’ordine dalla Renault di provocare intenzionalmente un incidente per favorire il compagno di squadra Fernando Alonso, che poi conquistò la vittoria. A distanza di diciassette anni, la vicenda è tornata d’attualità con l’avvio dell’azione legale di Massa contro la FIA, la Formula 1 e Bernie Ecclestone.

Il brasiliano chiede un risarcimento di 64 milioni di sterline più gli interessi, sostenendo che il famigerato episodio gli sia costato il titolo mondiale 2008, poi vinto da Lewis Hamilton. L’ex ferrarista era presente mercoledì all’Alta Corte di Londra per la prima delle tre udienze previste.

La causa si basa sulle dichiarazioni di Ecclestone, che nel 2023 ammise di essere stato a conoscenza del piano della Renault, ma di aver taciuto insieme all’allora presidente della FIA Max Mosley per “proteggere lo sport”.

Di Grassi, amico di lunga data di Massa e oggi protagonista della Formula E, era all’epoca pilota di riserva della Renault e assistette alla gara dal muretto box. Parlando ai microfoni di RacingNews365, ha spiegato il proprio punto di vista: "Non posso generalizzare per il Brasile, ma dal mio punto di vista Felipe è un amico e quell’anno disputò un campionato straordinario. Meritava di vincere? Sì. Ma in questo sport succedono troppe cose: se iniziamo a rivedere ogni episodio degli ultimi quarant’anni, ci sono troppi ‘se’ per giustificare tutto".

Il campione 2016 di Formula E ha poi aggiunto: "Vorrei che fosse campione, sì. Credo fosse il campione morale di quell’anno. Ma se vincesse la causa, cambierebbe davvero qualcosa? Forse dal punto di vista finanziario, ma non vorrei che si aprisse un precedente per ogni mondiale perso in modo controverso".

Secondo Di Grassi, l’incidente orchestrato da Piquet Jr. ebbe un impatto anche sulla sua carriera: "Mi ha danneggiato. Ero il pilota di riserva Renault e stavo per prendere il posto di Nelson, che era praticamente licenziato. Dopo Singapore però si è bloccato tutto e lui è stato addirittura rinnovato. Quell’episodio ha avuto un effetto diretto sulla mia carriera. Avrei potuto ottenere punti in Formula 1 e cambiare la mia vita anche dal punto di vista finanziario".

Di Grassi ha poi concluso il suo intervento rivelando che, nonostante fosse all'interno del team Renault, lui stesso scoprì dell'intenzionalità del gesto solamente nel 2009 quando tutto venne allo scoperto: "Avevo dei sospetti, ma non avevo prove. Ho saputo tutta la verità solo quando l’inchiesta è stata completata".

Nonostante Lucas Di Grassi non abbia proseguito la sua carriera in Formula 1, da diversi anni è uno dei protagonisti assoluti del Mondiale di Formula E. Nella prossima stagione affiancherà il giovane Zane Maloney al volante della Lola Yamaha.

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Foto copertina x.com


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