Addio a de Adamich: dal volante alla voce, una vita per le corse
05/11/2025 11:35:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Se n’è andato in silenzio, come spesso faceva anche in TV, lasciando che fossero le immagini e i motori a parlare per lui. Andrea de Adamich, classe 1941, è morto a Milano nella notte tra ieri e oggi, all’età di 84 anni. Pilota raffinato, voce autorevole, volto familiare per generazioni di appassionati: la sua scomparsa segna la fine di un’epoca in cui la passione per le corse si trasmetteva con eleganza, competenza e stile.

Dalla pista alla telecamera: ma chi era Andrea de Adamich?

Addio a de Adamich: dal volante alla voce, una vita per le corse

Triestino di nascita, de Adamich ha vissuto il motorsport in tutte le sue forme. Campione italiano di Formula 3 nel 1965, protagonista con Alfa Romeo nel Turismo europeo e poi pilota di Formula 1 con Ferrari, McLaren, March, Surtees e Brabham. Non ha mai vinto un Gran Premio, ma ha lasciato il segno con la sua versatilità e il suo approccio tecnico, correndo anche nel Mondiale Sport Prototipi.

Ma è stato il suo passaggio alla televisione a renderlo un’icona. Con Grand Prix su Italia 1 ha portato la Formula 1 nelle case degli italiani, raccontando il mondo delle corse con competenza e sobrietà. Non urlava, non cercava il sensazionalismo: spiegava, analizzava, accompagnava. Era il commentatore che ti faceva sentire parte del paddock, di quel mondo che sembra tanto lontano eppure con lui non lo era affatto.

Una voce che ha educato alla passione

De Adamich non era solo un ex pilota prestato alla TV. Era un divulgatore, un ponte tra il rombo dei motori e il pubblico. Ha raccontato la Formula 1, la 500 Miglia di Indianapolis e il Mondiale Prototipi, sempre con quel tono pacato e autorevole che lo ha reso unico. Ha fondato anche il Centro Internazionale Guida Sicura, dimostrando che la velocità può andare d’accordo con la responsabilità.

Nel 2022 lo Stato italiano lo ha insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscendo il suo contributo alla cultura automobilistica nazionale.

Andrea de Adamich non è stato solo un pilota o un giornalista. È stato un riferimento. Un uomo che ha vissuto il motorsport con rispetto, competenza e passione. In un mondo che corre sempre più veloce, lui ha insegnato a guardare, capire, ascoltare. E ora che il suo motore si è spento, resta il ricordo di una voce che ha fatto scuola e di un uomo che ha fatto strada.

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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