Carlo Vanzini, giù il cappello
07/12/2025 07:20:00 Tempo di lettura: 2 minuti

Tra un gran premio e l'altro, tra un pronostico mondiale e una qualifica, tra un team radio di Hamilton e una delusione di Leclerc, Carlo Vanzini ha scelto di parlare. Di parlarci. Dopo aver saputo del suo male, senza aver avuto un'avvisaglia che fosse una, a livello di sintomi. Senza aver potuto dubitare, prima, né "indossare" lo stato d'animo adatto per un minimo d'apprensione. 

Ha scelto di raccontare del suo male al pancreas soprattutto per proteggere i suoi figli, ai quali nel frattempo è toccato in più occasioni di leggere commenti sul "cambio di look" del padre, sulle tante pagine che ti fanno maledire il fatto che certa gente abbia le dita, visto ciò che scrive. 

L'uomo che decide di condividere il suo percorso di vita e il suo modo di affrontare la paura, dopo il trauma della diagnosi, parla anche a nome dei tanti che non si chiamano Vanzini e che non possono ricevere le virtuali pacche sulle spalle che ora stanno arrivando al telecronista di Sky; parla con la dignità monumentale di tutti quelli che si ritrovano nudi quando è la loro stessa esistenza a sfidarli; parla persino a chi non sa fare altro che insultare o scrivere le cose più idiote che possano venirgli in mente, come augurare il male per la descrizione di un sorpasso. 

Ora che il male c'è davvero e che Carlo Vanzini ha già intrapreso il percorso per debellarlo, persino quegli idioti dovrebbero aver imparato qualcosa, nel frattempo. È il nostro pregiudizio (troppo?) ottimistico, prima di riflettere sul fatto che dovremmo tutti ringraziare un uomo che, invece di continuare a beccarsi battute sull'assenza di barba o sulla testa rasata, ci mette a conoscenza del tratto di cammino che ora è obbligato a intraprendere, indipendentemente dal fatto che potrebbe un giorno capitarci, o forse mai. Ci saranno un po' di dementi che troveranno il modo di rincarare i loro insulti proprio per questo, vedrete; che non si fermeranno neppure davanti al rispetto che si deve a chi affronta la sofferenza: Vanzini l'aveva messo in conto, non per questo ha derogato alla necessità di far sapere a tutti come stanno le cose. E, se permettete, ci vogliono due palle cosi. 

Foto copertina x.com

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