Max Verstappen vive un momento di rottura con la Formula 1: risultati in calo, frustrazione crescente e un regolamento che non lo convince più. Nel vuoto creato dalla lunga pausa del calendario, le sue parole hanno acceso un dibattito che coinvolge anche voci storiche del paddock. Tra queste, Eddie Irvine, che non ha perso l’occasione per dire la sua con la consueta schiettezza.

Verstappen è passato dall’essere il riferimento assoluto della categoria a un avvio di stagione che non gli somiglia. Nessun arrivo nei primi cinque, appena 12 punti e un nono posto che stride con il suo passato recente. Il contrasto con il 2023, stagione da 575 punti, è quasi surreale.
L’olandese non nasconde il malessere: il nuovo regolamento lo ha allontanato dal piacere di guida e la Red Bull non è più la macchina dominante. Mercedes, Ferrari e McLaren hanno interpretato meglio la rivoluzione tecnica, lasciandolo in una posizione che non riconosce come sua.
La pausa forzata ha amplificato ogni discussione, e Irvine ha colto il momento per puntare il dito contro la direzione tecnica della F1:
«Non mi piace affatto questa F1. Devono assolutamente apportare dei cambiamenti, non è possibile che tutto dipenda dalla carica della batteria. Adoro le auto elettriche, ne ho quattro, ma non ha senso cercare di rendere ecologica la serie di punta. E queste auto sono pericolose».
Sul malessere di Verstappen concorda, ma quando gli viene chiesto se l’olandese possa davvero lasciare, il tono cambia:
«La F1 non ha bisogno di Max, ci sono molti piloti di talento. A Verstappen dà fastidio stare a metà classifica, ma se pensi al suo stipendio, ha più di 50 milioni di buoni motivi per restare».
Tra risultati deludenti, regolamenti contestati e un futuro improvvisamente incerto, Verstappen attraversa una fase che non aveva mai affrontato. Ma dietro le sue parole, secondo Irvine, c’è più frustrazione che reale intenzione di abbandonare la scena. La F1 resta in attesa, pronta a scoprire se questo è solo un passaggio a vuoto o l’inizio di una nuova storia.
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