La F1 che guida da sola: il sorpasso che Norris non voleva apre un caso enorme
07/04/2026 14:35:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Le prime tre gare della nuova era F1 hanno acceso un allarme che va oltre i sorpassi artificiali: i piloti non controllano più del tutto le loro vetture. E quando un regolamento storico viene messo in discussione, significa che il problema è più profondo di quanto sembri.

 

Un sorpasso “accidentale” che apre una crepa nel sistema

La F1 che guida da sola: il sorpasso che Norris non voleva apre un caso enorme

L’episodio che ha fatto scattare il campanello d’allarme arriva da Suzuka: Lando Norris supera Lewis Hamilton senza volerlo. Non per scelta, non per strategia, ma perché la batteria decide di erogare potenza nel punto sbagliato, nel momento sbagliato.

«Non volevo superarlo, ma la batteria ha deciso per me», ha spiegato Norris.
Il problema è semplice e inquietante: se il pilota alza il piede per evitare un contatto, il sistema interpreta il ritorno sul gas come un nuovo input e riattiva la potenza elettrica. Risultato: sorpasso involontario, batteria svuotata, difesa impossibile.

È un comportamento che non solo altera i duelli, ma mina un principio cardine della F1: il pilota deve guidare la vettura da solo e senza aiuti.

 

Brundle lancia l’allarme: “Così si viola un regolamento fondamentale”

Martin Brundle, voce autorevole e mai indulgente, ha sintetizzato il problema con una chiarezza che ha fatto rumore:
«La potenza deve essere proporzionale al pedale. È un principio fondamentale. Il pilota non può avere sorprese da una macchina che impara da sola.»

Il punto non è solo sportivo, ma filosofico: se la vettura decide quando erogare potenza, il pilota non è più pienamente responsabile delle sue azioni.E questo, per Brundle, è inaccettabile.

Il problema non riguarda solo i duelli: in qualifica, un leggero lift per correggere una scodata può svuotare la batteria e compromettere il giro.
È successo più volte quest’anno, ed è stato un fattore anche nell’incidente di Ollie Bearman in Giappone, con Franco Colapinto 50 km/h più lento pur essendo entrambi a gas spalancato.

 

Un regolamento da rivedere 

La questione non è marginale: il nuovo pacchetto 2026, ancora più ibrido e dipendente dall’elettrico, rischia di amplificare il problema.
Se oggi i piloti lamentano sorpassi “automatici”, domani potremmo trovarci con vetture che decidono troppo.

La FIA dovrà intervenire su un punto chiave: la potenza elettrica deve rispondere al piede del pilota, non a un algoritmo. È un tema tecnico, ma anche identitario: la F1 può evolversi, ma non può perdere il suo principio fondante.

 

Il caso Norris-Hamilton non è un’anomalia: è un sintomo. La F1 ha spinto l’ibrido al limite, ma ora deve assicurarsi che il pilota resti al centro del sistema. Perché se la vettura decide da sola quando attaccare o difendere, non è più Formula 1: è qualcos’altro.

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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