In Formula 1 le distanze non si misurano solo in decimi, ma anche in silenzi, passi indietro e presenze che cambiano forma. È per questo che, quando Mark Webber è apparso meno visibile accanto a Oscar Piastri, il paddock ha iniziato a interrogarsi. Non c’erano dichiarazioni, né segnali espliciti, solo una nuova dinamica che sembrava suggerire qualcosa. Eppure, come spesso accade, ciò che si vede non è sempre ciò che accade davvero.

Oscar Piastri ha voluto chiudere il cerchio: nessuna rottura con Mark Webber, nessuna tensione nascosta. Il pilota McLaren ha spiegato a Fox Sports che il suo storico mentore è ancora parte attiva del suo percorso, anche se con un ruolo meno esposto rispetto al passato.
«Sono ancora molto coinvolto e ho parlato molto con lui dall'inizio dell'anno», ha detto Piastri. «Sto acquisendo più esperienza nella mia carriera e c'è anche il fatto che, avendo più esperienza, posso prendere alcune di queste decisioni e porre alcune di queste domande da solo».
Il cambiamento, secondo lui, è naturale:
«Soprattutto nei primi due anni, Mark mi poneva molte domande a cui non avevo nemmeno pensato… Credo che ora alcune di quelle domande mi vengano in mente in modo molto più spontaneo. È semplicemente una naturale evoluzione, in realtà».
Il nuovo volto della sua gestione, Pedro Matos, non è un sostituto: è un’aggiunta. Ma nel paddock, come sempre, l’assenza pesa più della presenza.
Dopo aver sfiorato il titolo 2025, le aspettative su Piastri erano altissime. Ma le prime gare hanno mostrato una McLaren meno dominante, e questo ha alimentato nuove speculazioni: un pilota ambizioso, un manager influente e un mercato in fermento.
Il contratto “pluriennale” lega Piastri a Woking, ma non lo incatena. E nel paddock c’è chi ipotizza che Webber stia già guardando oltre, anche se le opzioni non sembrano molte. Nonostante ciò, la McLaren, inoltre, appare sempre più una squadra costruita attorno a un solo pilota — un déjà-vu che ricorda molto l’attuale scuderia di Max Verstappen.
E poi c’è un dettaglio che nessuno dimentica: quando Webber si muove, lo fa in profondità.
Piastri parla di evoluzione, non di distanza. Webber resta nell’ombra, ma non scompare. E mentre la McLaren cerca di ritrovare la forma, il mercato piloti si prepara a un’estate che potrebbe riscrivere più di un equilibrio. In questo scenario, la domanda non è se ci sia una frattura quanto piuttosto cosa stiano preparando.
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