La scorsa settimana vi avevamo riportato come il Consiglio comunale di Monza avesse approvato, quasi all’unanimità, il piano per i nuovi lavori di ammodernamento dell’Autodromo Nazionale. Si tratta di interventi ritenuti fondamentali per garantire il futuro del Gran Premio di Formula 1 a Monza. Tuttavia, all’uscita dall’aula, non sono mancate le polemiche: il Comitato per il Parco e il Comitato La Villa Reale è anche mia hanno infatti espresso una dura opposizione.
"Garantita la rovina, da precaria a stabile, per il futuro del nostro Parco", esordiscono i comitati, secondo i quali "pare di essere tornati al 1908, quasi 120 anni fa, quando Marinetti, nel suo Manifesto del futurismo, scriveva, tra l’altro: noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa [...] è più bella della Vittoria di Samotracia".
Per le due realtà cittadine, però, la storia ha raccontato tutt’altro: traffico congestionato, inquinamento, rumore e persino vittime. Eppure, sottolineano, "per denaro, consenso e voti si può fare questo e altro".
Il dissenso si fonda anche su motivazioni storiche. Ripercorrendo l’ultimo secolo, i comitati ricordano come l’impianto sia stato spesso interessato da cantieri e modifiche: dall’ippodromo al campo da golf negli anni Venti, fino ai tentativi degli anni Ottanta di limitarne l’impatto, passando per il piano Piccinato del 1971 e le proposte di demolizione dell’anello sopraelevato.
Come riportato anche da Il Cittadino MB, le critiche riguardano anche l’aspetto economico. "Nonostante le centinaia di migliaia di biglietti venduti dall’autodromo (oltre 300.000), questi lavori debbano essere pagati dai contribuenti", evidenziano i comitati. L’investimento previsto è di circa 75 milioni di euro, a cui si aggiungono i quasi 30 milioni richiesti da Liberty Media per mantenere Monza in calendario.
Ma la preoccupazione principale resta quella ambientale: "Migliaia di nuovi metri cubi di cemento in un parco storico. Circa 30mila, dato peraltro non reso noto", scrivono, criticando anche le richieste di Liberty Media, accusata di voler ampliare sempre più il calendario della Formula 1 per ragioni economiche. "Il rischio per Monza è quello di rimanere stritolata nella competitività globale. Cosa ci chiederanno la prossima volta?"..
Secondo i comitati, la priorità dovrebbe essere ripensare il Parco in funzione della sua storia, della sua vocazione culturale e dei bisogni reali dei cittadini. Restano infine alcune perplessità anche sulle tempistiche: la concessione dell’autodromo scade infatti a fine 2028, mentre il contratto per il Gran Premio è valido fino al 2031. La questione resta dunque aperta. Sono attesi ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
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