«Forse è stato duro, ma ha ragione»: Mansell difende Verstappen e attacca la F1
15/04/2026 14:18:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Quando un campione del passato decide di intervenire, non lo fa mai per caso. Nigel Mansell osserva la Formula 1 da una distanza che gli permette di vedere ciò che spesso sfugge a chi è immerso nel presente: tensioni sottili, regole che cambiano la natura dello sport, piloti che iniziano a chiedersi se valga ancora la pena restare. E così, mentre Max Verstappen critica apertamente il regolamento e qualcuno sussurra la parola “ritiro”, Mansell sceglie di esporsi. Non per difendere un nome, ma per difendere un’idea di F1 che rischia di scivolare via.

 

Un campione che riconosce un altro campione

«Forse è stato duro, ma ha ragione»: Mansell difende <a href=https://www.formula1.it/pilota/112/verstappen>Verstappen</a> e attacca la F1

Nigel Mansell, campione del mondo 1992, ha espresso il proprio sostegno a Max Verstappen nel momento in cui il pilota olandese critica l’attuale regolamento e circolano voci su un suo possibile addio.

In un’intervista a Sky Sports F1, il 72enne ha respinto con decisione l’ipotesi del ritiro, pur sostenendo la franchezza del quattro volte campione del mondo:

«No, no, no. Max sta esprimendo la sua opinione. È un campione di classe. È un campione del mondo incredibile. Quello che ha fatto negli ultimi cinque anni è sbalorditivo. L’anno scorso ha sfiorato il titolo».

Per Mansell, le parole di Verstappen non sono un attacco gratuito, ma un segnale che merita ascolto:
«Sta giustamente esprimendo ciò che prova. Forse è stato un po’ troppo duro. Ma Lando [Norris] e molti altri piloti… [le regole] devono semplicemente essere modificate.»

 

Un regolamento che frena più dei freni

Mansell non si limita a difendere Verstappen: mette in discussione la direzione stessa della Formula 1. Il suo bersaglio è il recupero di energia, il “super clipping”, la riduzione forzata della velocità in ingresso curva:

«Tutto questo recupero di energia, entrare nelle curve veloci e rallentare da 50 a 70 chilometri all'ora, non è Formula 1. La Formula 1 è i piloti che mostrano il loro talento… Alonso è stato molto divertente, dicendo: ‘Il mio chef sa guidare la macchina’.»

Le sue parole si inseriscono in un malcontento crescente: piloti, team e figure del paddock stanno criticando norme percepite come troppo restrittive e lontane dalla guida pura.

La FIA, dal canto suo, ha dichiarato di essere in contatto con scuderie e costruttori per valutare eventuali modifiche, qualora lo ritenga opportuno.

 

Mansell non parla per nostalgia, ma per lucidità. Difende Verstappen perché difende un principio: la Formula 1 deve permettere ai piloti di essere piloti, non passeggeri di sistemi complessi. E quando due generazioni così distanti arrivano alla stessa conclusione, forse non è più una critica: è un avvertimento.

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Foto copertina x.com

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