Cari amici e amiche di Formula1.it, anche il GP di Miami si è concluso: Antonelli continua la sua corsa inarrestabile, la McLaren inizia a far tremare gli avversari e la Ferrari cade nello sconforto. Gli argomenti di cui parlare sono davvero tanti, e i nostri pareri non possono più attendere: siete pronti? Iniziamo!
Il primo a tagliare la bandiera a scacchi sotto le nuvole grigie di Miami è ancora il nostro Antonelli (9): gara impeccabile e con poche sbavature, che gle permette di allungare nel mondiale e soprattutto di alimentare i dubbi dall'altra parte del box. Un Russell (6) assente e pieno di difficoltà come mai visto finora ci porta a chiederci: ma questa W17 è davvero adatta a entrambi o è cucita addosso al buon Kimi? Oppure, semplicemente, questa nuova filosofia di monoposto sta mettendo in difficoltà il nostro Mr. Brontolone? Chissà, con George non si può mai stare sereni.
Stella non parla mai a caso: la McLaren arriva a Miami assumendo le sembianze di una tigre. Veloce e imprevedibile, Norris torna a vita (8) e vince la Sprint, e il doppio podio sia il sabato che la domenica con Piastri (7) che all'ultimo riesce a prendersi il terzo posto, rimette il duo Papaya in corsa mondiale. Come una matriosca, in Canada assisteremo a nuovi aggiornamenti sulla MCL39: riusciranno a scombinare i piani della Mercedes?
Gli aggiornamenti sono arrivati, la Macarena è a bordo, eppure Leclerc (5) e Hamilton (4) hanno giocato nell'anonimato. Il monegasco, esausto di vedere persino una Papaya davanti, ha giocato male le sue carte, passando dalla Macarena alla Mazurka con il suo bel testacoda a fine gara. Il rammarico sul suo volto è alle stelle; e pensare che abbiamo assistito all'anticipo della gara per il rischio di fulmini: nel box Ferrari sono arrivati senza alcun preavviso. Sconsolato e disperso Hamilton, assente per gran parte del weekend: riusciremo a rivedere la luce con sta SF-26?
Chi è tornato a scaldarci i cuori e far vibrare la pelle è Max Verstappen (8): tra la nuova ala che più che Macarena sembra una mongolfiera, l'olandese è riuscito a farci divertire. Il super giro nelle qualifiche non è servito a mantenerlo in lotta per la vittoria per un errore alla partenza, ma la forza di Max sta nel recuperare senza arrendersi. E se la pioggia fosse arrivata, chissà se con quella strategia così azzardata non sarebbe riuscito a trionfare. Ad ogni modo, bentornato! Non possiamo dire lo stesso per Hadjar, che con l'errore che gli è costato il ritiro, il francese si è trasformato da pilota di Formula 1 a Ralph Spaccatutto. Chissà, se faranno mai un live action del cartone Disney, abbiamo già trovato il protagonista perfetto.

Chi ci ha sorpreso è certamente Franco Colapinto (9): la spinta dei tifosi argentini avrà fatto risalire il piede del pilota Alpine, che è riuscito a chiudere davanti alla diretta concorrenza. Il ritiro di Gasly (N.C) pesa, ma da Miami in poi il team di Enstone avrà davvero due piloti su cui poter contare?
Nonostante il sovrappeso anche la coppia Sainz-Albon (7) è riuscita a conquistare doppi punti. Probabilmente Miami è riuscita a oscurare le gravi criticità della FW48 e far eccellere il buon motore Mercedes, ma almeno la Williams è tornata a respirare....A discapito della Haas, fuori dalla zona punti (3)
Nonostante i guai persistano, l'Aston Martin è riuscita sia con Alonso che con Stroll (4) a chiudere la gara. L'AMR26 è ancora troppo fragile e anche gli umori dei piloti diventano sempre più tesi, con lo spagnolo che torna a buttare veleno sulla Ferrari: Nandone, non risolverai i tuoi problemi facendo l'uccello del malaugurio, io lo dico per te eh, l'invidia rovina la pelle. Stessa sorte anche per la Cadillac, con Bottas e Perez (3) lontani ma quantomeno in pista.
Altri 15 giorni senza la Formula 1 saranno una tortura...fortuna che da Montreal vedremo più spesso i nostri ragazzi in pista.
Ci sentiamo presto amici miei,
La vostra Rompipaddock.
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