Winkelhock capisce Verstappen: «Vincere al Nurburgring è come un campionato»
13/05/2026 10:25:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Markus Winkelhock sa bene cosa spinge Max Verstappen verso la 24 Ore del Nürburgring. Per chi l’ha vinta quattro volte, quella gara non è solo una sfida estrema: è un titolo mondiale concentrato in un giorno e una notte, un traguardo che segna una carriera e che spiega perché anche un quattro volte campione del mondo di F1 la consideri un obiettivo da inseguire.

 

Un legame profondo con il Nürburgring

 Winkelhock capisce Verstappen: «Vincere al Nurburgring è come un campionato»

Il nome di Markus Winkelhock è familiare ai tifosi di lunga data della Formula 1. Nel 2007 disputò una sola gara, proprio al Nürburgring, e in quell’unica apparizione riuscì persino a portarsi in testa prima del ritiro. In Germania, però, il 45enne è ricordato soprattutto per ciò che ha costruito lontano dalla F1: anni nel DTM e quattro trionfi nella 24 Ore del Nürburgring, il cuore pulsante del motorsport tedesco.

«Vincere una gara di 24 ore è quasi come vincere un campionato», racconta. «Hai una sola occasione all’anno, e per questo è così speciale. È uno dei motivi per cui Max l’ha messa nella sua lista dei desideri: Nürburgring, Spa, Le Mans… sono obiettivi che parlano alla sua natura di pilota».

Per Winkelhock, la magia della 24 Ore sta nella sua imprevedibilità. Non vince sempre il più veloce: contano l’affidabilità, la gestione, la capacità di sopravvivere al caos del Nordschleife. Eppure, se si parla di pura velocità, Verstappen ha un pacchetto che può davvero puntare al colpo grosso.

 

Mercedes favorita, ma il rischio è dietro ogni curva

Secondo Winkelhock, il Balance of Performance attuale gioca a favore della Mercedes.

«Se il BOP è dalla loro parte – e penso che lo sia – Max ha una possibilità reale di vincere», spiega.
La sua AMG GT3 è considerata una delle vetture più solide sul tracciato, insieme ad Audi e Porsche. A questo si aggiunge un equipaggio di altissimo livello: piloti ufficiali Mercedes, esperienza, ritmo, costanza.

Ma il tedesco non nasconde le insidie.
«Max deve stare attento nei sorpassi. Forse dovrebbe andare un po’ più piano, pensare alla distanza. È una gara che ti punisce se esageri. Ma, nonostante tutto, credo che abbia buone possibilità di vincere».

Il messaggio è chiaro: Verstappen ha il talento, la macchina e la squadra. Ma al Nürburgring, nulla è garantito. È proprio questo, però, che rende quella vittoria così desiderata.

 

Per Winkelhock, la 24 Ore del Nürburgring non è una semplice gara: è un rito, un Everest del motorsport. E se c’è un pilota che può scalarlo, è proprio Verstappen. Ma per arrivare in cima serviranno velocità, lucidità e la capacità di rispettare un circuito che non perdona.

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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