Il secondo posto di Lewis Hamilton al GP del Canada segna un momento di svolta: in un weekend caotico, con il ritiro di George Russell e una Ferrari finalmente più competitiva, l’inglese ritrova ritmo, fiducia e competitività. Un risultato che pesa, perché arriva dopo mesi difficili e coincide con un pacchetto di aggiornamenti che sembra aver rimesso in moto la squadra.

Hamilton esce da Montréal con un sorriso che non si vedeva da tempo. Il podio non è solo un numero: è la conferma che la Ferrari sta tornando a costruire una base solida, anche in un weekend segnato dal KO tecnico di Russell. E soprattutto, è la conferma che Hamilton può tornare a lottare con Max Verstappen, un confronto che negli ultimi anni era diventato raro.
«Innanzitutto, devo dire un enorme grazie alla mia squadra. Questi ragazzi mi hanno accolto a braccia aperte, e l’ultimo anno e mezzo è stato piuttosto difficile, quindi riuscire finalmente a trovare il giusto equilibrio e vivere un buon fine settimana è una sensazione incredibile essere di nuovo qui. Soprattutto con questi ragazzi così veloci, e ho anche potuto gareggiare con Max, il che è stato fantastico».
Hamilton misura il valore della sua gara non solo nel risultato, ma nella qualità della battaglia. E questo dice molto sul livello raggiunto dalla SF-26 aggiornata.
Il cuore del suo commento è tecnico: Hamilton sa che questo podio nasce da un pacchetto di aggiornamenti introdotti tra Miami e Montréal, e che ora comincia a dare risposte concrete.
«Penso che sia sicuramente un risultato incoraggiante, dato che questo fine settimana molti team hanno portato aggiornamenti. Noi abbiamo introdotto il nostro pacchetto più importante a Miami e il team sta lavorando davvero sodo in fabbrica. Speriamo di avere altri aggiornamenti in arrivo.
Considerando che questo è un circuito dove conta molto la velocità in rettilineo e siamo riusciti a tenere duro e ottenere questo risultato, mi dà sicuramente grandi speranze per il futuro, ma dobbiamo continuare a spingere e cercare di ottenere ancora di più».
Il Canada non è stato un circuito semplice per la Ferrari negli ultimi anni. Proprio per questo, il secondo posto pesa il doppio: è un segnale che la direzione tecnica intrapresa sta funzionando.
Hamilton lascia Montréal con una sensazione che non provava da tempo: quella di essere di nuovo al centro di un progetto che cresce. La Ferrari non è ancora dove vuole essere, ma ha ricominciato a respirare e Hamilton, questa volta, respira con lei.
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