Zm. M m. Za gara di George Russell al Madring è la storia di una domenica costruita con attenzione: ritmo solido, una Mercedes più stabile, una gestione gomme che gli dava fiducia e una strategia pensata per portarlo lontano con la gomma Hard. L’idea era chiara: allungare lo stint con le dure, aspettare che la gara si aprisse e sfruttare il momento giusto per rientrare. Ma il Madring vive di attimi e la Virtual Safety Car arrivata al giro 14 ha ribaltato tutto, consegnando un vantaggio enorme ai piloti su medie e togliendo a Russell la finestra strategica che aveva preparato.
Quando gli viene chiesto della strategia, Russell non ha bisogno di pensarci troppo: la gara l’ha già letta tutta.
«Le gomme dure erano chiaramente di gran lunga le migliori. Il nostro obiettivo era arrivare al giro 40.»
È il punto di partenza di un piano che, fino a quel momento, stava funzionando. Infatti, nei piani della Mercedes c’era l’idea di allungare lo stint, convinta che i piloti su medie avrebbero dovuto fermarsi intorno al giro 15. Poi arriva l’attimo che cambia tutto:
«La Safety Car è entrata al giro 14.»
Un singolo giro di differenza, ma sufficiente per ribaltare la gara. Russell lo dice con la sincerità di chi non cerca scuse:
«È stato un tempismo quasi perfetto per quei piloti. Ha un po’ rovinato la gara a me e a Charles.»
E quando Slater gli chiede se avrebbe potuto restare fuori, Russell chiude il discorso con lucidità:
«Forse avrei potuto restare in pista con lui, ma alla fine avrei comunque concluso nella stessa posizione.»
È la consapevolezza di un pilota che sa che la gara è stata decisa da un fattore esterno, non da una scelta sbagliata o da un suo errore.
Quando la conversazione si sposta sul progetto Mercedes, Russell cambia tono: non più la frustrazione della strategia, ma la soddisfazione per il lavoro fatto dopo la qualifica complicata di ieri.
«Penso che oggi il ritmo fosse davvero ottimo. Credo che fosse tra i più veloci in pista oggi.»
È la frase che definisce la sua domenica: la prestazione c’era, anche se la classifica non la riflette.
«Quindi me lo prendo, ma il risultato non c’è stato.»
È un modo elegante per dire che la velocità non è stata premiata.
E poi arriva lo sguardo alle prossime gare:
«Nel complesso, sono state un paio di gare migliori dopo la pausa. Continuerò semplicemente a cercare di fare progressi e vedremo cosa ci riserverà la prossima tappa.»
Qui c’è la parte più importante: Russell sente che la Mercedes sta crescendo. Infatti, sente che la vettura è più prevedibile, il lavoro sulle gomme posteriori sta dando frutti e lui stesso sta entrando in una fase più solida della stagione. Non parla di vittorie, non fa promesse: parla di progressi ed è esattamente ciò che la Mercedes deve costruire adesso.
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