Daniel Ricciardo Red Bull Racing RB10 Renault

Gp Italia 2014 - Gara

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Ci aveva vinto nel 2012, Lewis Hamilton, all’Autodromo Nazionale, il cosiddetto tempio della velocità, l’ultimo baluardo di una generazione di circuiti ormai un po’ in via di estinzione. Piste nelle quali il concetto di velocità rappresentava spesso un limite alla vita stessa, una sfida per la sopravvivenza, il lato più estremo del mondo delle corse che fu. I cavalieri moderni corrono ormai su tracciati sicuri, modificati sapientemente nei punti chiave, e Monza non ha fatto eccezione: nel 2000 fu modificata per sempre la Prima Variante con una staccata secca e l’eliminazione della famosissima doppia chicane, scuola di pilotaggio. Poche settimane prima dell’appuntamento odierno con il gran premio d’Italia, è toccato alla Parabolica ricevere uno strato esterno di asfalto al posto della ghiaia. Cambiano i tempi, cambia l’aspetto ma la sostanza un po’ rimane e quindi rimangono i brividi, le emozioni (termine abusato ma appropriato), lo stupore di una pista che è un evento nel calendario del mondiale di Formula 1.


Non era un mistero immaginare che le Mercedes avrebbero avuto vita facile su questo circuito, che premia certamente la maggior capacità di gestione ed erogazione della potenza propulsiva. Un settore in cui le Frecce d’Argento del 2014 hanno battuto senza pietà tutti i rivali. E non è un mistero che in molti si aspettavano una sfida all’ultimo sangue tra i due piloti della casa tedesca, ormai precipitati in una fredda quanto imbarazzante rivalità che ha sostituito ciò che un tempo era un’amicizia di lunga data. Lewis Hamilton, poleman perfetto del sabato, è stato spiazzato ancora una volta in partenza dalla fredda concentrazione di Nico Rosberg, che sembrava ormai destinato a restare in testa alla gara e uccidere un po’ questo finale di campionato. A Monza, però, c’è spesso una forza quasi mistica, vicina a certi concetti espressi da Lewis in questa stagione, che cambia la storia, le dà un nuovo volto e regala quei colpi di scena che sanno fare andare in delirio il caldo pubblico italiano. Spesso quella forza è stata invisibile compagna della Ferrari, con la storia pronta a darcene prova. Oggi, invece, si è manifestata tra gli aspiranti al titolo, con quei due lunghi in frenata di Rosberg alla Prima Variante che hanno spianato la strada al suo compagno di squadra, ribaltando così un verdetto che sembrava già scritto.

Hamilton ha così colto la sua sesta vittoria 2014, che gli ha permesso di diminuire un po’ il suo distacco dal rivale. Probabilmente l’avrebbe colta comunque, perché Monza a Lewis piace molto e la sua determinazione ci avrebbe quasi certamente regalato un confronto ravvicinato in pista tra i due sfidanti. Un confronto che, forse fortunatamente, non ha avuto luogo. Un confronto che ormai la Mercedes teme parecchio perché è così che si rischia di fare quei clamorosi autogol che possono addirittura portarti a perdere un mondiale vinto (vedere stagione 2007…). La concentrazione di Hamilton, però, è stata superiore: dopo un primo momento di possibile emotività l’inglese ha tirato fuori quella grinta che invece Rosberg, oggi, sembra aver in parte perso. La settima doppietta Mercedes, ad ogni modo, mette sempre più in cassaforte il titolo costruttori e riporta un po’ di serenità nei box della squadra.

Anche se le attese non garantivano nulla di buono, la Ferrari vista nelle libere faceva sperare di poter vedere qualche risultato incoraggiante. Arrivati al sabato, però, i valori sono tornati quelli di sempre e le cose sono precipitate nel corso del gran premio. Il ritiro di Alonso ci può anche stare (è il primo dell’anno), ma accende un piccolo campanello sulla questione affidabilità: resterà un caso isolato? Lo spagnolo non ha più motori nuovi a disposizione, cosa che comporterà l’uso di unità “vecchie”. Non che abbia molta importanza visto che non ci si gioca un campionato, ma è importante mantenere se non altro la già citata affidabilità e cercare di recuperare il terzo posto appena perso nella classifica costruttori, impresa non facile. Il decimo posto di Raikkonen, scalato poi in nona posizione per la penalità di Magnussen, è una magrissima consolazione in una giornata nera più che rossa.

Come previsto, anche la Williams ha mostrato ottime doti velocistiche, insieme alla Mercedes. E’ molto bello il podio conquistato da Felipe Massa, sempre un po’ ferrarista nel cuore, ultimamente un po’ offuscato dalla stella di Valtteri Bottas, oggi battuto dal brasiliano (anche se quarto subito dietro di lui). La Williams è in costante crescita, con ben cinque podi nelle ultime sei gare. Altra gara degna di nota è stata quella di Ricciardo: partito in sordina per via di una qualifica non esaltante (le piste veloci non sempre sono amiche della Red Bull e il propulsore Renault fa il resto), il campione in erba ha compiuto una rimonta epica con sorpassi davvero d’altri tempi ai danni di Perez prima e dello stesso Vettel poi: alla Roggia l’australiano ha eseguito con entrambi i rivali la stessa manovra, con una finta all’esterno e poi l’infilata in interno curva. Altre perle da aggiungere alle tre vittorie conquistate finora e fotogrammi da inserire accuratamente nell’antologia dei sorpassi più belli della categoria… Il significato della bravura di Ricciardo, inoltre, porta anche un messaggio ben più grande: la sconfitta pressochè definitiva del suo blasonato compagno di squadra, che qui l’anno scorso infilò uno dei nove successi di fila con cui concluse il campionato. Uno stravolgimento troppo grande, da un anno all’altro, per un pilota che ha totalizzato finora ben quattro mondiali di fila in tenera età e che adesso viene disinvoltamente e ripetutamente battuto da un neo-promosso in Red Bull che ha tutto il sapore del campione del domani… Archiviata la colorata e strepitosa invasione di pista dei tifosi di Monza, unica nel suo genere anche per chi ha la fortuna di godersela dal podio, si va a Singapore, dove si correrà il quattordicesimo appuntamento della stagione in un’altra suggestiva quanto moderna cornice, quella della corsa in notturna… E lo scontro in casa Mercedes vivrà probabilmente un altro appassionante capitolo!

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