Gp Abu Dhabi - Gara
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Il tramonto spettacolare di Abu Dhabi accompagna ancora una volta la fine del mondiale di F.1, all’insegna di una cornice lussuosa e ricca di stupendi fotogrammi. Una stagione che volge al termine nel segno, ovvio, della Mercedes, con un podio simile a quello che si era visto in apertura di campionato: due vetture tedesche davanti a tutti, una Ferrari terza. A stare davanti, però, conquistando così la terza vittoria di fila, è stato Nico Rosberg. Indemoniato sin dalle qualifiche, velocissimo e nuovamente autore di una partenza all’altezza di un poleman, il tedesco ha dettato il ritmo facendosi impensierire da Lewis Hamilton soltanto in alcuni brevi frangenti, quelli legati probabilmente all’usura delle gomme. Dopo Austin qualcosa è cambiato: dopo il momento più basso, per Nico, sembra essere giunto quasi uno stato di grazia. Unica macchia, quella sospetta tattica di “difesa” che in Messico il box Mercedes è sembrato voler mettere in atto per proteggere la sua prima posizione a scapito dell’aggressività montante di Hamilton. Ma questo, oggi, poco conta di fronte alla ritrovata competitività di Rosberg: se Nico avesse avuto l’attuale stato di forma per tutto il campionato, il nome del vincitore sarebbe come minimo stato in bilico fino all’ultima gara appena conclusasi.


La fine della stagione 2015 della Ferrari è coincisa con una bella prestazione da parte di Kimi Raikkonen, che, una volta mancato all’appello Vettel nelle qualifiche (per un banale quanto madornale errore tattico del muretto), ha preso le redini di quello che abitualmente è il ruolo del tedesco, ovvero il diretto inseguitore delle imprendibili Mercedes. Raikkonen ha così ottenuto il terzo podio stagionale sulla pista in cui aveva vinto nel 2012 con la Lotus e, soprattutto, ha riacciuffato la quarta posizione finale in classifica ai danni di Bottas. Anche la gara di Vettel è stata una delle ormai abituali prestazioni del tedesco: partito quasi dal fondo, Sebastian è stato bravo ad evitare i guai delle retrovie e a gestire le gomme, sfruttando la competitività della Ferrari su questa pista e rimontando fino al quarto posto, che era il miglior risultato pronosticabile dopo lo sfacelo delle qualifiche. A Maranello si chiude così un anno fondamentale, di rilancio, in cui la Rossa è stata fuori dal podio solo in tre occasioni…

Per quanto riguarda la gara degli altri, è stata una grande prova quella della Force India, giunta quinta con Perez (superato da Vettel nelle fasi finali) e settima con Hulkenberg. Gara tendenzialmente incolore per la Red Bull, senza infamia e senza lode con il sesto posto di Ricciardo e il decimo di Kvyat, che comunque ha chiuso il mondiale davanti al compagno di squadra per una manciata di punti. Gara sottotono anche per la Williams, che non ha brillato con l’ottavo posto di Massa e soprattutto con la disfatta di Bottas, fuori dai punti e battuto alla fine dal connazionale Raikkonen nella lotta per il quarto posto nel mondiale. Fuori dalla zona punti le due Toro Rosso, con Sainz undicesimo e un aggressivo Verstappen sedicesimo (e penalizzato per la dubbia manovra su Button). Inevitabile un finale amaro anche per la McLaren, in preda alle tristemente note difficoltà e senza alcuna forma di reale progresso dalla prima gara a oggi. I fuochi d’artificio di Abu Dhabi sono gli ideali titoli di coda di una stagione comunque spettacolare e foriera di sorprese che ben fanno sperare per lo show che potrebbe attenderci il prossimo anno. Sì, perché calato il sipario sul 2015, la F.1 è già rivolta al 2016…

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