Dopo
la lunga "pausa" invernale eccoci alle porte del nuovo campionato
del mondo.
Quest'anno si comincia ancora prima: il 4 marzo tutti in Australia
per il primo GP della stagione.
Per i colori italiani è un anno speciale: per la prima volta dopo
21 anni una rossa sarà al via con il n° 1; per la prima volta
da 21 anni sono le rosse e Michael Schumacher le vetture da battere
e l'uomo da battere. Sarà una difesa più facile o più difficile
della conquista? Di sicuro sarà diverso.
Dopo 3 anni di relativa stabilità regolamentare quest'anno c'è
nuovamente molta carne al fuoco. La modifica più significativa
introdotta al regolamento tecnico è l'innalzamento dell'ala anteriore:
da quest'anno il limite inferiore non è più 5 cm dal piano di
riferimento, ma 10. Questo influisce notevolmente sul carico aerodinamico
anteriore, che risulterà decisamente ridotto: in questo modo la
percentuale di aderenza si riequilibra leggermente a favore del
grip meccanico (quello dato da gomme e sospensioni); in teoria
questa misura dovrebbe rendere più agevoli i tanto agognati sorpassi,
in quanto essendo ridotta l'efficienza aerodinamica anteriore
dovrebbe esserlo anche il calo della medesima dovuto all'effetto
scia. I primi commenti dei piloti però parlano di vetture più
difficili da guidare e più sottosterzanti il che non è certo un
segnale positivo nell'ottica di cui sopra.
Gli interventi sull'aerodinamica non si limitano all'anteriore,
ma si estendono anche all'ala posteriore: quest'anno il n° di
elementi del profilo principale è ridotto a 3; quello del profilo
inferiore è di 2; addio quindi ai "mega-alettoni" con 12 o 13
profili.
Le limitazioni saranno più evidenti nei circuiti nei quali sarà
richiesto alto carico aerodinamico (Monaco, Budapest per esempio).
Ma chi spera in una riduzione delle prestazioni grazie a queste
limitazioni sarà inevitabilmente deluso: l'elemento che peserà
di più sulle prestazioni sarà il ritorno della "guerra tra gommisti";
dopo 2 anni di monopolio Bridgestone nel 2001 torna in pista la
Michelin; la casa francese non annovererà tra le sue file i 2
top-team, ma potrà contare sull'emergente BMW-Williams, il potenziale
terzo incomodo di questo campionato. I risultati della guerra
si sono già visti nei test invernali: i tempi sono scesi in modo
clamoroso; spesso oltre 2" a giro quando era calzata la gomma
giusta. Nel corso dell'anno i progressi saranno sempre più evidenti:
riuscirà la Michelin ad interrompere il dominio Brudgestone? Con
McLaren e Ferrari ai giapponesi sarà molto difficile, però isolate
sorprese non si possono certo escludere a priori.
Ultimo aspetto fondamentale: il ritorno massiccio dell'elettronica
in F1; a partire dal GP di Spagna, 5ª gara in calendario, saranno
reintrodotti molti degli aiuti elettronici vietati alla fine del
1993.
Andiamo ad elencare alcune modifiche:
D'altra parte ci sono anche ulteriori limitazioni: non saranno consentiti ammortizzatori che cambiano rigidezza in base a stimoli elettrici; non sarà più consentito il bilanciamento della frenata; dal prossimo anno sparirà la servoassistenza dello sterzo. Molta attenzione è stata rivolta alla sicurezza con crash-test (soprattutto laterali) molto più severi: alcune prove richiedevano resistenze superiori anche del 400% rispetto al 2000.
Ma veniamo
ai protagonisti in dettaglio. Cominciamo dai campioni in carica.
Come detto la Ferrari si presenta come vettura da battere;
la nuova vettura è visibilmente diversa dalla precedente; il muso,
per esempio, è di nuovo basso; il progettista Rory Byrne ha affermato
che con i nuovi regolamenti il muso alto non funzionava assolutamente.
Ma le novità più rilevanti sono nel propulsore: il balzo rispetto
all'anno scorso è notevole; nel nuovo 050 si segnala inoltre la
presenza di contrappesi mobili nell'albero motore; questo dovrebbe
contribuire a ridurre le vibrazioni insite nei motori V10. L'esordio
è stato estremamente brillante: record sia a Fiorano che al Mugello;
ma ci sono stati problemi di affidabilità nei test sulla distanza;
un po' di problemi al nuovo motore, alcune perdite d'olio, forse
alcuni problemi di temperatura; certo quest'ultimo in prospettiva
Melbourne potrebbe essere quello più grave. Solo certezze sul
fronte piloti: la coppia Ferrari è forte, collaudato da un anno
di esperienza e non teme rivali su fondi difficili; certo che
ripetere o aumentare il numero di gare bagnate del 2000 sarà molto
difficile.
I rivali di sempre: la McLaren, tanto per confutare immediatamente
le teorie di Byrne, si presenta con una vettura dal muso alto
dopo 3 anni di musi bassi; appena scesa in pista si è subito dimostrata
velocissima (e non c'era da dubitarne), ma i problemi sono stati
gli stessi dell'anno scorso: il nuovo propulsore Mercedes FO110K
senza berillio si è dimostrato estremamente fragile; non è passato
giorno di test senza che se ne rompesse almeno uno! Dal punto
di vista tecnologico inoltre si presenta per la prima volta in
ritardo rispetto ai rivali della Ferrari; la rinuncia al berillio
ha persino portato alla reintroduzione delle camicie nei cilindri,
cosa che invece non è stata necessaria in Ferrari. Stando a quanto
si è potuto "capire" fino ad oggi, se la McLaren avrà problemi
nel corso del 2001 saprà con chi prendersela.
Nel ruolo di terzo incomodo la BMW-Williams: terza a sorpresa
nel 2000, quest'anno dovrà confermare la sua posizione in virtù
di ambizioni differenti; la nuova vettura è piuttosto convenzionale
in apparenza e sembra nata bene. Il nuovo motore è, a detta dei
responsabili, un piccolo gioiello; ha seguito la "moda" dell'allargamento
della V dei cilindri per abbassare il baricentro; fino ad oggi
si è dimostrato anche abbastanza affidabile; vedremo come si porrà
nei confronti della concorrenza più accreditata. Grande attesa
sul fronte piloti che vede il debutto del tanto atteso Juan Pablo
Montoya di cui si dice un gran bene.
Per gli altri personalmente mi attendo una lotta per la 4ª posizione:
coinvolti, nell'ordine, Jordan, BAR, Sauber,
Prost. Le prime 2 potranno contare sull'appoggio della
Honda e di piloti smaniosi di dimostrare il loro valore; le seconde
sul collaudato propulsore (e non solo) Ferrari 2000.
L'incognita è rappresentata dalla Benetton: potrà contare
sul ritorno in veste ufficiale della Renault che come sempre lo
fa in grande stile; il nuovo propulsore è rivoluzionario: V a
111° e, presto, distribuzione piezo-elettrica; la carne al fuoco
è tanta, ma il prezzo da pagare sarà certamente molto elevato;
per tutto l'inverno i piloti hanno faticato moltissimo per fare
anche pochi chilometri prima che tutto si rompesse. La Benetton,
che nel 2002 si chiamerà Renault, si segnala anche per la scelta
estrema nell'aerodinamica anteriore; c'è un "buco" nel regolamento
che consente, per una larghezza massima di 50 cm nella zona centrale,
di scendere al di sotto dei 10 cm di altezza minima; la Benetton
l'ha sfruttata per intero per cercare di ricreare un tubo venturi
nell'ala anteriore. Questa soluzione fornisce indubbiamente maggior
carico, ma rende la vettura molto più sensibile. La Jordan, per
esempio, ha seguito la strada Benetton; la Ferrari ha scelto una
soluzione intermedia; McLaren e Williams hanno alettoni quasi
rettilinei. Queste ali abbassate al centro sono oramai universalmente
note come ali a cucchiaio visto che la loro forma ricorda vagamente
il profilo della suddetta posata. Tornando ai team segue la Jaguar:
è la delusione più grande dei test invernali; rispetto al 2000
l'affidabilità è stata trovata, ma la vettura si è sempre dimostrata
clamorosamente lenta. C'è da augurarsi per i piloti del team che
il vero potenziale velocistico non sia quello espresso nell'inverno
altrimenti ci sarà da mettersi le mani nei capelli nonostante
un budget di primo piano.
A chiudere lo schieramento vedo Arrows e Minardi:
la prima, oltre ad aver perso il capo aerodinamico, potrà contare
solo sui propulsori ex-Peugeot ribattezzati AMT dal nuovo proprietario.
Per la Minardi infine sarà un miracolo non essere in fondo allo
schieramento: le vicissitudini legate al cambio del proprietario
hanno fatto sì che non si sapesse fino all'ultimo se il team avrebbe
partecipato al mondiale oppure no. In ogni caso la vettura non
presenta novità sostanziale e il propulsore sarà ancora una volta
il disastroso 10 cilindri Cosworth del 2000.
Una ventata di gioventù invece caratterizza il parco piloti; ci
saranno praticamente 5 debuttanti: Montoya, Raikkonen, Burti (che
ha partecipato ad un solo GP), Alonso, Bernoldi; a questi si aggiungono
i "navigati" Heidfeld e Button; un terzo dei partenti è costituito
da giovani di belle speranze; la nuova generazione è una realtà.
Concludo, come sempre, con gli auguri di buon campionato del mondo a tutti i partecipanti e a tutti gli spettatori. Nell'eterna speranza di vedere ridotto il numero di polemiche e di vedere accresciuta la spettacolarità delle gare.