Schumacher: vincere l'ultima battaglia

Schumacher: vincere l'ultima battaglia

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Sono passati quattro anni dal terribile incidente del 29 Dicembre 2013 ed il campione tedesco sta ancora combattendo la sfida più importante della sua vita, una battaglia che suo malgrado, difficilmente riuscirà a vincere; paradossale ciò che è capitato all’ex-pilota Ferrari, correre tutta la propria carriera ad alta velocità nei circuiti di tutto il mondo e doversi arrendere ad una banale caduta con gli sci sulla neve, in vacanza con la propria famiglia.

Le cure, le cliniche.
Le condizioni sono state subito molto critiche, eppure la sua famiglia, il suo team, i suoi tifosi non hanno mai celato un cauto ottimismo, sperando fortemente che qualcosa potesse cambiare e che la forte fibra del campione prima o poi avesse la meglio sul male oscuro: lesioni cerebrali sparse, indica l’unico bollettino medico emesso in questi anni, quello dei medici curanti di Grenoble, l’ultimo giorno dell’anno 2013.
I primi segnali dopo l’accaduto sembravano essere più incoraggianti, nel Giugno 2014 la sua portavoce e manager Sabine Kehm dichiara pubblicamente che Michael è uscito dal coma farmacologico a cui era stato sottoposto, con brevi periodi di risveglio e veloci fasi di interazione con l’ambiente che lo circondava, saltuarie, estemporanee ma significative. 
La famiglia lo porta in diversi centri scientifici privati, le ultime indiscrezioni parlano di un possibile ricovero presso la clinica specializzata di Dallas, il luminare Bravo che opera nella struttura Texana afferma di aver già gestito casi similari; a queste indiscrezioni non è mai seguita conferma ufficiale della moglie Corinna, la quale per il campione ha scelto la strada del più stretto riserbo.

Cosa è realmente cambiato negli ultimi anni?
Difficile avere informazioni precise, chi ha provato a diffondere aggiornamenti non veritieri è stato prontamente smentito o citato in giudizio dai legali della famiglia, non ci sono prove sul suo recupero cerebrale, psico-motorio ed emozionale.
Nonostante i primi flebili segnali di ripresa post-intervento, la salute del tedesco non è migliorata, Michael Schumacher non ha riportato cambiamenti in termini sensibili, è vero che il campione apre gli occhi, ma non ha coscienza di sé, non risponde alle cure mediche come si potrebbe auspicare, quindi è inevitabile che il mondo che lo circonda ceda il passo allo sconforto, forse alla frustrazione di non sapere nulla di più del poco pubblicato dai Mass Media e di poter fare ancora meno per la causa.
Questa sfida è la più impegnativa del sette volte iridato, una sfida che la valutazione ed il monitoraggio dello stato di salute del campione, ci porta a credere che non potrà essere vinta.

Le dichiarazioni
Le visite nella villa privata di Gland non sono permesse, salvo qualche rara eccezione concordata dalla famiglia del campione tedesco; chi ha avuto libero accesso è l'ex direttore generale della scuderia Ferrari Jean Todt, il quale non ha mai dimenticato Schumacher come pilota, ma soprattutto come uomo. L'attuale presidente della FIA ha più volte ricordato con commozione la continua lotta che Schumi sta combattendo e la sua mancanza come amico; la speranza è l'ultima a morire, perché come ricorda il manager francese, la sua battaglia non è terminata, la sua battaglia continua.



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